Continuano i raid di Israele su Gaza, all’Aia si apre il processo per genocidio

Redazione
11/01/2024

Mostrate foto di fosse comuni nella Striscia. Netanyahu: «Non sposteremo la popolazione civile palestinese». L’Onu chiede la fine degli attacchi Houthi nel Mar Rosso. Blinken al Cairo, ultima tappa della sua missione diplomatica. Gli aggiornamenti sul conflitto in Medio Oriente.

Continuano i raid di Israele su Gaza, all’Aia si apre il processo per genocidio

All’Aia si apre il procedimento per le accuse di genocidio mosse contro Israele dal Sudafrica, mentre continuano i raid dell’Idf su Gaza. L’attacco di Hamas del 7 ottobre «non può giustificare la violazione della Convenzione sul genocidio da parte di Israele»: lo ha affermato il Sudafrica nel corso dell’udienza della Corte internazionale di giustizia. L’avvocata sudafricana Adila Hassim ha mostrato foto di fosse comuni a Gaza, affermando poi che le operazioni militari di Tel Aviv hanno spinto la popolazione sull’orlo della carestia. «Chiediamo alla Corte internazionale di giustizia di non cedere ai dettami e alle pressioni dell’amministrazione statunitense, che è complice e responsabile della continuazione della guerra genocida che continua ad andare avanti contro il popolo palestinese nella Striscia di Gaza», ha affermato Hamas tramite Telegram. Lior Hayat, portavoce del ministero degli Esteri israeliano, ha definito il Sudafrica «il braccio giuridico di Hamas», aggiungendo che all’Aia sta andando in scena «uno dei più grandi spettacoli di ipocrisia nella storia, costruito su una serie di affermazioni false e infondate». La Convenzione per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio è stata sottoscritta da 41 Paesi il 9 dicembre del 1948 a New York.

Continuano i raid di Israele su Gaza, all'Aja si apre il processo per genocidio. Gli aggiornamenti sul conflitto in Medio Oriente.
Sostenitori della Palestina all’Aia (Getty Images).

Nuovi attacchi su Gaza, uccisi civili e miliziani di Hamas

Sette persone sono state uccise e altre 25 sono rimaste ferite negli ultimi attacchi israeliani sulla città di Khan Yunis. Almeno cinque palestinesi sono stati invece uccisi in un raid su Rafah, riporta Al Jazeera. Le forze di difesa israeliane hanno dichiarato inoltre di avere ucciso tre militanti di Hamas, colpiti mentre uscivano da un tunnel, durante un’operazione contro una cellula terroristica ad Al-Maghazi. La polizia israeliana e i servizi di sicurezza interna dello Shin Bet hanno poi sventato un tentativo di attacco da parte di due sostenitori dell’Isis a Gerusalemme Est. Lo riportano i media locali: i due sospettati volevano utilizzare ordigni esplosivi in attacchi contro le forze dell’ordine.

Netanyahu: «Israele non sposterà la popolazione civile di Gaza»

«Israele non ha intenzione di occupare in modo permanente Gaza o di spostare la sua popolazione civile». Lo ha detto il premier Benjamin Netanyahu a poche ore dalla riunione della Corte di Giustizia dell’Aja: «Israele sta combattendo i terroristi di Hamas, non la popolazione palestinese e lo stiamo facendo nella piena conformità con la legge internazionale».

Continuano i raid di Israele su Gaza, all'Aja si apre il processo per genocidio. Gli aggiornamenti sul conflitto in Medio Oriente.
La devastazione di Rafah (Getty Images).

L’Onu chiede la fine degli attacchi Houthi nel Mar Rosso

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione che condanna gli attacchi dei ribelli Houthi dello Yemen contro le navi nel Mar Rosso, chiedendone la «fine immediata». Mohammed Ali al-Houti, capo del Supremo comitato rivoluzionario del gruppo filo-iraniano, ha definito la risoluzione dell’Onu «un gioco politico».

Blinken è al Cairo, incontra il presidente egiziano al-Sisi

Il segretario di Stato americano Antony Blinken è arrivato al Cairo, tappa finale del suo tour in Medio Oriente che ha toccato Turchia, Arabia Saudita, Emirati, Qatar, Israele, Cisgiordania e Bahrein. Blinken ha in programma un incontro con il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, con il quale parlerà della guerra a Gaza e degli aiuti umanitari alla Striscia di Gaza. Egitto e Qatar stanno mediando tra Israele e Hamas la possibilità di una tregua umanitaria e di un nuovo scambio di prigionieri.