Gli effetti del lockdown secondo l’Istat

Redazione
07/04/2020

Se il blocco dovesse durare fino a giugno i consumi si contrarrebbero del 9,9%. Chiuso il 49% delle imprese dei settori interessati dalle misure. «Uno choc generalizzato e senza precedenti».

Gli effetti del lockdown secondo l’Istat

Se le misure restrittive per arginare l’epidemia da Covid-19 fossero estese anche a maggio e giugno i consumi si ridurrebbero del 9,9% con una contrazione complessiva del valore aggiunto pari al 4,5%.

Lo rileva l’Istat nella nota mensile sull’andamento dell’economia italiana che contiene le prime previsioni sull’impatto del coronavirus. La limitazione delle attività produttive fino alla fine di aprile determinerebbe invece, su base annua, «una riduzione dei consumi finali pari al 4,1%».

FERMA UNA IMPRESA SU DUE

«Le misure volte a limitare il contagio da Covid-19», si legge nella nota, «hanno portato, nelle ultime settimane, alla progressiva chiusura, parziale o totale, di un elevato numero di attività produttive». Sulla base dei dati di contabilità nazionale riferiti al totale delle attività economiche e inclusive della componente dell’economia non osservata, «la limitazione delle attività produttive coinvolgerebbe il 34,0% della produzione», quindi oltre un terzo, e «il 27,1% del valore aggiunto». Non solo: sono sospese le attività di 2,2 milioni di imprese (il 49% del totale, il 65% nel caso delle imprese esportatrici), con un’occupazione di 7,4 milioni di addetti (44,3%) di cui 4,9 milioni di dipendenti (il 42,1%). Il lockdown delle attività produttive «ha quindi amplificato le preoccupazioni e i disagi derivanti dall’emergenza sanitaria, generando un crollo della fiducia di consumatori e imprese».

LO CHOC DI DOMANDA E OFFERTA

Secondo l’istituto di statistica, «seppure limitate nel tempo e ristrette a un sottoinsieme di settori di attività economica», le misure prese per il contenimento dell’epidemia «sono in grado di generare uno choc rilevante e diffuso sull’intero sistema produttivo». Questo perché «oltre agli effetti diretti connessi alla sospensione dell’attività nei settori coinvolti nei provvedimenti, il sistema produttivo subirebbe anche gli effetti indiretti legati alle relazioni intersettoriali». Uno choc, ribadisce l’Istituto, «generalizzato, senza precedenti storici, che coinvolge sia l’offerta sia la domanda», confermando in sostanza quanto già preannunciato in occasione delle valutazioni sul dl Cura Italia.