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CANNABIS
21 Agosto Ago 2011 0855 21 agosto 2011

La memoria non va in fumo

La marijuana non danneggia la mente.

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Piante di Marijuana

Il consumatore di cannabis sciatto e dalla mente poco lucida è un topos contemporaneo. Poco più di uno stereotipo: occhi vacui, camminata stanca e l'inevitabile sorrisino stampato in faccia. A rinforzare l'idea, diffusa tra chi non si è mai “fatto una canna”, di un nesso tra l'uso di marijuana e una scarsa capacità celebrale. Una teoria che, secondo i risultati di un recente studio scientifico, si potrebbe rivelare una menzogna, magari inventata dai genitori bacchettoni.

La memoria e la cannabis: il test

La ricerca, guidata da Robert Tait dell'Australian national university, ha cercato di stabilire un nesso tra capacità cognitive e il consumo di cannabis, basandosi su un campione di 2.000 giovani australiani. Il risultato, dopo otto anni di ricerche, è stato nullo: non si è trovato una variabile in grado di collegare le canne alla capacità mentale di chi ne fa uso.
FUMATORI SÌ, FUMATORI NO. Divisi tra consumatori forti (almeno una canna al giorno), occasionali (una al mese o meno) ed ex fumatori, il campione statistico è stato sottoposto ad alcuni test mnemonitici e cognitivi, che hanno messo alla prova la loro memoria a breve, medio e lungo termine; e hanno saggiato le loro capacità logiche.
I PRIMI DATI. A un'analisi superficiale i risultati ottenuti avevano suggerito che il legame tra stupidità e marijuana esistesse, eccome. Infatti, i fumatori (forti e occasionali) sembrarono aver totalizzato i punteggi più bassi nei test sulla memoria a breve e lungo periodo e logici. Poi il team del professor Tait si è accorto di non aver calcolato alcuni fattori chiave, come il genere e il grado di alfabetizzazione.

Il dubbio sulla memoria a breve e termine

Piante di marijuana.

Una volta analizzati i dati tenendo conto di questi elementi, il risultato è variato del tutto, e ha sottolineato come tra i non-fumatori e i fumatori i risultati fossero molto simili.
SESSO E MEMORIA. La diversità delle conclusioni è stata dovuto al fatto che i ricercatori non avevano calcolato che gli uomini hanno da sempre risultati peggiori nei test cognitivi e logici. E che il sesso maschile rappresentava la maggioranza dei campioni fumatori forti e occasionali. Così sembrava davvero che tra Thc (il principio attivo della cannabis) e una certa lentezza mentale ci fosse un rapporto di causa-effetto.
Robert Tait ha quindi concluso la sua ricerca spiegando l'importanza dei «fattori pre-esistenti» al consumo di cannabis: chi ha avuto pessimi risultati nei test deve dare colpa a se stesso. Avrebbero fallito anche senza canne.
PROBLEMI A BREVE TERMINE. Non tutto è andato liscio, però. I risultati dei test che puntavano sulla memoria a breve termine hanno visto i consumatori forti e abituali avere risultati peggiori della media. Ma hanno anche notato come gli ex consumatori che avevano smesso da almeno un mese recuperano subito le distanze e la lucidità media. Una scoperta interessante, secondo Tait: «Potrebbe aiutare a motivare i singoli a diminuire l'uso di cannabis», ha scritto nel paper di presentazione, «anche dopo molti anni di grande consumo».

Quando la cannabis sembra aiutare il cervello

Una manifestazione a Parigi per la legalizzazione della marijuana.

Altri studi scientifici si sono spinti addirittura oltre, spiegando come la marijuana, oltre a non intaccare l'intelligenza dei suoi consumatori, sia in grado di aiutarla. È quello che ha dimostrato - almeno in parte - uno studio dell'University college di Londra.
APERTURA MENTALE. I scienziati inglesi hanno infatti notato che i consumatori di marijuana sono stati in grado di associare parole e concetti inusuali per il campione di popolazione 'lucida'. Non perché la sostanza sia in grado di aprire fantomatiche 'porte della percezione' nascoste: secondo gli scienziati questa capacità sarebbe indotta dal senso di tranquillità e allegria che la cannabis può dare. Una condizione che in alcuni casi coincilia il pensiero ma che si può ottenere, spiega il magazine americano, anche mangiando cioccolata o guardando uno spettacolo comico.
LA PRUDENZA RIMANE. Dati che non devono essere presi come un nulla osta per la cannabis: gli esperti hanno concordato nel definire la marijuana pericolosa se assunta prima di guidare o svolgere attività complesse e pericolose. Per non citare il fatto che fumare canne rimane illegale.

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