Intesa Israele-Onu sui migranti: verranno trasferiti in Occidente

Intesa Israele-Onu sui migranti: verranno trasferiti in Occidente

02 Aprile 2018 14.25
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Benjamin Netanyahu ha sospeso la realizzazione dell'intesa con l'Alto commissariato dell'Onu per il ricollocamento in Paesi occidentali di migliaia di migranti africani che sono in Israele. In nottata il premier ha scritto su Facebook di essere sensibile alle reazioni critiche mosse dagli abitanti dei rioni poveri di Tel Aviv dove i migranti sono concentrati. Oggi, ha aggiunto, vi farà un sopralluogo: «Intanto sospendo la realizzazione dell'accordo».

RIMARRANNO QUELLI PIU' RADICATI. Secondo quanto ha riferito la stampa, che ha citato un comunicato del governo, l'espulsione di quei migranti avverrà in tre fasi nell'arco di cinque anni. Israele da parte sua ha accettato di regolarizzare lo status dei rimanenti migranti (profughi, nuclei familiari già radicati, anziani, malati in condizioni gravi) che saranno dispersi nel suo intero territorio in modo di alleviare le condizioni del quartieri poveri di Tel Aviv dove finora erano concentrati. Otterranno visti di lavoro e saranno destinati verso località dove potranno rendersi utili: «saremo noi a decidere dove essi vivranno e dove essi lavoreranno», ha precisato, nella stessa conferenza stampa, il ministro degli interni Arie Deri.

TRASFERITI IN ITALIA, GERMANIA E ITALIA. Alla luce di questa importante intesa con l'Alto Commissario dell'Onu per i rifugiati, si legge nel comunicato, sono divenute superflue le imminenti espulsioni verso «un Paese terzo» africano (il Ruanda, secondo la stampa). In passato il governo aveva informato la Corte Suprema di aver sottoscritto con quel Paese accordi di accoglienza per i migranti provenienti da Israele. Ma in merito, precisa il comunicato, sono poi insorte «difficoltà politiche». In giornata il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha spiegato che tra le destinazioni per i migranti in uscita ci sarano Canada, Germania e Italia.

MA LA FARNESINA SMENTISCE. «Non c'e' alcun accordo con l'Italia nell'ambito del patto bilaterale tra Israele e l'Unhcr per la ricollocazione, in cinque anni, dei migranti che vanno in Israele dall'Africa e che Israele si è impegnata a non respingere», hanno precisato fonti della Farnesina. In serata è arrivata poi la smentita dal gabinetto del premier israeliano: «L'Italia era solo un esempio di un paese occidentale: il primo ministro non intendeva in modo specifico l'Italia», ha spiegato una fonte dell'ufficio di Netanyahu.

PER ACCORDO SERVE OK UNHCR. «Solamente previo accordo con il governo italiano potrebbero arrivare in Italia alcuni rifugiati provenienti da Israele solo a titolo di ricongiungimento familiare con parenti che già vivono qui, si tratta in sostanza di pochissimi e specifici casi», ha ha detto Carlotta Sami portavoce dell'Unhcr per i rifugiati nei paesi del sud Europa spiegando in quale misura l'Italia potrebbe essere 'toccata' dall'accordo firmato oggi tra il leader israeliano Benjamin Netanyahu e l'alto commissariato dell'Onu.

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