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alimentazione
20 Aprile Apr 2011 1947 20 aprile 2011

La dieta contesa

I biologi possono prescriverla, ma dopo accertamento medico.

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Anche i biologi nutrizionisti possono prescrivere diete. A patto che un medico abbia accertato le condizioni del paziente. Lo ha dichiarato il 20 aprile il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, durante un question time alla Camera.
Il problema relativo alle competenze del biologo su questa materia, ha spiegato Fazio, è stata esaminata dal Consiglio superiore di sanità: «Si afferma, dunque, che mentre il medico-chirurgo può prescrivere diete ai soggetti sani e malati, il biologo può elaborare regimi alimentari nei confronti sia dei soggetti sani sia di quelli a cui è stata diagnosticata una patologia, ma previo accertamento delle condizioni fisio-patologiche effettuato dal medico».
Il biologo, ha detto ancora Fazio, «può elaborare in autonomia consigli nutrizionali per migliorare il benessere della persona che ne fa richiesta». I pareri del Consiglio, ha aggiunto, «vanno considerati come attività interpretativa di valore tecnico-scientifico. Quindi, allo stato attuale, non necessitano linee guida per definire gli ambiti di competenza del biologo-nutrizionista»

Una guerra di competenze

Il parere dovrebbe mettere fine alla guerra tra biologici e medici, nata dalla sentenza 3527 del 2011 della prima sezione civile del tribunale di Roma in cui il giudice aveva stabilito che i primi non potevano prescrivere diete, perché questo compito spettava solo ai medici. Parole che avevano sollevato un vero e proprio conflitto di competenze.
LA CAUSA PER DIFFAMAZIONE. La causa, cominciata nel 2007, era stata intentata dall’ordine dei biologi per diffamazione nei confronti di Eugenio Del Toma, specialista in Scienza dell’alimentazione, primario emerito del Servizio di dietologia e diabetologia dell’Azienda ospedaliera San Camillo-Forlanini di Roma e docente universitario. Il professore era stato accusato di aver offeso la categoria dei biologi nutrizionisti in due articoli pubblicati sul supplemento Salute di Repubblica. Tra le frasi contestate a Del Toma: «I biologi… pur non abilitati dalla legge a prescrivere diete, lo fanno». Ma il giudice unico del tribunale di Roma aveva rigettato le accuse di diffamazione, sottolineando addirittura che i biologi non potevano «prescrivere» diete (prerogativa dei medici) ma solo elaborarle e determinarle.
LA PRESCRIZIONE CONTESA. Il motivo del contendere di questa guerra tra ordini sta tutto in quel verbo usato dal giudice: «prescrivere». La sentenza di Roma, infatti, era stata soltanto il casus belli, l’ultimo atto di una serie di diffide e scontri tra biologi, dietisti e medici su chi può sottoporre i pazienti a diete alimentari. Nel processo sono intervenuti anche l’Associazione nazionale dei dietisti (Andid) e l’Ordine dei medici di Roma, per ribadire che i biologi non possono «prescrivere” diete. E il giudice ha dato loro ragione.
Ma l’ordine dei biologi non aveva accettato passivamente il giudizio. «In questo modo, si danneggia la nostra professione perché una legge dello Stato, la 396/67, una sentenza del Consiglio di Stato e un parere del Consiglio superiore di Sanità hanno già affermato che anche noi biologi possiamo prescrivere diete», ha spiegato il presidente dell'ordine dei Biologi Ermanno Calcatelli. E, in effetti, il Consiglio superiore di Sanità nel dicembre del 2009 aveva stabilito che la differenza tra i medici e i biologi è che questi ultimi non possono fare diagnosi e che possono proporre regimi alimentari anche a soggetti non sani solo dopo l’accertamento dello stato di salute da parte dei medici chirurghi.

I medici: «A ognuno il suo ruolo»

L’organo del ministero della Sanità ha ripreso nella sua relazione la sentenza 6394/05 del Consiglio di Stato, il quale stabilisce che tra le competenze proprie del biologo nutrizionista vi è quella di “prescrivere” diete. Per l’associazione nazionale dei dietisti (Andid) però quello del Consiglio superiore di Sanità (Css) non è un atto vincolante. «Si tratta di un parere tecnico, giuridicamente non valido e utilizzato indebitamente dall’ordine dei biologi», ha affermato il presidente Giovanna Cecchetto. Fra l’altro il ministero, non convinto di quel parere, ne ha richiesto uno nuovo al Consiglio superiore di Sanità.
IL CSS È CON I BIOLOGI. E il secondo parere del Consiglio superiore di Sanità è arrivato. Peccato che confermi puntualmente il primo.
Ma il problema, secondo l’Ordine dei medici di Roma, rimane. «Da tempo stiamo conducendo una battaglia perché sono saltati tutti gli schemi organizzativi della Sanità in Italia. Io ho profondo rispetto per il ruolo dei fisioterapisti, dei biologi, degli infermieri, degli psicologi. Ma, purtroppo, c’è uno sconfinamento continuo nelle competenze», ha spiegato il presidente dell'Ordine Mario Falcon.
LA DENUNCIA DEI MEDICI. «A me va bene che un biologo prescriva una dieta su input di un medico che ha visitato una persona e ne ha desunto la patologia. Ma non lo può fare in maniera autonoma. E poi se consentissimo la prescrizione ai biologi indipendentemente da un atto medico, non vedo perché non possano fare la stessa cosa tutti i profili professionali non medici. Ma non si trata di una difesa corporativa, io non dimentico mai di essere presidente di un organo ausiliario dello Stato a tutela dei cittadini», ha detto ancora Falcon
Per questo, Vincenzo D’Anna, biologo e primo firmatario dell’interrogazione alla Camera, pur soddisfatto delle parole di Fazio, ha chiesto al ministro di chiarire personalmente che cosa si intendea per «prescrizione», mettendo fine alla contrapposizione tra nutrizionisti e medici.

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