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Europa sotto attacco
Roma attentati Isis
30 Marzo Mar 2018 1701 30 marzo 2018

Pasqua, anche l'Italia nella morsa dell'allerta Isis

Abbattuto il Califfato, i jihadisti rientrano in Europa in modo disordinato. Anche sui barconi, al contrario che in passato. Ma i più imprevedibili sono i lupi solitari radicalizzati sul web. Cresce la tensione.

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La sorvegliata speciale è Roma. Dove per il ponte di Pasqua sono attesi migliaia di visitatori e la rete appena smantellata in Lazio dell'attentatore di Berlino, Anis Amri, avrebbe avuto intenzione di progettare un attacco alla metro. Nella città eterna svetta anche il cupolone di San Pietro, finito in copertina della rivista dell'Isis Dabiq come ultima conquista contro i «crociati falliti», bersaglio di diversi anatemi dei terroristi jihadisti (leggi la mappa dei possibili obiettivi in Italia).

ALLERTA 2. Non sono minacce nuove. Il capo della polizia Franco Gabrielli si affanna a ripetere che «da mesi in Italia vige il livello di allerta 2, immediatamente precedente a quella di un attacco in corso». Anche i cinque fermati tra Latina e Roma, della cellula di Amri, secondo le indiscrezioni di diversi media avevano elaborato un piano già nel 2015, per colpire la stazione Laurentina della Linea B. Ma era rimasto lettera morta.

BLITZ A CATENA. La procura di Roma rivendica di aver evitato che «dalla fase di radicalizzazione si sfociasse in un'attività terroristica», «nessun elemento concreto» faceva ancora pensare alla preparazione di un attacco. Anche Gabrielli sottolinea che una «minaccia incombente non è un attentato in preparazione». Tuttavia agli arresti della rete di Amri è stata preceduta e seguita una serie di retate in tutta Italia, come non accadeva da mesi. Mentre la Francia è tornata sotto attacco.

Le tracce di Anis Amri in Italia.

Un 19enne marocchino è stato fermato per terrorismo a Cuneo, dopo l'arresto a Foggia di un imam egiziano che indottrinava i bambini alla «guerra santa» e a Torino di un ragazzo italo-marocchino radicalizzato sul web che «studiava attacchi con i camion». Lo stesso ministro dell'Interno uscente, Marco Minniti, da anni con deleghe all'intelligence, non si era mai esposto così tanto sulla «minaccia che era, è, e resterà seria per un certo periodo nei confronti dell'Italia».

L'ALLARME DI MINNITI. Soddisfatto per la «straordinario capacità di prevenzione» delle forze dell'ordine, al Tg1 Minniti ha ricordato che la guardia «resta alta anche nelle vacanze pasquali». In precedenza il titolare del Viminale aveva spiegato come mai, per il mutato assetto geo-politico in Medio Oriente, non si possa più ritenere così improbabile, come ancora fino al luglio scorso, l'arrivo di terroristi islamici anche sui barconi dei migranti.

LA LISTA DELL'INTERPOL. L'Interpol ha fatto circolare una lista - ridimensionata dall'antiterrorismo italiano - di 50 sospetti combattenti dell'Isis (tutti di nazionalità tunisina), approdati di recente in Italia a bordo di barche. Ma finché esisteva, il sedicente Califfato evitava di mettere a rischio nel Mediterraneo la vita delle menti di attacchi a catena e organizzati come in Francia o in Belgio.

Una decina di combattenti in Siria e in Iraq rientrati in Italia, alcune centinaia in Europa.

Raqqa liberata dall'Isis.

GETTY

Dai training o dai soggiorni a Raqqa e a Mosul, i terroristi rientravano e a volte tornavano con voli da e verso la Turchia, oppure imbarcandosi di notte in traghetti o navi cargo da e verso l'Italia o la Corsica, come evidenziato da esperti di intelligence a L43, anche appoggiandosi a basi e fiancheggiatori in Grecia. È capitato che alcuni, nei Balcani, si siano poi mischiati ai flussi dei profughi dal Medio Oriente, spacciandosi richiedenti asilo con documenti falsi, ma una volta su un percorso sicuro, spesso affrontato anche in auto.

MENO JIHADISTI IN ITALIA. La successiva liberazione dei territori occupati dall'Isis, tra Raqqa e Mosul, hanno innescato la fuga indiscriminata dei jihadisti e il ritorno disordinato di migliaia di foreign fighter, combattenti stranieri in Siria e in Iraq, in Europa: alcuni di loro sono stati tracciati in questi anni dalle intelligence, altri no. Per l'Italia i numeri sono inferiori: nelle stime, i combattenti partiti sono nell'ordine di centinaia, non di migliaia come per esempio in Francia o in Gran Bretagna.

LUOGO DI TRANSITO. Alcune decine di jihadisti partiti dall'Italia sarebbero morti in Medio Oriente, altre dozzine risultano reduci in Europa e tra loro pochissimi sarebbero nel nostro Paese. Tuttavia, all'interno dell'Ue i terroristi sono mobili e godono di appoggi in diversi Stati, come dimostra anche il caso di Amri. Anche se, come avveniva in Germania prima degli attacchi, finora l'Italia è stata usata solo come luogo di passaggio e base logistica, e non come target.

Di ritorno da Raqqa e Mosul.

Non è neanche detto che tutti i foreign fighters di ritorno siano pronti ad agire: è provato che una fetta di loro, i disillusi, almeno a breve termine abbia smesso di credere a Isis e al Qaeda. In compenso emergono frequenti casi di radicalizzati su Internet: cani sciolti capaci di colpire a caso e ovunque, come hanno dimostrato gli attacchi in Finlandia o anche a Londra del 2017.

ROMA BLINDATA. Specie con la casa madre dell'Isis in ritirata che inneggia a ritorsioni sul web e in periodi caldi come Pasqua e Natale, l'allerta à altissima. Roma, come Milano, è blindata in vari punti. Le metro sono sorvegliate dall'esercito, la stessa cosa vale per molti monumenti, le zone più turistiche dense di inevitabili comitive e assembramenti, i luoghi sensibili come i palazzi istituzionali e le ambasciate, le Chiese e i simboli religiosi. Ma la minaccia è spesso imprevedibile, perché spesso i lupi solitari non sono ex foreign fighter.

IMPREVEDIBILI LUPI SOLITARI. Men che meno richiedenti asilo dell'Ue sbarcati a Lampedusa o entrati dai Balcani, con l'ultima ondata. Ma figli di immigrati di seconda e terza generazione, o immigrati da diversi anni in Europa, anche come irregolari, e con un passato spesso di esperienze criminali ed emarginazione. Radicalizzati ci sono anche tra famiglie miste o tra soggetti di origine italiana oltre che di altri Paesi Ue. Individui psichicamente deboli, di solito molto isolati, ma l'intelligence lavora per intercettarli.

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