Ius Soli
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26 Dicembre Dic 2017 1143 26 dicembre 2017

Ius soli, 'Italiani senza cittadinanza' scrivono a Mattarella

In una lettera indirizzata al Presidente della Repubblica, e pubblicata sul profilo Facebook dell'associazione, i giovani del movimento hanno chiesto il rinvio dello scioglimento delle Camere.

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«Non lasciateci soli». Questo l'appello lanciato dai ragazzi del movimento 'Italiani senza cittadinanza' in una lettera indirizzata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nella missiva i giovani hanno chiesto il rinvio dello scioglimento delle Camere in modo da poter approvare la legge sullo ius soli. Nella lettera, che reca la data del 27 dicembre 2017 e pubblicata sulla pagina Facebook del movimento, le ragazze e i ragazzi nati in Italia da genitori stranieri ricordano che proprio il 27 dicembre ricorrono i 70 anni della promulgazione della Costituzione italiana.

LA LETTERA. «In una giornata così bella e fondamentale per le nostre vite e per la nostra democrazia, è nostro dovere ricordarLe come molte e molti di noi abbiano imparato a conoscerla tra i banchi di scuola, imparandone i valori fondamentali di libertà, uguaglianza, pace, rispetto», si legge. «Tutti e tutte noi l'abbiamo letta, riletta e riscoperta in questo anno di mobilitazione a favore della riforma della cittadinanza, ci siamo riconosciuti profondamente nei suoi valori, e in particolare nell'articolo 3, il cui secondo, magnifico comma, concepito dal padre costituente Lelio Basso, che recitando 'E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che limitando di fatto l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese', prospetta un orizzonte di riduzione delle diversità e di accesso ai diritti fra le varie componenti della Nazione e di progressivo ampliamento dei diritti e della platea degli aventi diritto come inscritto nell'intelaiatura profonda della Repubblica», continua la missiva.

LA RICHIESTA. «Caro Presidente concorderà con noi che il 23 dicembre la Repubblica ha fallito nella rimozione di questi 'ostacoli', mantenendo di fatto una distinzione netta tra cittadini e non, basata su una concezione prettamente elitaria ed economica della cittadinanza. Non lasci che questa battaglia, iniziata con le prime mobilitazioni della Rete Nazionale Antirazzista nel 1997, quando molti e molte di noi non erano ancora nati, cada in un nulla di fatto», aggiungono nel finale i giovani di 'Italiani senza cittadinanza'.

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