Istat: sale la produzione industriale

Redazione
11/10/2010

La produzione industriale è salita, ad agosto 2010, del 9,5% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente e dell’1,6% rispetto al...

Istat: sale la produzione industriale

La produzione industriale è salita, ad agosto 2010, del 9,5% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente e dell’1,6% rispetto al mese scorso. A comunicarlo è l’Istat, che aggiunge che si tratta del miglior risultato tendenziale dal dicembre 1997. 

I raggruppamenti principali. I dati riguardano l’indice della produzione industriale destagionalizzato. In termini congiunturali, i principali raggruppamenti di industrie hanno registrato incrementi che variano dallo 0,5% per i beni di consumo al 4,8% dei beni strumentali. L’unica variazione negativa riguarda l’energia (-2,8%).

«L’indice della produzione corretto per gli effetti di calendario ha registrato ad agosto un aumento tendenziale del 9,5 per cento», afferma la nota Istat, «mentre nei primi otto mesi del 2010 la variazione rispetto allo stesso periodo del 2009 è stata di piu’ 5,9 per cento». Rispetto a luglio 2010 gli aumenti più marcati si sono registrati nei settori dei macchinari e attrezzature n.c.a. (+35,3%), della metallurgia e prodotti in metallo (+20,4%) e delle apparecchiature elettriche e non elettriche (+18,7%).

Quanto all’indice grezzo, l’aumento su base annua è stato del 12,8%.

Ma gli economisti e i sindacati invitano alla prudenza.

Gli economisti colti di sorpresa. Il dato coglie di sorpresa gli economisti, che tuttavia sottolineano come l’accelerazione della produzione industriali non muti lo scenario di rallentamento previsto per fine anno. Il risultato, infatti, sarebbe secondo il consensus Reuters soggetto ad anomalie dovute alla revisione retrospettiva operata dall’Istat sugli indici mensili del periodo gennaio-giugno. Il Centro Studi di Confindustria sottolinea come il mese di settembre segnerà una «correzione del balzo» congiunturale di agosto, prevedendo un calo dello 0,7% rispetto al mese precedente. Secondo Giada Giani di Citigroup, il dato riguarda «un mese molto volatile», e quindi non «molto significativo o indicativo dell’inizio di un nuovo trend». E Luigi Speranza, di Bnp Paribas, ricorda che sulla produzione di agosto agiscono «ancora gli effetti positivi della crescita mondiale e della buona performance della Germania».

Uil: «Dati favorevoli, ma non illudersi». I dati di agosto sono «favorevoli» e «importanti» secondo il segretario confederale della Uil, Antonio Fuccillo. Che tuttavia invita alla prudenza: «Una ripresa minima è in corso ma è debole e instabile. Permangono disoccupazione, indebitamento delle famiglie e povertà di cui pochi parlano». Ciò che serve è dunque affrontare questi problemi con l’intento di assicurare maggiore crescita e posti di lavoro, conclude Fuccillo.