Casaleggio Ivrea
Attualità
7 Aprile Apr 2018 1521 07 aprile 2018

Come è andata la convention a Ivrea dell'associazione Casaleggio

Scienziati, filosofi e giornalisti: Sum #02 fa sfoggio di ecumenismo. Applausi a chi parla di reddito di cittadinanza e a Fusaro che attacca la sinistra. Resta fuori dalla porta il cronista della Stampa.

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Un po' di cultura, molta riflessione sul futuro, robot, scienza, parecchi giornalisti e poca politica - almeno negli intenti – perché, dice il padrone di casa Davide Casaleggio, «qui si fa cultura, con una visione a cinque-dieci anni». A Ivrea insomma non si parla (troppo) di Palazzo Chigi. Anche se tutti gli occhi sono puntati lì dopo l'apertura di Luigi Di Maio a sinistra con un'intervista a Repubblica. Sum #02, il summit a Ivrea dell'associazione Gianroberto Casaleggio, si è spostata per questa seconda edizione alle officine H. Spazi più ampi, ma la platea almeno inizialmente fa fatica a riempirsi, nonostante il gran numero di giornalisti e membri dello staff.

MODELLO ESTONIA. Davide Casaleggio, all'entrata, fa lo slalom tra le domande di stretta attualità politica e, quando gli chiedono se aprirà la piattaforma di Fondazione Rousseau al resto dei partiti, se la cava così: «Spero sia il governo, come ha fatto l'Estonia, ad aprire momenti di partecipazione democratica a tutti. È il governo che dovrà occuparsi di questo».

Il neo-eletto Gianluigi Paragone

C'È ANCHE L'EX MINISTRO PD. Dentro la sala, basta dare un'occhiata a relatori e presenti per capire quanto sia ecumenica questa edizione: si va dall'ex ministro area Pd Massimo Bray – qui come direttore generale della Treccani - al filosofo “ultimo marxiano” Diego Fusaro, per poi passare al pm Nino Di Matteo, la psicologa Maria Rita Parsi, il direttore dell'Iit Roberto Cingolani, il presidente di Confapri Arturo Artom, Moni Ovadia.

GIORNALISTI: TUTTI DENTRO MENO UNO. Variegata anche la truppa dei giornalisti e comunicatori: l'organizzatore è Gianluigi Nuzzi, in platea c'è molta Rai, un bel po' di addetti alle Pr, tanto Fatto quotidiano tra cui Andrea Scanzi, Gianni Barbacetto, Veronica Gentili, Luca De Biase (Sole 24 Ore) in quota nuove tecnologie, la ex santoriana Luisella Costamagna, Enrico Mentana. In tutto questo ecumenismo, così, salta malamente all'occhio la decisione di tenere fuori dalla porta il notista della Stampa, Jacopo Jacoboni reo, dicono gli organizzatori, di aver insultato Gianroberto Casaleggio, «fin sul letto di morte». «Questione personale, non politica», è la giustificazione che, francamente, peggiora solo la situazione.

DI MAIO: QUALCOSA SI STA MUOVENDO. Luigi Di Maio arriva verso le undici del mattino, il tempo di ribadire alle agenzie che lo aspettano fuori quello che già si sa: ovvero che la sua intervista ha spaccato il Pd anche se lui, genericamente, parla di “situazione in evoluzione” sia nel centrodestra che nel centrosinistra. In platea ci sono già – citando in ordine sparso, Alfonso Bonafede, Mario Giarrusso, Gianluigi Paragone, perfino quella Giulia Sarti “inciampata” nello scandalo rimborsi. E molti altri ancora.

FUSARO SUPERSTAR. A fare incetta di applausi è Diego Fusaro quando attacca a testa bassa quel centrosinistra con cui, pure, Di Maio vorrebbe trattare per fare il governo: «Le sinistre oggi sono demofobiche, nei loro programmi è come se il popolo non esistesse. La sinistra deve ripartire dal lavoro dagli sfruttati, non dai migranti».

Applaudito anche il sociologo Domenico De Masi quando parla di un reddito di cittadinanza che, in realtà, nelle ultime interviste di Di Maio non è poi così centrale: “Il reddito di cittadinanza è una cosa che non si può non fare a patto che si tenga conto che bisogna essere rapidi”. Rapidamente, qui, sembra che non si riesca nemmeno a fare un governo, figurarsi il reddito di cittadinanza. E però, dice Davide Casaleggio, oggi si fa cultura. Si parla dell'Italia tra cinque-dieci anni.

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