Israele, migliaia di manifestanti chiedono nuove elezioni e l’espulsione dei ministri di estrema destra

Ginevra Abeti
08/01/2024

Lunedì 8 gennaio alcuni attivisti hanno bloccato l'ingresso del parlamento a Gerusalemme dopo che sabato sera 20 mila persone hanno protestato a Tel Aviv e davanti alla casa di Netanyahu chiedendone le dimissioni. Al centro delle critiche anche i membri radicali dell'esecutivo che stanno chiedendo il reinsediamento dei palestinesi.

Israele, migliaia di manifestanti chiedono nuove elezioni e l’espulsione dei ministri di estrema destra

Nella mattina di lunedì 8 gennaio in Israele alcuni manifestanti del movimento Changing direction e della coalizione Elections now hanno bloccato l’ingresso della Knesset, il parlamento, a Gerusalemme, chiedendo elezioni anticipate, il rilascio degli ostaggi e l’espulsione dei ministri estremisti dall’esecutivo. La manifestazione di questa mattina segue quella della sera del 6 gennaio, quando decine di migliaia di israeliani si sono radunati a Tel Aviv e davanti alla residenza del primo ministro Benjamin Netanyahu a Cesarea.

Tra gli organizzatori anche parenti di persone uccise da Hamas

Oltre al corteo davanti alla residenza privata di Netanyahu, la manifestazione principale del 6 gennaio ha avuto luogo in piazza Habima a Tel Aviv, mentre altre manifestazioni più piccole si sono svolte ad Haifa. Gli organizzatori della protesta di Tel Aviv hanno affermato che hanno partecipato circa 20 mila persone. Lo riporta Times of Israel, aggiungendo che tra coloro che hanno partecipato c’erano persone che erano state evacuate dalle aree vicino alla Striscia di Gaza e al confine settentrionale con il Libano, nonché parenti di persone uccise nell’attacco di Hamas del 7 ottobre. Roni Goren Ben-Zvi, il cui fratello Yonatan Richter è stato ucciso al Nova festival, ha raccontato al Times of Israel: «Mio fratello è stato ucciso a causa di un uomo (Netanyahu, ndr) che da otto anni conduce una guerra privata contro l’intero Paese solo per poter sopravvivere, eludere la giustizia e continuare a derubare i nostri fondi. Solo gli sciocchi seguono le sue bugie. È un narcisista che non ha mai pensato alla sicurezza del Paese e dei suoi cittadini».

I ministri di estrema destra chiedono il reinsediamento dei palestinesi della Striscia di Gaza

I manifestanti stanno chiedendo le dimissioni dei ministri di estrema destra del governo dopo i loro appelli per un reinsediamento dei palestinesi dalla Striscia di Gaza. Il ministro delle Finanze del governo israeliano, Bezalel Smotrich, leader del Partito del sionismo religioso, a novembre aveva affermato che «Israele non sarà più in grado di accettare l’esistenza di un’entità indipendente a Gaza». Il ministro dell’Agricoltura israeliano Avi Dichter, l’11 novembre ha dichiarato che la guerra attuale è la «Nakba di Gaza», facendo esplicito riferimento all’esodo forzato palestinese del 1948. A inizio gennaio i governi europei e gli Stati Uniti si sono scagliati contro le dichiarazioni dei ministri israeliani dopo che Smotrich, mercoledì 3 gennaio, ha raddoppiato l’appello «all’emigrazione volontaria da Gaza», mentre Itamar Ben-Gvir, ministro della Sicurezza nazionale e leader del partito ultranazionalista Otzma Yehudit, ha lanciato un appello «per incoraggiare la migrazione dei residenti di Gaza» per permettere a Israele di «riportare a casa i residenti di Outaf e i residenti di Gush Katif», riferendosi agli ex insediamenti coloniali israeliani nella Striscia di Gaza.

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Israele, migliaia di manifestanti chiedono nuove elezioni e l'espulsione dei ministri di estrema destra
Il ministro Bezalel Smotrich e Benjamin Netanyahu (Getty Images).

Il presidente Herzog: «Sfollamento non è posizione ufficiale di Israele»

Il presidente Isaac Herzog, intervistato da Nbc News, ha commentato le dichiarazioni dei ministri sullo sfollamento forzato dei gazawi dalla Striscia dichiarando che «non è assolutamente la posizione ufficiale di Israele», ma ha aggiunto che «in una società in cui la libertà di parola è la base del nostro Dna, le persone possono dire ciò che vogliono». Herzog ha detto che i funzionari «parlavano dell’abbandono volontario della Striscia, ma io dico apertamente, ufficialmente e inequivocabilmente che questa non è la posizione israeliana».