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CULTURA
15 Dicembre Dic 2014 1323 15 dicembre 2014

Esperanto, com'è nato e dove si parla

Zamenhof la plasmò in 15 anni. Oggi è parlata da 1 milione di persone. Soprattutto in Polonia e Cina. Guida alla "lingua universale" inventata 127 anni fa.

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Lunedì 15 dicembre ricorre il Zamenhof-tago, ossia la 'giornata di Zamenhof' dedicata al padre dell'Esperanto.
Centoventisette anni fa, il medico e linguista di origine ebraica Ludwik Zamenhof – nato a Białystok, nell'attuale Polonia – pubblicava in russo e sotto lo pseudonimo di Doktoro Esperanto (Dottor Speranzoso) Unua Libro (Il primo libro).

LINGUA POPOLARE IN CINA E POLONIA. Nel volume l'autore descriveva i fondamenti di una lingua artificiale da lui creata e perfezionata nell'arco di 15 anni: l'Esperanto. Il testo fu accolto con scetticismo dalla maggior parte dei linguisti di tutto il mondo. Pareva infatti impossibile che un misterioso signor nessuno, perdipiù appena 30enne, fosse riuscito a costruire da solo e dal nulla un linguaggio comprensibile e facilmente utilizzabile.
Ciò nonostante, oggi l'Esperanto è parlato o studiato da almeno 1 milione di persone nel mondo con una discreta popolarità in Paesi come Ungheria, Cina, Vietnam. E in Polonia.

1. La storia: Szabolcs, insegnante in Polonia, Israele e Italia

Il medico e linguista di origine ebraica Ludwik Zamenhof.

Un busto di Zamenhof troneggia nella classe in cui ogni giovedì sera Szabolcs Szilva insegna Esperanto per principianti a Varsavia.
È qui, in un appartamento al primo piano in un caseggiato del quartiere di Muranów, non distante dalle due vie intitolate dalla capitale a Zamenhof e all'Esperanto, che ha sede Pola Esperanto-Junularo (Associazione giovani esperantisti polacchi).
QUELL'ESPERIENZA A MAZARA. «La parola 'malsanulejo', significa ospedale in Esperanto», spiega Szabolcs in polacco ai suoi sette studenti, «e possiamo dividerla in cinque parti: 'mal' significa 'l'opposto di', 'san' sta per 'salute', 'ul' vuol dire 'persone', 'ej' si traduce con 'posto' e 'o' indica che la parola è un sostantivo. Letteralmente, quindi, 'malsanulejo' significa 'posto per persone che non sono in salute'. Ospedale, appunto».
Ungherese, 23enne, quattro lingue parlate, Szabolcs insegna Esperanto già dai sei anni e ha tenuto corsi anche in Russia, Germania, Belgio, Slovacchia, Israele. Ma non solo. Come racconta lui stesso a Lettera43.it al termine della lezione «ho insegnato anche in Sicilia, a Mazara del Vallo, per due mesi nel 2012».
L'INIZIATIVA DEL SINDACO CRISTALDI. Nel gennaio 2012, Szabolcs è stato infatti il primo insegnante ad arrivare nella cittadina siciliana che, per iniziativa dell'allora e tuttora sindaco Nicolò Cristaldi, aveva deciso di divenire uno dei principali centri per l'apprendimento e la divulgazione dell'Esperanto nel Mediterraneo.
«Sono stato l'unico insegnante di Esperanto a Mazara per circa un mese e mezzo», racconta Szabolcs, «ed è stata un'esperienza interessante anche se stancante, visto che insegnavo in sei diverse scuole medie ed elementari e dovevo correre dall'una all'altra». A distanza di quasi tre anni dal suo soggiorno siciliano, Szabolcs ricorda ancora un po' di italiano «e anche di dialetto mazarese», aggiunge divertito.

2. Il presente: radio e carta sono i supporti principali

Libri per l'apprendimento dell'Esperanto.

Karina e Meir, invece, si sono conosciuti e innamorati a un festival Esperanto in Vietnam. Ora vivono assieme a Varsavia.
Karina ha 24 anni ed è polacca, della Slesia, mentre Meir è un 30enne israeliano. Entrambi hanno cominciato a studiare Esperanto una decina d'anni fa e oggi è questa la lingua che utilizzano nella loro vita di tutti i giorni, pur conoscendo bene l'inglese.
I due affermano di non sentirsi un'eccezione e di conoscere molte altre giovani coppie in Polonia e nel mondo che parlano Esperanto fra loro. E non solo.
RADIO MUZAIKO È ATTIVA DAL 2011. «Ci sono molti artisti che cantano in Esperanto, per esempio i polacchi Ŝanĝo che suonano musica etnica o i Supernova una band hard rock brasiliana ed è possibile ascoltarli al Jes un festival che si tiene ogni anno in Europa» aggiunge Meir.
Per quanto riguarda la radio, dal 2002 Chinese Radio International, l'emittente di stato cinese ha trasmissioni in Esperanto ascoltabili via Internet. Oggi però la stazione di riferimento è Radio Muzaiko, attiva dal 2011. Senza dimenticare il podcast Varsovia Vento realizzato nella capitale polacca.
IL POETA PIÙ CELEBRE? UNO SCOZZESE. Passando alla carta stampata, riviste scritte in Esperanto e distribuite in decine di Paesi nel mondo sono Kontakto – pubblicato dall'Organizzazione esperantista giovanile mondiale (Tejo) con sede in Olanda – e il mensile Monato.
«In Esperanto sono tradotti grandi classici e recenti successi editoriali», sottolinea Meir, «ma esiste anche una vera e propria letteratura esperantista».
Il nome più celebre è quello del poeta scozzese William Auld, pluricandidato al premio Nobel per la Letteratura.
TEATRO E CINEMA ARRANCANO. Meno noti sono il teatro e la cinematografia. Karina cita un gruppo teatrale attivo a Yalta in Crimea, mentre Meir la pellicola di fantascienza Inkubo realizzata nel '66 e ricorda come molti film 'tradizionali' siano stati sottotitolati in Esperanto.
Chi parla questa lingua dispone inoltre di un ottimo sistema per viaggiare e incontrare persone con cui comunicare, Pasporta Servo (Servizio Passaporto). Attivo dal 1974 e nato come archivio cartaceo di indirizzi, il network consente di ospitare o essere ospitati gratuitamente da esperantisti di tutto il mondo. Pasporta Servo è oggi anche in Rete e conta circa 1.400 membri in 90 Paesi.

3. Il futuro: popolarità in calo, ma Varsavia lo valorizza

Alcune parole in Esperanto.

Oggi si tengono corsi e lezioni in Esperanto all'università polacca Adam Mickiewicz di Poznań, mentre in Ungheria quella creata da Zamenhof è equiparata a una qualsiasi altra lingua straniera tant'è che in migliaia lo studiano ogni anno.
Vi è poi il caso dell'Accademia internazionale delle scienze di San Marino fondata nel 1983 nella Repubblica del Titano e le cui lezioni sono tenute in Esperanto.
Dal 2012 persino Google Translate comprende l'Esperanto che su Wikipedia è la 32esima lingua per numero di voci inserite. Esiste inoltre una petizione online per chiedere l'adozione dell'Esperanto come una delle lingue ufficiali dell'Ue.
BOOM TRA ANNI 50 E ANNI 80. Ciò nonostante, l'impressione è che, rispetto a qualche decennio fa, della lingua universale di Zamenhof oggi si parli meno. Persino in Polonia, dove l'Esperanto vanta le sue radici e si insegna in un ateneo, c'è chi non ha mai sentito nominare questo linguaggio o non sa dove sia nato.
Eppure nel 1987 è stata Varsavia a ospitare il maggiore Congresso universale di Esperanto della storia, quando 6 mila persone si riunirono nella capitale. Oggi con l'affermazione dell'inglese anche in Polonia, la popolarità di cui ha goduto l'Esperanto fra Anni 50 e 80 sembra un lontano ricordo. Lo dimostra anche il fatto che nel 2011 Polskie Radio, l'emittente pubblica polacca, ha smesso di trasmettere contenuti in Esperanto dopo 52 anni.
L'ESPERANTO DIVENTA PATRIMONIO CULTURALE. Tuttavia qualcosa si muove. Nel 2016, per esempio, la città di Breslavia sarà sede del Festival internazionale dei giovani esperantisti.
E il 20 novembre scorso il ministro della Cultura, Małgorzata Omilanowska, ha inserito l'Esperanto nel 'patrimonio culturale immateriale polacco' sotto l'egida dell'Unesco.
Un segnale importante per dimostrare che la Polonia non ha dimenticato del tutto l'utopia linguistica universale inseguita da Zamenhof.

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