Israele-Hamas, Nyt: «Accordo vicino per il rilascio degli ostaggi a Gaza»

Redazione
28/01/2024

Passi avanti nelle trattative in corso a Parigi. Il negoziato prevedrebbe la liberazione di centinaia di prigionieri israeliani in cambio di una tregua di circa due mesi.

Israele-Hamas, Nyt: «Accordo vicino per il rilascio degli ostaggi a Gaza»

Secondo quanto riportato dal New York Times, i negoziatori guidati dagli americani si stanno avvicinando a un accordo in base al quale Israele sospenderebbe la guerra a Gaza per circa due mesi in cambio del rilascio di oltre 100 ostaggi ancora detenuti da Hamas. Il quotidiano ha riferito che l’intesa potrebbe essere siglata nelle prossime due settimane.

Le trattative a Parigi con il direttore della Cia William Burns

La bozza dell’accordo fonde le proposte avanzate da Israele e Hamas negli ultimi 10 giorni in un’intesa di base che sarà oggetto di colloqui a Parigi domenica 28 gennaio. Anche se ci sono ancora importanti disaccordi da risolvere, i negoziatori sono cautamente ottimisti sul fatto che un accordo finale sia a portata di mano, secondo i funzionari americani contattati dal Nyt. Una prima fase di tregua durerebbe 30 giorni, in cui Hamas dovrebbe rilasciare le donne, gli anziani e i feriti. Nella seconda fase, di altri 30 giorni di cessate il fuoco, dovrebbero essere liberati gli uomini e i soldati israeliani. La Casa Bianca ha inviato a Parigi, per mediare i negoziati, il direttore della Cia William Burns. Presenti ai colloqui anche rappresentanti di Israele, Egitto e Qatar.

L’appello dell’Onu: «Garantire la continuità dell’Unrwa»

Intanto il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres ha chiesto agli Stati di garantire la continuità dell’Unrwa, l’Agenzia per i rifugiati palestinesi, dopo che molti finanziamenti sono stati bloccati per le accuse rivolte ad alcuni membri dell’organizzazione di essere coinvolti nei raid del 7 settembre su Israele. «Pur comprendendo le loro preoccupazioni, e anch’io sono rimasto inorridito da queste accuse», ha detto Guterres in una nota, «faccio appello con forza ai governi che hanno sospeso i loro finanziamenti almeno a garantire la continuità delle operazioni dell’Unrwa».