Pio Francesco
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17 Marzo Mar 2018 0900 17 marzo 2018

Cosa pensano la Chiesa e papa Francesco di Padre Pio

Bergoglio è il primo pontefice a visitare il luogo dove è nato il santo di Pietrelcina: breve (e controversa) storia del frate simbolo della devozione popolare, dalle accuse del Santo Uffizio fino alla canonizzazione.

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Sabato 17 marzo per la prima volta un papa fa visita a Pietrelcina, il luogo dove è nato e ha vissuto la sua giovinezza Padre Pio. Santificato il due maggio del 1999 sotto Giovanni Paolo II, Padre Pio è uno dei santi più popolari nel nostro Paese e nel mondo. Sia Giovanni Paolo II che Benedetto XVI hanno visitato durante il loro pontificato San Giovanni Rotondo, dove il frate trascorse la seconda parte della sua vita, ma non Pietrelcina. Oggi Padre Pio è ritratto in migliaia di santini presenti nelle case degli italiani, il suo culto è rilanciato e sostenuto dalla stampa popolare e dalle televisioni. Tuttavia il frate di Pietrelcina è stato per lunghi anni una figura molto controversa e avversata all'interno della stessa Chiesa, considerato il simbolo di una fede arcaica e popolare che andava superata.

LO SCONTRO CON LE GERARCHIE. Padre Agostino Gemelli, fondatore dell'Università Cattolica, in un rapporto confidenziale lo definì «uno psicopatico ignorante che induce in automutilazione e si procura artificialmente le stigmate allo scopo di sfruttare la credulità della gente». Anche Giovanni XXIII ebbe per lui parole aspre, avendolo definito in un foglietto rimasto a lungo segreto la causa di un «vastissimo disastro di anime, diabolicamente preparato, a discredito della S. Chiesa nel mondo, e qui in Italia specialmente». Queste e altre vicende sono narrate in un libro pubblicato nel 2007 e scritto da Sergio Luzzatto, professore di storia moderna all'Università di Torino, Padre Pio. Miracoli e politica nell'Italia del Novecento. Dopo la canonizzazione del 2002, fu quella forse l'ultima occasione in cui si tornò a discutere sugli aspetti più controversi di un uomo il cui operato, oggi, non è più tema di controversie, almeno nel mondo cattolico.

Pio da Pietrelcina, ora San Pio da Pietrelcina, meglio noto come Padre Pio, al secolo Francesco Forgione.

Più in generale e semplificando molto, la fortuna di Padre Pio molto è dipesa, nel corso degli anni, dalla personalità di chi occupava il soglio di Pietro: guardato con sospetto, quando non apertamente avversato, dai papi più aperti alla modernità, venerato dai sostenitori di una fede più tradizionale e legata a fenomeni carismatici. Secondo la ricostruzione di Ignazio Ingrao, vaticanista di Panorama e autore di Il segno di padre Pio, papa Francesco si è avvicinato alla figura del santo di Pietrelcina dopo la canonizzazione del 2002, colpito dalla diffusione del culto del frate anche nel suo Paese, l'Argentina. In particolare Bergoglio rimase affascinato dai gruppi di preghiera a lui ispirati, ne volle conoscere l'organizzazione e ne apprezzò soprattutto l'accento sulla lettura del Vangelo. Quando più tardi diventò pontefice con il nome di Francesco, Bergoglio si avvicinò ancora alla sua figura, fino a decidere l'esposizione del corpo del santo a San Pietro tra l'8 e il 14 febbraio del 2016, in occasione del Giubileo della Misericordia. In quell'occasione Francesco lo ha definito «un servitore della misericordia. Lo è stato a tempo pieno, praticando, talvolta fino allo sfinimento, l’apostolato dell’ascolto» ed «è diventato, attraverso il ministero della confessione, una carezza vivente del Padre, che guarisce le ferite del peccato e rinfranca il cuore con la pace».

Papa Francesco.

Francesco Forgione nasce nel 1887, l'anno in cui il capo del governo Francesco Crispi decide la rimozione dei crocifissi dalle aule scolastiche. La coincidenza è riportata in un libro di un cattolico considerato portabandiera della Chiesa più mistica e oltranzista, Antonio Socci. Entrato in convento a 16 anni, ben presto si procura una fama di confessore e, soprattutto, guaritore che lo rende sospetto alle gerarchie cattoliche. Nel 1920 Padre Pio viene interrogato dal Sant'Uffizio in merito all'uso di sostanze chimiche – acido fenico in particolare – che possono ritardare la guarigione delle ferite. Si sospetta, in pratica, che il frate si procuri le ferite sulle mani – le stimmate – che sarebbero il segno della sua santità, essendo uguali a quelle di Cristo in croce. Sono le stesse accuse che gli rivolge Padre Agostino Gemelli. Nuove prove sull'uso dell'acido fenico da parte di Padre Pio sono contenute nel libro di Luzzatto.

CONTRO IL SANT'UFFIZIO. Nel 1923 il Sant'Uffizio pronunziò nel confronto del frate il non constat de supernaturalitate, negando insomma che ci fossero elementi per considerare le stimmate fenomeni soprannaturali. Nel 1931 gli viene vietato di celebrare messa, se non all'interno dell'Oratorio dove risiede e di non confessare, divieto che però viene revocato nel 1933. Nel 1939, quando diviene papa Pio XII, le gerarchie cambiano atteggiamento nei confronti del frate che è largamente venerato tra le fasce popolari e ha intrattenuto, negli anni precedenti, legami controversi con personaggi di spicco del fascismo, come Giuseppe Caradonna.

Padre Pio muore nel 1968, ma dovrà attendere il pontificato di Giovanni Paolo II perché la sua figura venga completamente rivalutata e sia portata a termine la sua canonizzazione

Un nuovo scandalo travolge il frate nel 1960, quando vengono registrati alcuni nastri che dimostrerebbero l'atteggiamento sessualmente ambiguo tenuto nei confronti di alcune fedeli. Tuttavia, lo scoccare di baci durante gli incontri tra queste donne e il frate, fu detto più tardi, in realtà era solo segno di devozione: le fedeli baciavano le mani e le stimmate. Risalgono a quegli anni gli apunti critici di Giovanni XXIII. È significativo che, in alcuni ambienti cattolici, la diffidenza del “papa buono” rispetto a Padre Pio sia vista anche in chiave dottrinale: il pontefice del Concilio Vaticano II contro il frate della fede più mistica e tradizionale, come riportato in un articolo sul Foglio che cita lo storico Roberto De Mattei e Don Gianni Baget Bozzo. Negli Anni 60, tra l'altro, Padre Pio è oramai anche il primo azionista del più grande ospedale nel Sud Italia, ruolo che lo porta a confrontarsi con imprenditori controversi, pur senza mai dover fronteggiare accuse dirette di corruzione.

Padre Pio muore anziano nel 1968, ma dovrà attendere il pontificato di Papa Giovanni Paolo II perché la sua figura venga completamente rivalutata e sia portata a termine la sua canonizzazione. Una leggenda sempre smentita ma che circola molto negli ambienti cattolici vuole che il frate di Pietrelcina abbia predetto al giovane prete polacco che sarebbe diventato pontefice. È un dato storico, ad ogni modo, il fatto che sotto il pontificato di Wojtyla sono stati rivitalizzati e molto supportati culti popolari, il caso forse più noto è quello della Madonna di Medjugorje. La canonizzazione avviene nel 2002, quando Giovanni Paolo II è già molto malato. Il culto di Padre Pio cresce negli anni ed è oggi molto forte. L'ospedale da lui fondato, la Casa Sollievo della Sofferenza, un polo medico di primaria importanza, è oggi di proprietà della Santa Sede, come da lui chiesto prima di morire.

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