L’Istat ha tagliato le stime di crescita del Pil nel 2019

Le previsioni passano dal +1,3% di novembre a un ben più modesto +0,3%. Economia in «deciso rallentamento». Dal reddito di cittadinanza un impatto «limitato» sui consumi delle famiglie.

22 Maggio 2019 08.17
Like me!

Dopo l'allarme dell'Ocse, anche l'Istat ha ufficialmente rivisto al ribasso le stime di crescita del Pil italiano nel 2019. Il taglio è profondo: le previsioni passano infatti dal +1,3% del report precedente a un ben più modesto +0,3%. L'istituto di statistica parla di una «forte revisione» rispetto agli ultimi numeri pubblicati a novembre 2018. E sottolinea il «deciso rallentamento» dell'economia nazionale, che l'anno scorso ha registrato una crescita dello 0,9%.

LEGGI ANCHE: Cos'ha detto Tria su deficit, ripresa e dl famiglia

La decelerazione dei ritmi produttivi minaccia di avere conseguenze dirette anche sul mercato del lavoro. Nel 2019 si prevede infatti che l'occupazione rimanga sui livelli del 2018 (+0,1%), ma potrebbe verificarsi in parallelo «un lieve aumento del tasso di disoccupazione (10,8%)». Nelle stime precedenti la disoccupazione veniva data al 10,2%. Nel 2018 il tasso è stato pari al 10,6%.

INCERTEZZA SUI MERCATI FINANZIARI

Sempre secondo l'Istat, inoltre, l'evoluzione di alcuni fattori quali «l'acuirsi delle tensioni commerciali, le decisioni connesse alla Brexit e più in generale alla fase di ricostituzione del parlamento europeo» potrebbero generare «un aumento dell'incertezza sui mercati finanziari». Uno scenario negativo che avrebbe effetti «prevalentemente sulle scelte di investimento», ma che non sarebbe in grado di provocare ulteriori riduzioni significative del Pil atteso.

LE FAMIGLIE PREFERISCONO RISPARMIARE

Sul fronte dei consumi delle famiglie, l'istituto prevede «un moderato incremento» nel 2019, spinto dall'aumento dei salari e solo in «misura limitata» dall'introduzione del reddito di cittadinanza, la misura-simbolo dell'ultima legge di bilancio targata M5s-Lega, insieme alle pensioni con quota 100. Nel dettaglio, nel 2019 la spesa delle famiglie italiane dovrebbe crescere a un tasso dello 0,5%, simile a quello del 2018 (+0,6%). Questo perché, pur in presenza di un miglioramento del potere di acquisto, l'attuale fase di incertezza «porterebbe le famiglie ad assumere comportamenti precauzionali, determinando un aumento della propensione al risparmio».

GLI INVESTIMENTI MINACCIANO DI RALLENTARE ANCORA

In ogni caso la domanda interna, al netto delle scorte, fornirebbe «l'unico contributo positivo alla crescita del Pil», mentre l'apporto della domanda estera netta e quello della variazione delle scorte «risulterebbero nulli». Le note più dolenti riguardano, come detto sopra, il processo di ricostituzione dello stock di capitale, che rallenterebbe in misura significativa interessando «sia gli investimenti in macchinari e attrezzature, sia quelli in costruzioni».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *