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21 Maggio Mag 2018 1802 21 maggio 2018

Pride Milano, il Consiglio regionale vota no

Contrari Forza Italia e Lega, favorevoli M5S e Pd. Confermata l'anticipazione di Fontana a L43. L'opposizione: «Siamo una Regione laica, questa decisione è un errore». Gli organizzatori: occasione persa.

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La Regione Lombardia ha negato il patrocinio al Pride di Milano, così come aveva annunciato il presidente della Regione Attilio Fontana in una intervista a Lettera43. Ad esprimersi negativamente è stato il Consiglio regionale, ente a cui è stato chiesto il patrocinio, attraverso l'ufficio di presidenza, con un voto che rispecchia le divisioni tra maggioranza di centrodestra e opposizione. A dire no è stato il presidente forzista Alessandro Fermi e i leghisti Francesca Brianza e Giovanni Malanchini. A favore Dario Violi (Movimento Cinque Stelle) e Carlo Borghetti, Pd, che ha così commentato: «Siamo una Regione laica in uno Stato laico. Trovo l'esito del voto un errore della maggioranza che governa la Lombardia». La parata si terrà il 30 giugno, anticipata da una settimana di eventi culturali e dibattiti.

GLI ALTRI NO. La Regione Lombardia ha detto no, nei giorni scorsi, anche al Pride di Varese. Anche in altri territori ci sono stati patrocini negati. In particolare ha fatto discutere, perché deciso da una istituzione retta da una maggioranza di centrosinistra, il no del presidente della Provincia di Trento al "Dolomiti Pride". Ugo Rossi l’ha definita «una parata folkloristica ed esibizionistica». Comune di Genova e Regione Liguria hanno negato il patrocinio al Pride di Genova, lo stesso è successo con il Comune a Novara. Il Pride quest'anno si tiene in 27 città. La prima manifestazione è stata quella di Bergamo, sabato 19 maggio. Chiude il Salento Pride a Gallipoli l'11 agosto.

GLI ORGANIZZATORI: OCCASIONE PERSA. Primo commento di Fabio Pellegatta, presidente di Cig Arcigay Milano: «La Regione aveva l'occasione di dimostrare di adempiere ai propri principi costituzionali, riconoscendo il valore di una manifestazione che ha tra i suoi principi quelli della libertà e della tutela di tutte le persone. Avevano l'occasione di dimostrare che la Regione Lombardia tutela i diritti di tutte e tutti i cittadini, ma evidentemente non hanno voluto farlo».

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