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Ultima canna ad Amsterdam

Dal 2012 niente coffee shop per i turisti.

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Alzi la mano chi non l’ha fatto almeno una volta. Una gitarella con gli amici, spesso grazie ai voli low cost, verso la “Venezia del nord”, l’Amsterdam della miriade di biciclette per strada, del Van Gogh Museum e, soprattutto, delle decine di coffee shop disseminati lungo le strade della capitale olandese.

Coffee shop soltanto per gli olandesi

L'entrata di un cofee shop olandese.

Luoghi del vizio che a partire dagli Anni '70 hanno alimentato un fiorente turismo della trasgressione: locali in cui, strappandoci pure un sorriso, è vietato bere alcolici, ma sul menu della casa si può scegliere, come fossero vini pregiati o gustose specialità gastronomiche, ogni sorta di varietà di marijuana e hashish.
ADDIO AL PARADISO DELL’ERBA. Il paradiso della canna, vituperato negli ultimi anni da una parte della società olandese, sta infine per chiudere i battenti. Perché il governo di destra in Olanda ha deciso di farla finita col turismo dei fattoni: entro i primi mesi del 2012 i coffee shop verranno tramutati in circoli privati, riservati ai maggiorenni residenti sul territorio nazionale. Con buona pace delle orde di turisti dell’erba.
A modo suo, è un passaggio epocale. Perché segna la fine di un’abitudine di massa. Cosa sarebbe Las Vegas senza l’apologia del gioco dell’azzardo e della trasgressione, privata del detto «ciò che succede a Las Vegas rimane a Las Vegas», svuotata della sua nomea mondiale, amplificata da centinaia di romanzi e pellicole cinematografiche? Il comune di Amsterdam si sta facendo domande simili, opponendosi alla decisione del governo. Perché, inutile girarci attorno, il fascino della cartina ha fatto la fortuna della capitale olandese.
LA PROMESSA DI TRASGRESSIONE. A parte le sue bellezze architettoniche e culturali, Amsterdam è riuscita a rimanere nella serie A delle destinazioni continentali proprio grazie alla sua promessa di trasgressione. Il disegno di legge varato dal nuovo governo olandese, eletto appena un anno fa, riporta invece l’Olanda e la sua capitale nei binari dell’ordinarietà. Les jeux, così pare, sont faits.

Dalla xenofobia al salutismo

Non stupisce che il principale fautore di questa svolta sia un governo di destra, quello guidato dal premier Mark Rutte. Ma la legge anti-turisti dei coffee shop è stata fortemente voluta soprattutto dal partito xenofobo di Geert Wilders, che con questo colpo di coda pensa di eliminare dalle strade delle città olandesi gli schiamazzi dei giovani italiani, francesi e tedeschi che per anni hanno appassionatamente oltrepassato i confini in cerca di divertimento legalizzato.
IL PRECEDENTE DI MAASTRICHT. Negli ultimi mesi alcune città meridionali, come Terneuzen, Roosendaal e Bergen op Zoom, avevano già scelto la politica delle porte chiuse agli stranieri. Il comune di Maastricht in particolare ha proibito da quasi un anno la vendita di droghe leggere ai 4 mila giovani turisti che ogni giorno entravano in città per fumare i leggendari joint olandesi.
Il governo ha così puntato all’esempio di Maastricht, sostenendo che imporre severe limitazioni ai coffee shop non risponde soltanto a criteri salutisti, ma significa anche e soprattutto assestare un duro colpo alla criminalità organizzata, giacchè il giro d’affari illegale olandese delle droghe leggere è stimato attorno a 2 miliardi di euro, con 5 mila piantagioni illegali scoperte ogni anno.

Il conto alla rovescia verso il 2012

Dal 2012 il governo olandese chiuderà i coffee shop ai turisti.

Wilders sostiene che quanto più i coffee shop sono grandi, tanto più finiscono nelle mani della criminalità. Ecco perché la legge scoraggerà anche gli olandesi.
Secondo la nuova legge, ogni coffee shop potrà avere un massimo di 1.500 iscritti, regolarmente registrati, e dovrà essere ad almeno 400 metri di distanza dalle scuole e dunque dagli studenti. Insomma, dall’italica tessera del tifoso alla tessera del fumatore di canne, osteggiata dal consiglio comunale di Amsterdam: i circa 250 coffee shop della capitale non potranno più contare sugli introiti dei turisti. E verosimilmente molti di essi saranno costretti a chiudere i battenti. Per la soddisfazione dello xenofobo Wilders, che per una volta ha distolto l’attenzione dagli immigrati per concentrarsi sui turisti. In regola, ma viziosi.
COUNTDOWN 2012. Il divieto entrerà in vigore entro la fine del 2011 nelle tre province meridionali di Zelante, Brabante settentrionale e Limburgo, regolarmente invase dal turismo “fuma e fuggi” proveniente da Francia e Germania. Nei primi mesi del 2012, riguarderà tutto il territorio olandese.
La notizia, c’è da scommettere, scatenerà un vero e proprio conto alla rovescia e una miriade di “ultimi viaggi” verso l’Olanda. Per i fumatori di erba, questa estate sarà insomma quella dell’ultimo tango ad Amsterdam. Poi, per gli italiani assediati dalle pubblicità dei portali di poker online, rimarrà soltanto Montecarlo, o Las Vegas: altre corse, altri vizi.

30 Maggio Mag 2011 1416 30 maggio 2011
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