Protesi Pip.
LA RICHIESTA
30 Aprile Apr 2012 1610 30 aprile 2012

Protesi, Tar: «Il ministero riveda i limiti sulle Pip»

«Estenda la sostituzione di quelle non idonee a carico del Ssn».

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Protesi Pip.

È ancora bufera sulle protesi mammarie Pip: «Il ministero della Salute, entro 20 giorni (fine maggio), riveda il provvedimento con il quale ha fissato limiti all'espianto e al reimpianto delle protesi Pip non idonee».
«Nel fare questo, valuti la possibilità di estendere i principi stabiliti a carico del Servizio sanitario nazionale alle donne che lo richiedano, inserendo in coda le istanti che non abbiano una prescrizione medica che ha attestato la necessità della sostituzione».
IL RICORSO DEL CODACONS. Lo ha deciso la III sezione quater del Tar del Lazio, presieduto da Italo Riggio, accogliendo le richieste del Codacons che, con un ricorso, aveva chiesto la sospensione urgente dell'ordinanza ministeriale nella parte in cui «non prevede nulla sulle modalità di addebito circa gli interventi medico-chirurgici necessari».
E - si legge nel ricorso - «nè stabilisce alcunchè «in merito alla rimozione o alla sostituzione delle protesi e alle successive cure».
GIUSTIFICATO L'INTERVENTO DEL SERVIZIO SANITARIO. Non solo, i giudici hanno anche considerato «che l'infiammazione che tali protesi provocano e anche solo il timore dei danni alla salute che a lungo periodo le stesse protesi possono ingenerare giustificano l'intervento del Servizio Sanitario Nazionale».
Fissata il 4 dicembre prossimo l'udienza per la discussione del ricorso nel merito.

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