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Mille giorni di marcia

Gianluca e Shira, 40 mila chilometri a piedi per l'Europa.

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di Silvia Crivella

L’Ulisse dei tempi moderni si chiama Gianluca Ratta e ha 39 anni. Non viaggia su velieri con marinai ai suoi ordini, ma da solo e a piedi. Le sue terre di conquista sono i cuori delle persone che incontra sul cammino, iniziato nel gennaio 2000. Ha un solo e unico copilota e compagno di viaggio, Shira, una Husky di 10 anni che lo adora.
QUARANTAMILA CHILOMETRI. Insieme hanno percorso 39.400 km tutti a piedi in 1040 giorni di cammino e infiniti ricordi preziosi: tre volte il giro dell’Italia, San Marino e Città del Vaticano, poi tante tappe in Svizzera, Germania, Francia, Slovacchia, Liechtenstein, dove «mi ricordo le segretarie in pantofole nelle sedi dei municipi che davano a me e Shira le barrette da mangiare».
IL GIRO DELL'EUROPA. E l’ Austria, dove «il ricordo più bello sono le mani dei bambini dietro le finestre che ci salutavano». Il 10 febbraio 2011, giorno del compleanno di entrambi, sono partiti da Lugano per una nuova avventura, il giro dell’Europa «a piedi e zampe». Ogni luogo una storia da ricordare. L’anno scorso, in occasione del decimo anniversario del loro incontro, è uscito il libro Io & Shira. Ma solo chi ha la fortuna di parlare direttamente con Gianluca ha la sensazione di ascoltare il più avvincente dei un poemi epici.

«Avevo 28 anni, volevo essere me»

Tutto ha inizio una mattina d’inverno, su una panchina. «Lavoravo in Alto Adige, pressavo lo speck e di sera studiavo biologia. Avevo 28 anni e decisi di lasciare tutto per “essere me” e seguire i miei sogni».
Era il 1 gennaio 2000. Pochi mesi dopo, per l’esattezza 6 mila chilometri dopo, avviene l’incontro con un cucciolo di husky, a Marina di Ragusa. «Era in un pantano, magrissima. L’ho vista e le ho detto “se mi segui ti vorrò bene ma ci sarà tanto da camminare”. E lei mi ha seguito. Ogni anno festeggiamo il compleanno del nostro incontro con un pollo o una tortina».
QUARANTA CHILOMETRI AL GIORNO. Da 11 anni la loro vita è fare 40 chilometri al giorno. Decine le paia di scarpe consumate. E conservate. «Le scarpe sono tra i cimeli più cari», dichiara. «Io tengo tutto quello che fa parte di un viaggio, dalle carte dei cioccolatini ai gambi delle mele mangiate, anche le unghie che taglio!».
I protagonisti di questa favola moderna sono conosciuti e amati dalle Alpi allo Stretto di Messina, dai Cantoni svizzeri ai villaggi mitteleuropei. Non si fermano più di una notte per posto, a eccezione dei fine settimana. «In genere chiedo alle istituzioni di aiutarmi a trovare una sistemazione per lavarmi, fare una lavatrice», spiega.

«Il luogo più bello è il cuore della gente»

«Una volta ero in un ufficio postale e lì ho conosciuto una signora che mi ha ospitato. Un’altra volta ho dormito da un vigile urbano. Sono tante le famiglie dove sono stato e non esiste un Paese più generoso di un altro. Il luogo più bello è il cuore della gente. Tanti lo aprono subito, altri li ho dovuti smussare. Tante volte si avverte paura nelle altre persone, come quando a Berna chiedevo informazioni su dove fosse il municipio e mi sono accorto che mi rispondevano con timore. Invece una volta a Klagenfurt, in Austria, mi hanno offerto un’aranciata sotto la neve. È stato bellissimo».
IL DITO SULL'ATLANTE. La soddisfazione di Gianluca è aver concretizzato un sogno nato quando era piccolo: «a 7 anni, dopo che ho perso mio padre», racconta. «Da lì è nata la passione per l’atlante geografico. Facevo vagare il dito attraversando tutti i colori sulle pagine. Ora quei paesi e quei colori li vivo davvero, insieme con Shira». In rete i blog sono pieni di racconti delle persone che li hanno incontrati e accolti. La domanda che i più gli fanno è come riesca a cavarsela con la questione “denaro”.
LA PRIGIONE DI PAURA. Ma lui sorride. «Io rispondo che sono fatto d’altro, non ho bisogno dei soldi. Questa avventura è una sfida con me stesso. Dietro una montagna vedo sempre cose nuove da scoprire. Tanti non capiscono, ma sono le paure che ti imprigionano e ti impediscono di seguire i tuoi sogni, di scoprire chi sei. Il regalo più bello che possa ricevere quando sono in giro è il sorriso di un bambino».
E ai bambini, Gianluca Ratta, offre i suoi racconti, affinché gli alunni delle scuole ascoltino dalla sua voce di «quella volta, nel 2005, sull’Appennino, quando con Shira abbiamo visto dei piccoli lupi che attraversavano il ruscello». Oppure di quella volta che è stato capace di chiedere «ai sindaci di andare insieme agli assessori a suonare i campanelli della gente».

Obiettivo 60 mila km entro il 2013

Il viaggio di Gianluca e Shira continua e questa volta con una missione: raggiungere il «cuore d’Europa a piedi e a zampe» con un messaggio di pace e amore. Sulla tabella di marcia ci sono tutti i 26 cantoni della Confererazione elvetica, Austria, Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca.
«MACCHÉ FREDDO, IL PROBLEMA È LA FREDDEZZA». L’obiettivo è raggiungere entro il 2013 i 60 mila km percorsi ed entrare così nel Guinness dei primati. Ma record o no, Gianluca e Shira il loro premio lo ricevono ogni giorno a ogni tappa conquistata: «La cosa difficile non è abituarsi ai climi. Non sopporto la freddezza delle persone. E poi quando torno a casa mi guardo intorno e mi dico: beh, non mi sono perso poi un granché».

18 Febbraio Feb 2011 1600 18 febbraio 2011
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