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22 Aprile Apr 2016 1145 22 aprile 2016

Made in ItalyGreen: l’economia della condivisione è il futuro

La Fondazione ISTUD presenta: «Made in #ItalyGreen. Tra Conferenza sul clima e Finanziaria Verde».

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Si è tenuto a Milano il 20 aprile scorso l’incontro «Made in ItalyGreen. Tra Conferenza sul clima e Finanziaria Verde», organizzato dall’Osservatorio Green Economy ISTUD in collaborazione con la Commissione Europea. Centrale nella conferenza è stato il dialogo per la nuova sostenibilità con l’obiettivo di fare un bilancio sulle politiche e sugli avvenimenti dell’ultimo anno in materia Green.
ITALIA PIU’ GREEN CON LA SHARING ECONOMY. Il Made in ItalyGreen afferma che il nostro Paese non è più il brutto anatroccolo europeo in materia ambientale e di sostenibilità. Le nuove idee della generazione Y, i cosiddetti millennials, hanno impresso un registro diverso alla stessa idea del green. Fotovoltaico, pannelli solari ed eolico sono archeologia industriale per i giovani d’oggi. Digital, bio, sharing economy sono termini che stanno guidando il cambiamento della mentalità e a cui le grandi aziende guardano per adeguarsi e per cercare soluzioni verdi. Un esempio è la Solidpower di Trento che, come ha spiegato il Marketing Manager Michele Gubert «Attraverso la tecnologia fuel cell, pile combustibili, riscalda palazzi con risparmio di pesi e costi».
Durante l’incontro è emersa la tendenza a progettare tecnologie e app, con un unico deficit che sfortunatamente si incontra in Italia: la difficoltà di fare Sistema.
CONOSCENZA E SISTEMA INTEGRATI PER IL GREEN. L’auspicio è quello che nel futuro la Conoscenza vada al passo con il Sistema: «Spesso è un dibattito al ribasso. L’Italia è leader nel recupero. Perché le leggi non danno una mano alle cartiere da macero invece di esportare il materiale in Cina?» ha precisato Roberto Cavallo che ha una rubrica sull’economia circolare nella trasmissione Scala Mercalli di Rai3. «Le leggi» ha puntualizzato Lorenzo Facchinotti di Nielsen «fanno fatica a stare al passo delle innovazioni. E’ la rincorsa della legge sulla sharing economy, che non è la rottamazione di quello che c’era ma una ‘constatazione’ di quello che c’è, l’economia della condivisione, che fa risparmiare e l’utilizzo di una piattaforma digitale che la rende possibile. Da chi affitta un appartamento Airbnb alla richiesta di passaggio su BlaBlaCar fino a chi compra un oggetto usato su eBay o partecipa ad una campagna di crowdfunding. A Ferrara, dal 20 al 22 maggio ci sarà il primo Sharing Festival».

Tra tutti gli interventi il monito più forte è arrivato dal chairman dell’evento Maurizio Guandalini, curatore del volume Made in ItalyGreen (Mondadori Università): «E’ urgente comunicare, relazionarsi, far sì che lieviti un hub permanente del green italiano per rispondere all’esigenza di Sistema. Un trend fuori dalle ‘magnifiche sorti e progressive’ con l’obiettivo, adulto, di varare un hub green europeo in competizione con i player globali. La scorciatoia è semplice. Il presente è fuggito? Si ripropone l’antico. Idee nuove. Zero. Invece nel Green contemporaneo c’è un recupero di modi e soluzioni del passato ma con straordinari esprit rivolti al domani frutto della ricerca più avanzata».
IMPORTANZA DELL’ECONOMIA CIRCOLARE. Durante la conferenza ha suscitato molti interesse l’intervento del già citato Roberto Cavallo (esperto di rifiuti, fondatore della Coop E.R.I.C.A. e ora collaboratore di Scala Mercalli su RAI3) «2016, l'anno dell'economia circolare e del riciclo», specificando il significato di economia circolare: «Quando si parla di economia circolare o di circolarità bisogna sempre pensare che possono essercene 2 tipi: quella che sarebbe perfetta, a km 0, ovvero la possibilità di dare nuova vita agli scarti e ai rifiuti a breve distanza, e quella invece dei rifiuti che possono fare anche centinaia di km di viaggio, per avere una nuova vita. L'obbiettivo è avere impianti di riciclo sempre più vicini alla fonte che genera i rifiuti».
IL FUTURO E’ L’AUTO ELETTRICA. Il Governo olandese ha iniziato a lavorare nel 2015 per impedire la vendita di auto alimentate a diesel o a benzina e per il 2050 ha previsto la vendita esclusiva di auto a zero emissioni. Lo potrebbe fare anche l’Italia? «Sicuramente non è il diesel la soluzione dei mali», ha affermato Andrea Poggio di Legambiente, intervenuto al workshop. In Norvegia e in Cina è vero e proprio boom di auto elettriche. Per incentivare questa tendenza l’unica soluzione è disincentivare ed incentivare: ad esempio si potrebbe disincentivare l'acquisto di auto straniere ed incentivare il cambio delle batterie di auto elettriche. «Il limite spinge all’efficienza», ha affermato Massimiliano Lepratti di EStà che ha curato uno studio per FIOM sul caso Volkswagen, «E quindi arrivare in poco tempo ad un taglio del 35% del costo dell’auto elettrica». Il tutto disincentivando l’importazione di auto straniere. Nei trasporti Gianluca Donato di ABB ha annunciato il varo della tecnologia flash charging, ovvero la possibilità di ricarica degli autobus elettrici in 15 secondi, il tempo di una fermata, risparmiando in costi e vantaggi per le aziende e i viaggiatori. «Dobbiamo abbandonare l’idea di proprietà dell’auto» ha continuato Andrea Poggio «Il cambio è nella mentalità».

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