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ANALISI
5 Agosto Ago 2016 0800 05 agosto 2016

Rio 2016, i costi delle Olimpiadi in infografiche

Investimento da 11 mld di dollari. Un quarto di Pechino. Ma lo Stato è in default. Flop biglietti: invenduto il 20%. Si teme di ripetere il fallimento di Atene. I grafici.

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Sul piatto sono stati messi, ufficialmente, 11,1 miliardi di dollari.
Il costo delle Olimpiadi di Rio 2016, sulla carta, è dunque in linea con quello di Londra 2012 (10,5 miliardi) e di gran lunga inferiore a quello di Pechino 2008, che sfondò il tetto dei 40 miliardi.
Tuttavia, questo dato si riferisce solo alle spese ad hoc, e non a quelle 'parallele' (come gli straordinari delle forze dell'ordine) sostenute, per esempio, dallo Stato di Rio, finito in default.
CREATI DUE ENTI AD HOC. Secondo quanto riportato dall'autorità pubblica per i Giochi e dal governo federale brasiliani, l'organizzazione è stata divisa in base alle funzioni e per questo motivo sono state creati due enti che hanno affiancato l'esecutivo.
Uno è il Comitato organizzatore, con un portafoglio di 2,1 miliardi, l'altro è l'Autorità pubblica olimpica (Apo), che aveva a disposizione 1,9 miliardi.

Il governo federale si è occupato delle infrastrutture, l'Apo dei centri sportivi, mentre il Comitato ha lavorato all'organizzazione delle cerimonie di apertura e chiusura e alla promozione dell'evento.
Ma da dove arrivano i soldi?
2 MILIARDI DAI PRIVATI PER IL COMITATO. Per quanto riguarda il Comitato olimpico, i 2 miliardi provengono da fondi privati e dalla vendita anticipata di biglietti.
In particolare, il 52% arriva da investitori locali e internazionali, il 25% dal Comitato olimpico internazionale (Cio) e il resto da biglietti e licenze.
Le voci di spesa del Comitato, invece, riguardano il comparto amministrativo (26%), l'innovazione tecnologica come access point per la rete internet (19%) e l'organizzazione delle cerimonie (10%).
1,5 MILIARDI PER STRUTTURE E VILLAGGIO OLIMPICO. L'Apo aveva a disposizione 1,9 miliardi: 700 milioni di soldi pubblici, il resto da privati
L'area in cui è stata spesa la maggior parte dei fondi è quella di Barra, vero fulcro della manifestazione, dov'è stato costruito anche il villaggio olimpico: 1 miliardo e 700 milioni di dollari per realizzare da zero tutte le strutture compresi lo stadio per le gare di nuoto, il centro per il tennis e il velodromo.


7,1 MILIARDI IN MANO AL GOVERNO FEDERALE. Chi ha gestito la fetta più grossa è il governo federale (7,1 miliardi).
Secondo gli organi ufficiali, i soldi pubblici messi sul piatto rappresentano il 57% dell'intera torta, ovvero 4,1 miliardi di dollari, mentre il resto è stato pagato da contributi privati.
Tutti i fondi sono stati spesi in continuità con il Mondiale, o almeno questa era l'intenzione del governo, per implementare il Brt, il sistema di autobus veloci di Rio, rinnovare il porto di Maravilha, espandere la rete metropolitana e quella dei tram della città carioca.

SPESI 26 MILIARDI IN NOVE ANNI. Stando ai documenti ufficiali, negli ultimi nove anni - tra Olimpiadi e Mondiali di calcio - il Brasile ha speso 26 miliardi di dollari.
Tra le pagine del bilancio della Fifa inerente al 2014 si legge che la competizione iridata è costata al Paese 15 miliardi di dollari.
Di questi 3,6 sono stati spesi per costruire o rinnovare i 12 stadi della competizione.
Il resto dei fondi sono andati alla riqualificazione delle infrastrutture. In particolare, stando ai dati del governo federale, 3,4 miliardi sono andati a progetti di mobilità urbana, 2,6 al miglioramento degli aeroporti e 797 milioni alle forze di pubblica sicurezza.

PIL IN CALO DEL 3,8%. Il massiccio investimento del Mondiale non ha avuto effetti positivi sull'economia nazionale, con il Pil che è passato dal +0,1 del 2014 al -3,8% del 2015.
Due anni più tardi, il Brasile spera che le Olimpiadi possano avere un impatto differente.
A Londra, per esempio, il governo ha stimato che i Giochi hanno generato un flusso economico di quasi 10 miliardi di sterline (12 miliardi di euro) diviso in contratti stipulati durante la manifestazione e altri investimenti di privati nell'economia inglese.
I dati di Westminster, però, sono stati aspramente criticati.
Difficile dire quanti contratti siano stati firmati proprio grazie alle Olimpiadi e quanti sarebbero stati siglati lo stesso.
IL RISCHIO DI UN EFFETTO-GRECIA. Più verosimile per Rio rischia di essere l'effetto-Grecia.
Per i Giochi di Atene del 2004 il budget iniziale di 4,6 miliardi di euro lievitò fino a 15, senza mai generare un flusso di affari sufficiente alla spesa.
E, in questo senso, in Brasile non sono passate inosservate le stime di Goldman Sachs, secondo cui tra Mondiali di calcio e Olimpiadi dovrebbero andare in fumo circa 50 miliardi di dollari: praticamente il doppio di quanto previsto dal governo.

INVENDUTO IL 20% DEI BIGLIETTI. Inferiore alle attese la vendita dei biglietti.
Stando agli organizzatori, è stato piazzato l'80% dei tagliandi, circa 4,8 milioni.
Ne rimarrebbero altri 1,3 milioni: 500 mila per le partite di calcio programmate negli impianti del Mondiale fuori dalla città di Rio.
Una situazione che, secondo il Guardian, ha spinto il comitato a regalare 200 mila ingressi alle scuole, per riempire una serie di gare che hanno riscosso poco successo.
LONTANO IL RECORD DI LONDRA. Per avere un termine di paragone, in occasione dell'edizione britannica i biglietti venduti furono 8 milioni.
Quattro anni prima a Pechino andò oltre il 95% dei biglietti (6,8 milioni).
Nei progetti iniziali, il Comitato avrebbe dovuto piazzare 7,5 milioni di ticket, ma con il passare del tempo l'obiettivo è stato abbassato a 6, per un incasso atteso di 321 milioni di dollari.
Dei biglietti venduti il 75% è stato comprato da cittadini brasiliani e solo 1,1 milioni da stranieri.

Twitter @AlbertoBellotto

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