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5 Giugno Giu 2011 0626 05 giugno 2011

Nichi, cuore di mamma

Ritratto di Antonietta, la madre pasionaria di Vendola.

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Per l'uomo latino il culto della madre è qualcosa di più che una debolezza machista. La battuta di Roberto Benigni nei panni di Johnny Stecchino («Gli ho detto che gli avevo ammazzato la moglie, gli ho chisto scusa; s'è incazzato, nemmeno gli avessi ammazzato la mamma»). È teatro civile, la realtà è un' altra. Amare la mamma, in certi contesti, è un debito riconosciuto verso la vita.
Lo sa bene il governatore di tutte le Puglie, Nichi Vendola, che nelle ultime amministrative, con gli uomini del suo partito ha avuto le sue belle soddisfazioni. Del resto dietro un uomo di successo c'è sempre, o quasi, una grande donna. Nel caso di Vendola si tratta di Antonietta, sua madre.
L'ottantacinquenne signora Vendola è stata una femminista illetterata. Figlia di un impiegato comunale è rimasta orfana di madre a soli cinque anni, insieme a una nidiata di otto fratelli, ma questo non l'ha mai fermata, anzi ha contribuito a forgiare il suo carattere, tanto che da ragazza andava dicendo che avrebbe girato il mondo in autostop, mettendo in soffitta il clichè della classica donna pugliese tutta casa, chiesa e famiglia.
MAMMA RIVOLUZIONARIA. Una donna a suo modo rivoluzionaria. Quando venne al mondo Nichi, nell'agosto del 1958, fu lei a presentarsi all'anagrafe di Terlizzi (Bari) e a decidere che il figlio si chiamasse Nicola. Come il santo di Bari, che, oltre ad aver schiaffeggiato il teologo eretico Ario, è anche il patrono di tutte le Russie.
Un mondo, quello comunista, a cui Antonietta è appartenuta da sempre (si era in tempi di destalinizzazione e quindi di Nikita Sergeevič Chruščёv). Così prima di andare in Comune disse: «All'anagrafe lo registriamo Nicola, però lo chiameremo Nikita, Nichi», frase riportata anche nel libro di Isabella Marchiolo 10 grandi donne dietro grandi uomini.
MAMMA FORTE E TOSTA. Un'indole combattiva la sua, che ha mantenuto negli anni. E che gli ha dato la forza di crescere due medici, un'ottica e un poeta deputato, con lo stipendio del marito Francesco (scomparso nel 2009 a 87 anni), impiegato nelle poste. Sui figli Antonietta ha investito tutto quello che possedeva e tutta la sua energia.
E oggi può permettersi di andare in televisione, ospite di una trasmissione, e dire a testa alta dei suoi figli: «Non sono contenta per quello che siete diventati, ma per come siete rimasti». Come dire che le radici, l'attaccamento alla propria terra e alla famiglia sono valori che non vanno mai dimenticati.

Nella formazione di Vendola poca patria, molta matria

Determinata, acuta, attenta, Antonietta è stempre stata il punto di riferimento per il figlio Nichi. Ed è stata lei a dare l'imprimatur al simbolo di diversità (di gusti sessuali) che nella Puglia di allora era l'orecchino: «L’orecchino, come direbbe Roland Barthes, è il punctum: la cosa che ti punge e che ti attira. Qualcosa di irregolare, soprattutto quando si vive nell’asimmetria della solitudine, lui che era nato per essere simmetrico con il suo gemello. «Io lo volevo, e lo dissi a mia madre», ha raccontato Vendola. «E allora mettitelo», ha risposto Antonietta senza scandalizzarsi troppo. «Vai a bucarti le orecchie in gioielleria, un attimo ci vuole. Non è una cosa tanto strana. Una volta lo portavano i carrettieri, lo sapevi?».
MAMMA FARO. Antonietta è anche stata la persona che ha raccolto i primi fremiti politici del futuro governatore di tutte le Puglie e leader di Sinistra, Ecologia e Libertà. «Da piccolo le mie uniche polemiche erano contro Babbo Natale» ha raccontato il leader di Sel in un'intervista a Oggi del 4 agosto 2010. «Perché trovavo che avesse una concezione castale dei bambini: io ero buono, e vedevo bambini cattivissimi ricevere molti più regali. Gli ho anche scritto una lettera indignata: mia madre se la ricorda ancora».
Antonietta ritorna spesso nei discorsi dell'uomo politico che ha stupito in queste ultime elezioni amministrative, e che colpisce per la sua dialettica a volte un po' troppo aulica. È il suo faro.
MAMMA TESTIMONIAL. «Governare l’istinto di uccidere appartiene al sapere degli uomini, un sapore bellico, di morte. Per questo odio la parola patria e amo la parola matria: mia madre l’ho messa anche sui manifesti elettorali», ha detto Vendola in un'altra intervista.
Il rapporto tra Antonietta e Nichi è profondo e va oltre il tradizionale legame tra madre e figlio. Quando può se la porta anche ai concerti come quella volta nel 2010, che insieme andarono a quello di Fiorella Mannoia. Un atto dovuto per Nichi che aveva da poco avuto l' endorsement pubblico della cantante romana. Ma con la madre, appena può, prepara anche i cavatelli con i ceci. Il suo legame con la madre denuncia quello con la terra, con la tradizione. Un aspetto quasi reazionario, nel senso in cui qualcuno ha dato del reazionario a Pier Paolo Pasolini.
Quel Pasolini su cui Vendola ha scritto la tesi di laurea.

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