Hamas, sì all’accordo per il rilascio di 50 ostaggi in cambio di tre giorni di tregua

Redazione
15/11/2023

Prevista anche la liberazione di donne e bambini palestinesi detenuti nelle carceri di Israele. Ma Tel Aviv non ha ancora accettato. L'Idf: «Trovate armi nell’ospedale al-Shifa». Gli aggiornamenti.

Hamas, sì all’accordo per il rilascio di 50 ostaggi in cambio di tre giorni di tregua

Hamas ha accettato le linee generali di un accordo con Israele che prevede il rilascio di 50 ostaggi in cambio di una tregua di tre giorni nella Striscia di Gaza e della liberazione, da parte di Israele, di alcune donne e bambini palestinesi dalle carceri dello Stato ebraico. In base all’accordo, Tel Aviv dovrà la quantità di assistenza umanitaria consentita nell’enclave palestinese. Israele non ha ancora detto sì e sta ancora negoziando i dettagli. Secondo Haaretz c’è il Qatar dietro la trattativa, coordinata con gli Stati Uniti.

Israele-Hamas, vicino l’accordo: tre giorni di tregua per il rilascio di 50 ostaggi. Intesa mediata dal Qatar.
La disperazione di una donna palestinese (Getty Images).

L’Idf: «Trovate armi di Hamas nell’ospedale al-Shifa»

«In un’area specifica dell’ospedale al-Shifa abbiamo visto prove concrete che i terroristi di Hamas hanno utilizzato la struttura come un comando del terrorismo», ha detto il portavoce militare israeliano Daniel Hagari, aggiungendo che l’esercito «pubblicherà queste prove in seguito». L’operazione, ha aggiunto, sta andando avanti «senza attriti» tra le truppe, i pazienti e il personale medico. L’Idf su X ha fatto sapere di aver fornito incubatrici, alimenti per l’infanzia e medicinali all’ospedale.

Media: fatto saltare in aria il Parlamento di Hamas

L’esercito israeliano ha fatto saltare il palazzo del parlamento di Hamas a Gaza, conquistato nei giorni scorsi. Lo ha riferito il sito Ynet.

LEGGI ANCHE: Conte: «Italia codarda su Gaza, fermare le forniture di armi a Israele»

Netanyahu: «Non c’è posto a Gaza dove non possiamo arrivare»

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha avvertito i miliziani di Hamas che «non c’è un posto a Gaza» dove i militari dello Stato ebraico non possano arrivare. militari di Israele: «Ci avevano detto che non avremmo raggiunto le periferie di Gaza City e lo abbiamo fatto. Ci avevano detto che non saremmo entrati nell’ospedale al-Shifa e lo abbiamo fatto».

Prima autocisterna con carburante entrata a Gaza dall’Egitto

La prima autocisterna con carburante è entrata a Gaza dall’Egitto dal 7 ottobre. Lo ha riferito una fonte della Mezzaluna Rossa egiziana all’Ansa. Il carburante è destinato ai camion dell’Unrwa che trasportano gli aiuti: finora i tir dell’organizzazione delle Nazioni Unite per il soccorso dei rifugiati palestinesi erano stati riforniti con quantità limitate di carburante dopo il coordinamento fra le parti. Il capo dell’Unrwa Philippe Lazzarini lancia però l’allarme su X: «Avere carburante solo per i camion non salverà altre vite, entro la fine della giornata circa il 70 per cento della popolazione di Gaza non avrà accesso all’acqua potabile».

Erdogan: «Israele è uno Stato terrorista»

Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato che «Israele è uno Stato terrorista», mentre «Hamas è un partito politico che ha vinto le elezioni in Palestina». Il presidente della Turchia ha poi aggiunto che a Gaza «è in corso un genocidio», promettendo che Ankara «prenderà iniziative sulla scena internazionale» per fermarlo.