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scheda
15 Aprile Apr 2011 1100 15 aprile 2011

Salafiti contro Hamas

Chi sono gli estremisti che hanno rapito e ucciso Arrigoni.

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Membri del gruppo salafita Jund Ansar Allah, a Gaza.

I più fanatici tra i fanatici. Le cellule salafite condividono con Hamas lo stesso obiettivo: distruggere Israele. Ma chiunque altro, oltre a loro, voglia raggiungerlo è considerato un nemico da abbattere.
A Gaza sono tre le correnti maggioritarie di questa piccola ed estremamente volatile galassia estremista, che punta a fondare un emirato islamico nella Striscia: gli Jund Ansar Allah, i 'soldati di Dio'; gli Jaish al-Islam, l''esercito dell'Islam' e gli Jaish al Umma, l''esercito della nazione'.
Al Tawhid al Jihas, il gruppo cui sono stati attribuiti in un primo momento il rapimento e l'uccisione di Vittorio Arrigoni, poi smentiti il 15 aprile in un comunicato della stessa fazione, è una nuova sigla e, secondo gli analisti, al momento rappresenta la scheggia più piccola del movimento.
Nel messaggio video del volontario diffuso dai rapitori su Youtube, l'azione terroristica è stata invece rivendicata da una formazione finora sconosciuta, le 'Brigate del profeta Mohammed Bin Muslima', attualmente il quinto gruppo salafita nella Striscia.

Da alleati a nemici di Hamas

Un fotogramma del video diffuso su Youtube dai salafiti che hanno rapito il cooperante italiano Vittorio Arrigoni.

Nell'area controllata da Hamas, la più pericolosa e nutrita di queste formazioni è quella degli Jund Ansar Allah, il cui leader Abdul Latif Abu Moussa è stato ucciso dai sicari di Hamas, durante gli scontri dell'agosto 2009.
Con la perdita del leader, nella Striscia di Gaza il movimento si è rafforzato, soprattutto grazie al commercio attraverso i tunnel clandestini nel sud del territorio.
In tutto i gruppi, capeggiati da personaggi carismatici sempre nuovi, sono composti da alcune centinaia di militanti a tempo pieno, alcuni dei quali arrivati anche dall'estero, soprattutto siriani e nordafricani. Ma non si esclude la presenza di qualche europeo di origine araba.
A GAZA DAL 2004. Il nucleo orginario delle correnti salafite, alcune delle quali si ispirano ai dettami di al Qaeda, è apparso nel 2004, attirando seguaci per lo più tra i militanti delusi di Hamas e tra i gruppuscoli di estremisti dei movimenti per la liberazione della Palestina.
Alla loro nascita, i salafiti hanno partecipato alle operazioni terroristiche condotte da Hamas, come, per esempio al sequestro, nel 2006, del soldato israeliano Shalit, tutt'oggi detenuto da Hamas.
LE RETATE DI HAMAS. Successivamente c'è stato il progressivo arroccamento dei salafiti su posizioni antagoniste agli altri gruppi armati. Una volta andati al governo dei territori occupati, i rappresentanti di Hamas hanno dichiarato guerra aperta ai salafiti, ordinando nemerose retate e l'eliminazione dei loro leader.
In una delle ultime spedizioni, nel marzo 2011, è stato rapito il capo del Tawid al Jihas, Abu Walid Al Maqdisi, per la cui liberazione sarebbe stato sequestrato l'attivista Arrigoni.

Vicini allo sceicco del terrore Osama bin Laden

Come loro base religiosa, i salafiti hanno scelto di dichiararsi seguaci del movimento islamico della Salafiyya: letteralmente il 'movimento degli antenati'.
Fondata dal 'riformista' egiziano Rashid Rida alla fine dell'800, questa dottrina radicale si caratterizza per una rigorosa ideologia apocalittica, che detta il netto rifiuto di tutto ciò che è riconducibile all'Occidente.
La loro missione è quello di ristabilire il 'vero Islam', attraverso il ritorno alle fonti, ovvero al Corano e alla Sunna del profeta Maometto.
I SALAFITI IN NORD AFRICA. Nell'area del Nord Africa e in Medio Oriente, il gruppo salafita per la predicazione e il combattimento (Gspc) è, invece, una formazione islamista nata negli Anni '90 durante la guerra civile algerina, con lo scopo di ribaltare il governo e istituire nel Paese uno Stato islamico.
Molte delle loro cellule hanno rivendicato di ispirarsi ai dettami islamisti di al Qaeda, pur negando di dipendere direttamente da Osama bin Laden, lo sceicco del terrore.

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