Israele e Hamas, riparte il negoziato per il rilascio degli ostaggi

Ginevra Abeti
18/12/2023

La pressione internazionale e interna sul governo di Tel Aviv inizia a farsi sentire e il capo del Mossad David Barnea è stato incaricato di riprendere i colloqui con i mediatori, Egitto e Qatar, per una nuova tregua. Il Consiglio di sicurezza dell'Onu si prepara a votare una nuova risoluzione sugli aiuti umanitari.

Israele e Hamas, riparte il negoziato per il rilascio degli ostaggi

La pressione internazionale su Israele inizia a farsi sentire e il governo di Netanyahu ha ripreso i colloqui con i mediatori, Egitto e Qatar, per una nuova tregua nella guerra con Hamas che possa consentire il rilascio di ulteriori ostaggi. Dopo la messa in guardia di Joe Biden in merito alla perdita di consenso sull’offensiva israeliana nella Striscia di Gaza, alla quale Netanyahu ha risposto che andranno avanti «con o senza sostegno internazionale», nei giorni scorsi Regno Unito e Germania hanno fatto appello pubblico a Tel Aviv affinché si arrivi a una tregua duratura che porti a una pace duratura. Il premier israeliano, inoltre, è nel mirino delle critiche della sua opinione pubblica interna per la gestione della crisi degli ostaggi, dopo che l’Idf ne ha uccisi tre accidentalmente.

Il primo colloquio tra Israele e Qatar è stato definito positivo

È in questo contesto che il capo del Mossad, i servizi di intelligence di Israele, David Barnea, avrebbe ricevuto il via libera per riavviare i colloqui coi mediatori. Lo riferiscono i media israeliani e Reuters. Tra le condizioni chieste da Hamas c’è la possibilità di scegliere unilateralmente quali ostaggi rilasciare e il ritiro delle truppe israeliane da alcune zone specifiche dentro la Striscia di Gaza. Israele ha rifiutato qualsiasi ritiro delle truppe e chiede di visionare l’elenco degli ostaggi prima di decidere la data e l’orario di un eventuale cessate il fuoco. Il capo dell’intelligence Barnea è atteso in Europa nei prossimi giorni per incontrare nuovamente il primo ministro del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani. L’ultimo faccia a faccia, avvenuto il 16 dicembre a Oslo, è stato definito «positivo» ma la strada per un accordo è ancora in salita. Per il quotidiano Haaretz Israele al momento non nutre grandi speranze su una nuova tregua.

Israele e Hamas, riparte il negoziato per il rilascio degli ostaggi
David Barnea capo del Mossad di Israele (Getty Images).

Il Consiglio di sicurezza dell’Onu chiede di consentire l’accesso degli aiuti a Gaza

Nel frattempo, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite si prepara a votare una nuova proposta per chiedere a Israele e Hamas di consentire l’accesso degli aiuti a Gaza – via terra, mare e rotte aeree – e di istituire un monitoraggio da parte dell’Onu sull’assistenza umanitaria fornita. Lo riporta Reuters che ha visionato la bozza del testo della risoluzione, che potrebbe essere votata già lunedì 18 dicembre. L’ultima risoluzione è stata bloccata dal veto degli Stati Uniti, che ritengono che un cessate il fuoco in questo momento possa favorire Hamas. La pressione degli Stati Uniti ha tuttavia consentito che domenica 17 dicembre sia entrato a Gaza il primo convoglio umanitario dal 7 ottobre, attraverso Kerem Shalom. Un’altra pausa è stata consentita lunedì a Rafah, dalle 10 alle 14 (9-13 ora italiana).