Usa: «I colloqui tra Israele e Hamas per una tregua sono molto seri»

Redazione
20/12/2023

Il leader dell'organizzazione palestinese, Ismail Haniyeh, è al Cairo per negoziare con mediatori egiziani. Atteso anche il capo della Jihad islamica. Netanyahu esclude il cessate il fuoco. Pesanti bombardamenti sulla Striscia: ora i morti sono più di 20 mila. Gli Houthi minacciano: «Colpiremo le navi Usa». Gli aggiornamenti sulla guerra in Medio Oriente.

Usa: «I colloqui tra Israele e Hamas per una tregua sono molto seri»

I negoziati per una pausa nei combattimenti tra Israele e Hamas «sono molto seri». Lo ha detto il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale Usa, John Kirby, in un briefing a bordo dell’Air Force One. Il leader di Hamas, Ismail Haniyeh, è arrivato al Cairo per colloqui con funzionari egiziani. La visita, anticipata da un incontro a Doha con il ministro degli Esteri iraniano, verte su una nuova tregua che consenta il rilascio di ostaggi. L’Egitto sta mediando con il Qatar. E nei prossimi giorni arriverà al Cairo anche il capo della Jihad islamica, Ziad Nakhaleh, gruppo che ha preso parte con Hamas all’attacco del 7 ottobre e che tiene ancora prigionieri cittadini israeliani. Dalla principale organizzazione terroristica palestinese filtra però la posizione contraria allo scambio di ostaggi senza uno stop completo degli attacchi di Israele su Gaza. Nel frattempo anche la Russia invoca il cessate il fuoco in Medio Oriente.

Israele-Hamas, pressioni e colloqui per una nuova pausa umanitaria. Gli aggiornamenti sulla guerra in Medio Oriente.
Ismail Haniyeh, leader di Hamas (Getty Images).

Netanyahu: «La guerra continuerà fino alla vittoria»

«La guerra continuerà fino alla vittoria. Chi pensa che ci fermeremo, non è collegato alla realtà». Lo ha detto in un video postato su X il premier israeliano Benyamin Netanyahu, escludendo quindi un cessate il fuoco. «Non smetteremo di combattere finché non raggiungeremo tutti gli obiettivi che ci siamo prefissati: l’eliminazione di Hamas, il rilascio dei nostri ostaggi e l’eliminazione della minaccia da Gaza». Israele, ha detto, sta attaccando Hamas ed è pronto a fare lo stesso «con i loro alleati da vicino e da lontano». I miliziani di Hamas, «dal primo all’ultimo, hanno solo due opzioni: arrendersi o morire».

Sono più di 20 mila i morti nella Striscia di Gaza dal 7 ottobre

Le autorità di Hamas nella Striscia di Gaza hanno affermato oggi che almeno 20 mila persone sono state uccise nel territorio palestinese dall’inizio della guerra con Israele, lo scorso 7 ottobre. Circa 8 mila bambini e 6.200 donne si contano tra le vittime, ha sostenuto Hamas.

Il Consiglio di sicurezza Onu chiede pause e corridoi umanitari urgenti ed estesi

Il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha chiesto «pause e corridoi umanitari urgenti ed estesi» a Gaza. È quanto si legge nella bozza finale della risoluzione Onu, come riferisce la Bbc. Il testo è frutto di un compromesso tra Emirati Arabi Uniti e Usa per fare sì che questi ultimi si astengano dal voto. Da settimane Washington si dichiara infatti contraria a un cessate il fuoco, ma favorevole invece a tregue umanitarie che permettano di far entrare gli aiuti a Gaza. Nel testo si chiede anche il rilascio immediato di tutti gli ostaggi nelle mani di Hamas.

Proseguono i raid dell’Idf, in particolare su Khan Yunis e Jabalya

Continuano intanto i raid israeliani sulla Striscia di Gaza, in particolare su Khan Yunis e Jabalya, dove si trova il maggiore di tutti i campi profughi palestinesi. Qui un bombardamento di Israele avrebbe fatto 46 morti e oltre 100 feriti. L’agenzia di stampa Safa, affiliata ad Hamas, ha riferito di feroci scontri tra miliziani palestinesi e Idf nel centro di Khan Younis. Almeno otto persone sono morte nel bombardamento di un edificio residenziale della città di Deir al-Balah, nel centro della Striscia di Gaza, ha reso noto la Mezzaluna rossa palestinese.

Israele-Hamas, pressioni e colloqui per una nuova pausa umanitaria. Gli aggiornamenti sulla guerra in Medio Oriente.
La devastazione di Khan Yunis (Getty Images).

La coalizione anti-Houthi è al lavoro per un corridoio sicuro nel Mar Rosso

La coalizione anti-Houthi creata dagli Stati Uniti punta a istituire un corridoio sicuro per le navi commerciali nel Mar Rosso, nel tentativo di rafforzare la sicurezza in una delle principali arterie del commercio mondiale in Medio Oriente. Lo riporta il Financial Times. «Renderemo bersaglio le navi Usa dei nostri missili e droni in risposta a ogni attacco americano», ha minacciato il capo delle milizie sciite nello Yemen, Abdul Malik al-Houthi.