Israele mobilita le truppe

Redazione
01/02/2011

di Alessandro Carlini Israele sta facendo di tutto per aiutare il regime di Hosni Mubarak a restare in piedi nonostante...

di Alessandro Carlini

Israele sta facendo di tutto per aiutare il regime di Hosni Mubarak a restare in piedi nonostante le proteste di piazza. Il primo ministro Benjamin Netanyahu, ora più che mai, ha bisogno che il presidente egiziano mantenga il controllo del Paese e del suo esercito, per evitare un colpo di Stato da parte di gruppi integralisti islamici. E in quel caso tutto sarebbe possibile, perfino un attacco preventivo dello Stato ebraico contro il neonato governo. Ma Netanyahu non vuole questo, non vuole un nuovo Iran, in questo caso alle porte di Israele (leggi l’analisi sui rischi che corre l’Egitto del dopo-Mubarak).
TRUPPE SUL SINAI. Così il premier ha accolto la richiesta egiziana per il dispiegamento di centinaia di truppe nel deserto del Sinai per stabilizzare la situazione. E allo stesso tempo sta rafforzando la sicurezza al confine con l’Egitto. 
È alto in Israele il timore di infiltrazioni terroristiche a causa dei disordini ed è possibile anche una massiccia ondata di profughi beduini in arrivo dal Sinai. Secondo il quotidiano Haaretz, unità dell’esercito e agenti dello Stato ebraico sono già stati dispiegati lungo la frontiera egiziana.
«Se i beduini dovessero riuscire a sfuggire ai controlli dell’esercito egiziano verrebbero in Israele», ha fatto notare Shmuel Rifman, capo del consiglio regionale di Ramat Hanegev.
LA DEROGA AL 1979. Secondo le indiscrezioni, l’Egitto invierà due battaglioni dell’esercito, circa 800 soldati, che dovrebbero essere basati nella zona di Sharm el-Sheikh, a 200 chilometri dal confine con Israele. Si tratta di una deroga agli accordi di pace del 1979 che hanno sancito la smilitarizzazione del Sinai. Le forze armate egiziane possono mantenere una presenza solo nella fascia di terra compresa fra il canale di Suez e i valichi di Ghidi e di Mitle. Nel resto della penisola è permessa solo la presenza di reparti della guardia di frontiera egiziana, nonchè di una forza di osservatori multinazionali.
Secondo fonti militari israeliane, nei prossimi giorni l’Egitto chiederà a Israele il permesso di altri ingressi di reparti militari nella zona centrale e settentrionale del Sinai, dove anche fra le tribù beduine ci sarebbero stati disordini.