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polemiche
4 Maggio Mag 2011 1442 04 maggio 2011

Morte di bin Laden: Schmidt critica Obama

L'ex cancelliere tedesco: «Violati i diritti internazionali».

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La notizia della morte di Osama bin Laden sui quotidiani pachistani.

Fioccano nuove critiche sulla Casa Bianca dopo la notizia che Osama bin Laden (tutto sul re del terrore: leggi) è stato ucciso mentre era disarmato (i misteri del blitz: leggi). L'opinione di alcuni è che gli Stati Uniti si siano spinti troppo oltre nel ruolo di poliziotti e giustizieri e c'è già chi parla di «sommaria esecuzione» e «assassinio a sangue freddo».
Il portavoce della Casa Bianca Jay Carney ieri sera nel corso della conferenza stampa non ha voluto spiegare che tipo di resistenza abbia opposto bin Laden, limitandosi a dire: «Ci attendevamo molta resistenza ed abbiamo avuto molta resistenza (contraddizioni e interrogativi sulla fine di Osama: il punto). C'erano molte altre persone che erano armate in quella casa».
«GIUSTIZIA PERVERSA». Non sono stati forniti però ulteriori dettagli e così l'ex cancelliere tedesco Helmut Schmidt parla di «una chiara violazione delle leggi internazionali», mentre facendogli eco il noto avvocato australiano specializzato nei diritti umani Geoffrey Robertson afferma: «Non è giustizia. È una perversione del termine. Fare giustizia significa portare l'imputato in tribunale, provare la sua colpevolezza sulla base della produzione di prove, ed emettere la sentenza».
«Quest'uomo è stato oggetto di una sommaria esecuzione e quello che ora viene fuori dopo un bel po' di disinformazione da parte della Casa Bianca è che potrebbe essere stato un assassinio a sangue freddo».
Robertson ha spiegato come Osama bin Laden avrebbe dovuto essere processato, così come era accaduto con i nazisti o Slobodan Milosevic.
«È LA LEGGE DELLA GIUNGLA». L'avvocato olandese Gert-Jan Knoops, specialista in diritto internazionale, sottolinea che bin Laden doveva essere arrestato ed estradato negli Stati Uniti, mentre un anziano religioso islamico di Nuova Delhi, Syed Ahmed Bukhari osserva: «Gli Stati Uniti stanno promuovendo le regole della giungla ovunque, sia in Afghanistan che in Iraq, che in Pakistan o Libia. La gente è rimasta in silenzio troppo a lungo ma ora hanno oltrepassato tutti i limiti».

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