Israele-Hamas, la trattativa per una tregua di 30 giorni sta facendo «progressi»

Redazione
24/01/2024

L'accordo mediato da Egitto, Stati Uniti e Qatar per una pausa che consenta il rilascio di ostaggi e prigionieri starebbe muovendo dei passi in avanti. Lo riferiscono delle fonti diplomatiche a Reuters.

Israele-Hamas, la trattativa per una tregua di 30 giorni sta facendo «progressi»

La trattativa per un’altra tregua tra Israele e Hamas, mediata da Egitto, Stati Uniti e Qatar, starebbe facendo dei progressi. Lo riferisce l’agenzia Reuters, alla quale alcune fonti hanno riferito che le due parti stanno lavorando per un accordo su un cessate il fuoco di 30 giorni a Gaza, per permettere il rilascio di ostaggi israeliani e prigionieri palestinesi. Secondo una rivelazione del Wall Street Journal, i mediatori avevano inizialmente proposto una pausa di alcuni mesi che includeva anche il ritiro graduale dell’esercito israeliano da Gaza. Il piano è stato rifiutato da Israele, che nel frattempo prosegue il suo assalto alla città di Khan Younis, la città principale nel sud della Striscia.

Israele-Hamas, la trattativa per una tregua di 30 giorni sta facendo «progressi»
Cittadini israeliani protestano a Gerusalemme chiedendo a Netanyahu maggiori sforzi per il rilascio degli ostaggi, 22 gennaio (Getty Images).

Israele e Hamas hanno vedute diverse sulla fine della guerra a Gaza

La missione diplomatica di Qatar, Stati Uniti ed Egitto si è intensificata dal 28 dicembre e sta cercando di colmare le diverse visioni e condizioni avanzate da Israele e Hamas. In particolare, le due parti rimangono in disaccordo su come porre fine definitivamente alla guerra a Gaza e sul futuro della Striscia. Hamas in precedenza aveva affermato di non essere disponibile a concludere alcuna trattativa senza prima concordare un cessate il fuoco permanente e il ritiro delle truppe israeliane. Ma secondo fonti egiziane sentite dal Wsj, il gruppo avrebbe aperto alla possibilità di un accordo di cessate il fuoco che include il rilascio di alcuni dei restanti 130 ostaggi e di tutte le donne (non soldato) e i bambini rimasti. Le fonti sentite da Reuters, invece, riferiscono che Hamas non sia disponibile a concludere la trattativa su una tregua se non si trova un punto di incontro sulla fine della guerra. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha respinto la proposta degli Stati Uniti per la normalizzazione dei rapporti con l’Arabia Saudita in cambio di un percorso per la nascita di uno Stato palestinese, affermando che «Israele manterrà il completo controllo su tutti i territori a ovest del fiume Giordano». Dall’altra parte, anche Hamas rifiuta la “soluzione a due Stati”. Il leader del gruppo terroristico all’estero, Khaled Meshal, secondo un messaggio diffuso dall’organizzazione su Telegram ha detto: «Il nostro popolo palestinese chiede liberazione, libertà dall’occupazione e la nascita di uno Stato palestinese». Meshal ha poi respinto «i confini del ’67 che praticamente sono un quinto della Palestina e non possono essere accettati».