Lele Mora 110929194924
IL FATTO
30 Dicembre Dic 2011 2140 30 dicembre 2011

Mora tenta il suicidio

«Si è messo cerotti su naso e bocca». È in carcere dal 20 giugno.

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Vita dura dietro le sbarre. Le notti brave della Costa Smeralda sembrano essere ormai un ricordo. Troppo per un uomo abituato a vivere tra macchine di lusso, belle ragazze, bicchieri di champagne e spiagge paradisiache.
Così, nella tarda mattinata di venerdì 30 dicembre Lele Mora, l'ex manager dei vip, ha tentato di togliersi la vita per asfissia nel carcere milanese di Opera. Il mancato suicidio - ha spiegato Eugenio Sarno, segretario generale Uil Pa Penitenziari - è «stato posto in essere con dei cerotti», regolarmente detenuti in cella, che Mora - già sottoposto a particolare sorveglianza - «ha applicato su naso e bocca». Efficace e immediato l'intervento dell'agente.
Per Sarno, «considerate le modalità più che a un reale tentato suicidio» è «forse più appropriato riferirsi a un gesto dimostrativo, che non è escluso possa essere stato messo in piedi per attirare l'attenzione sulla sua vicenda processuale».
IN CELLA DAL 20 GIUGNO. L'ex manager è recluso dal 20 giungno per bancarotta. Mesi difficili: a settembre è stato colto da malore, così ha trascorso una ventina di giorni ricoverato all'ospedale San Paolo. Ma la 'vacanza' non è servita a far cadere la detenzione, perché a novembre il giudice per l'udienza preliminare di Milano, Elisabetta Meyer, ha respinto la richiesta di domiciliari avanzata dai difensori del talent scout («Pericolo di fuga», aveva detto). Ma soprattutto ha perso 30 chili ed era sulla sedia rotelle ma «le sue condizioni», hanno spiegato i legali Luca Giuliante e Nicola Avanzi «erano leggermente migliorate». E sulla vicenda si sono detti «furibondi. Nessuno dal carcere ci ha avvisato» e «siamo venuti a sapere del tentato suicidio dalla stampa».
Il tribunale del riesame di Milano si è riservato di decidere sulla richiesta di scarcerazione e ha fissato la data della decisione per il prossimo 4 gennaio.

Un lento declino incominciato nel 1989

Il 27 ottobre 2010 la procura di Milano apre un'inchiesta sulla base delle dichiarazioni della ragazza marocchina Karima el Mahroug che sostiene di aver trascorso delle serate con altre ragazze e vip insieme con il presidente del Consiglio. Emerge poi una telefonata che lo stesso Berlusconi avrebbe fatto alla questura di Milano dove si trovava in stato di fermo Karima per un furto il 28 maggio 2010. Il premier chiese di affidare la ragazza - nipote di Mubarak - a Nicole Minetti. Scoppia lo scandalo: intercettazioni, bunga bunga, Olgettine. Un giro di prostituzione minorile e di festini hard a base che vede imputato lo stesso Silvio Berlusconi. Rinviati a giudizio anche Lele Mora, Nicole Minetti e Emilio Fede.

Insomma, «arrivederci Costa Smeralda», verrebbe da dire. Eppure il lento declino dell'agente dei vip era iniziato da un po'. Bufere e inchieste I guai con la legge sono cominciati nel 1989, quando è stato sottoposto a custodia cautelare nel carcere di Verona per presunto spaccio di droga, ma ha scontato appena un anno e sei mesi dopo il ricorso in appello.
UN GIRO DI STIPENDI FALSI. Nel 2000 è stato condannato per evasione fiscale da 5 miliardi di lire. Otto anni più tardi ci è ricascato: altri 5,6 milioni di euro, lascito di spese effettuale da Mora e dal figlio Mirko e scaricate dai conti della LM Management (per il cui crac ha patteggiato una pena di 4 anni e 4 mesi per bancarotta).Tra queste, regali ad amici, cene, viaggi, affitti di ville da sogno in Sardegna. Il tutto, dichiarando stipendi annuali inferiori ai 10 mila euro.
L'INDAGINE VALLETTOPOLI. Tuttavia, si è fatto conoscere soprattutto nell'ambito dell’inchiesta 'Vallettopoli', per cui ha ricevuto il divieto d'espatrio sulla base di alcune intercettazioni telefoniche. Le accuse di estorsione, spaccio di stupefacenti e sfruttamento della prostituzione sono rivolte all'amico intimo e socio, Fabrizio Corona: il processo è diventato una sfilata di starlette sempre presenti sulle riviste patinate.
IL RUBYGATE. Ma non finisce qui. Prosciolto e archiviato il caso, per Mora una nuova tempesta si è abbattuta nell'ottobre 2010: è coinvolto assieme a Emilio Fede nello scandalo Rubygate. Pare infatti, che siano stati proprio loro due a presentare la giovane marocchina, all'epoca minorenne, al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Dal gennaio 2011 pende su di lui un'altra indagine della Procura della Repubblica: nelle carte l’accusa di «favoreggiamento alla prostituzione» con l'ex premier e Nicole Minetti.

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