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19 Maggio Mag 2018 1844 19 maggio 2018

L'Europa vuole vietare piatti e bicchieri di plastica

Stop all'utilizzo per tutti quei prodotti che possono essere sostituiti da alternative ecologiche. La Francia l'ha già fatto: per loro il divieto scatta dal 2020. Gli Stati che inquinano pagheranno di più.

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L'Europa potrebbe presto vietare l'utilizzo di piatti, bicchieri e posate di plastica. Ma sono nel mirino anche i bastoncini per i palloncini e quelli per la pulizia delle orecchie, fino ai mozziconi di sigaretta. Secondo quanto risulta all'agenzia Ansa, è sicuro che entro la fine del mese l'esecutivo europeo aprirà un altro fronte nella guerra alla plastica lanciata ormai da oltre un anno, con una direttiva che prende di mira i rifiuti che si trovano più comunemente nei mari e sulle spiagge europee.

SULLE ORME DELLA FRANCIA. Per i prodotti per cui esistono alternative economiche, come le stoviglie, si punta al divieto, sulla scia di quanto già fatto da paesi come la Francia dove piatti, tazze e utensili in plastica saranno messi al bando dal 2020, fatta eccezione per quelli in materiali bio e compostabili. Per altri prodotti, per i quali le alternative ecologiche scarseggiano, si punterà a introdurre dei target di riduzione, come già accaduto per i sacchetti di plastica, oppure etichette per sensibilizzare i consumatori e a far assumere ai produttori la responsabilità di ritiro, riciclo e smaltimento finale. Una responsabilità che già esiste per una serie di imballaggi, ma che con la nuova direttiva verrebbe estesa a una quantità di altri prodotti, come le attrezzature da pesca.

BARRIERE CINESI. La riduzione dell'inquinamento da plastiche nei mari e l'aumento del riciclo sono diventati un obiettivo prioritario della Commissione Juncker. Urgenza dettata da motivi ecologici ma anche dalle nuove politiche ambientali della Cina, tradizionale destinazione di milioni tonnellate di rifiuti europei, che sta alzando barriere all'import di plastica e carta. Così nel pacchetto 'economia circolare' si prevede un target di riciclo per gli imballaggi in plastica del 55% entro il 2030. La Commissione ha già proposto di vietare l'impiego di microplastiche usate intenzionalmente in prodotti come i cosmetici, mentre sul fronte della produzione la strategia sulla plastica Ue prevede che entro il 2030 tutte le confezioni in plastica immesse sul mercato siano progettate per essere riutilizzabili e riciclabili.

CHI INQUINA PAGA. Come incentivo ai paesi per fare di più, la Commissione sta inoltre studiando un contributo finanziario nazionale straordinario da inserire nel bilancio Ue 2021-2027 e da calcolare sulla quantità di rifiuti di imballaggi in plastica non riciclati.

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