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«Non paragonatemi a Paolini»

Fortini, il non cronista onnipresente.

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Dove ci sono telecamere e microfoni, soprattutto al seguito dei politici, è difficile che non ci sia lui. Nel centro di Roma lo conoscono tutti: parlamentari, forze dell’ordine e giornalisti, i «colleghi», come li chiama lui, che si sente un cronista.
No, non è il turbolento Gabriele Paolini. Il suo nome è Mauro Fortini. Cinquant’anni, romano, ormai è un personaggio pubblico, come rivela il gruppo Facebook creato dai suoi fan («Mauro il disturbatore che non disturba»).
«SONO UN PRESENZIALISTA». Guai, infatti, a paragonarlo «a un disturbatore come Paolini». «Io sono un presenzialista», ha detto a Lettera43.it che lo ha beccato davanti alla sede del Partito democratico.
Sempre con taccuino vuoto, penna in mano e sguardo assorto: è così che ogni giorno domina le inquadrature dei telegiornali.
IN 12 ANNI 38 MILA APPARIZIONI. Ma il suo lavoro non finisce qui. Continua a casa, con due televisori e vecchi videoregistratori - di quelli che non si trovano più in circolazione - dove archivia tutte le comparsate tivù. «Fino a oggi ho contato 38 mila apparizioni. In 12 anni non ho mai avuto un mese di buco. Il mio obiettivo è entrare nel guinness delle apparizioni».

DOMANDA. Ma come fa a trovare politici e telecamere?
RISPOSTA. C’è il canale 104 della Rai. C’è Radio radicale e poi ci sono dei «colleghi» che mi passano l’agenda degli appuntamenti. Quando non ho informazioni, mi affido al mio intuito. Dopo tanti anni so come muovermi sulla piazza romana.
D. Cioè?
R. Faccio il mio classico giro istituzionale.
D. Qual è questo giro?
R. Sono quattro km a piedi nel perimetro dei palazzi del potere. Vado in piazza della Minerva, alla sede della Vigilanza Rai, a piazza di Pietra. Naturalmente, faccio un giro davanti a Montecitorio e a Palazzo Chigi. Vedo che aria tira intorno al teatro Capranica e Capranichetta. E, poi ci sono le sedi dei partiti, da via Poli (Fli), a Sant’Andrea delle Fratte (Pd).
D. E alla sede dell’Udc, non ci va?
R. A via dei Due Macelli non ci vado mai, lì non fanno mai nulla. Anche a via dell’Umiltà (Pdl) vado raramente. Invece, un giro davanti Palazzo Grazioli lo faccio sempre.
D. Impegnativo. Ma quando ha iniziato a fare questo «lavoro»?
R. La mia prima apparizione risale al 16 dicembre 1998. Ero con Paolini in via di Vigna Jacobini, in zona Portuense. Era crollato un intero palazzo.
D. Vi spostavate in coppia?
R. Siamo stati insieme cinque anni, ma ora non lo saluto neppure se lo incontro. Lui è un disturbatore, mentre io sono un presenzialista. E, poi, io non colleziono denunce.
D. Insomma, ora siete in competizione.
R. Dalla mia postazione di casa, tengo sotto controllo anche lui (ammette prima di distrarsi un attimo per salutare una delle guardie del corpo di Bersani per annunciare fiero che sta rilasciando un’intervista, ndr).
D. Perché lo fa?
R. Per record di apparizioni. A casa ho un archivio immenso di vhs.
D. Ma come fa a campare? È benestante di famiglia?
R. No. Fino a qualche tempo fa vivevo bene perché c’era mia madre. Ora con i fratelli venderemo casa e con la quota che mi spetta comprerò un appartamento a Bracciano.
D. Com’è il rapporto con i giornalisti?
R. All’inizio i «colleghi» erano diffidenti e gelosi di me. Ora no. Anzi mi chiamano anche al telefono. Certe volte sono io a dare loro la notizia degli eventi.
D. Adesso, gelosi...
R. Bè, io arrivo sempre prima di tutti (due cameraman si avvicinano e gli danno ragione. «Mauro a volte arriva prima delle forze di polizia», ammettono).
D. C’è qualcuno che non la tollera?
R. No, i rapporti sono buoni con tutti, tranne qualche eccezione. Per esempio, Nadia Zicoschi del Tg2 è una che non mi può vedere e mi censura sempre.
D. Polizia e carabinieri la ostacolano?
R. Ormai mi conoscono tutti, sanno che io non disturbo ma faccio il mio mestiere.
D. Con quali esponenti politici si è trovato meglio finora?
R. Con Maurizio Gasparri, per esempio, che ha detto di stimarmi, basta che non mi avvicini troppo...
D. E come va col governo tecnico?
R. Non ho ancora incontrato nessuno di loro. Anche perché tutti questi ministri, e Monti per primo, hanno dichiarato subito che a loro non interessa la popolarità. A me, invece, sì…

19 Febbraio Feb 2012 1837 19 febbraio 2012
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