AQUARIUS
11 Giugno Giu 2018 1709 11 giugno 2018

Da Open Arms ad Aquarius, le crisi dei migranti nel Mediterraneo

La nave Open Arms rimase due giorni in mare, la Cap Anamur addirittura tre settimane. La scorsa estate Minniti minacciò la chiusura dei porti. Delrio: «Erano sbarcate 12 mila persone in pochi giorni ma decidemmo comunque di tenerli aperti».  

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Il caso della nave Aquarius, bloccata nel Mediterraneo per la decisione del governo italiano di chiudere i porti e ora diretta verso la Spagna, che si è offerta di accogliere i profughi, non è la prima crisi dei migranti che si verifica nelle acque al largo della Libia coinvolgendo diversi Paesi.

PER OPEN ARMS DUE GIORNI IN MARE. Il precedente più recente è quello della nave della ong spagnola Proactiva Open Arms: tra il 15 ed il 16 marzo l'imbarcazione salvò 216 migranti in acque internazionali dopo un braccio di ferro con una motovedetta della Guardia Costiera libica che reclamava il carico umano. L'equipaggio della nave umanitaria parlò anche di minacce e mitragliatori puntati da parte dei libici. L'Italia non autorizzò in un un primo momento l'attracco in un porto siciliano: «Spetta alla Libia che ha coordinato il soccorso», spiegò Roma, che sottolineò anche la vicinanza a Malta. Ma la ong si rifiutò di consegnare i migranti salvati ai libici e le autorità maltesi, come di consueto, non intervennero. Dopo 24 ore a bagnomaria, la Open Arms ricevette l'ok a sbarcare a Pozzallo, in provincia di Catania.

IL CASO DELLA CAP ANAMUR. Durò invece addirittura tre settimane l'odissea in mezzo al mare della Cap Anamur, nave tedesca che il 20 giugno del 2004 salvò 37 migranti a bordo di un barcone alla deriva in acque internazionali. Il Governo italiano vietò alla nave di sbarcare sostenendo che sarebbe dovuta approdare a Malta visto che era entrata in acque maltesi oppure, data la proprietà dell'imbarcazione, la Germania avrebbe dovuto occuparsi dei profughi salvati. Lo scaricabarile durò a lungo e solo il 21 luglio il caso, che alimentò polemiche internazionali, si risolse con l'autorizzazione di Roma a sbarcare a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento.

Sul caso Aquarius si è parlato molto del fatto che anche l'ex ministro dell'Interno Marco Minniti, nel luglio scorso, aveva minacciato di chiudere i porti. Il suo collega di governo, l'ex ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, intervenendo a Sky tg 24 ha raccontato come andarono le cose: «Con il ministro Minniti discutemmo di chiudere i porti in presenza di una gravissima emergenza: erano arrivati 12mila migranti in due giorni. Siccome i porti si possono chiudere solamente in presenza di gravi motivi di ordine pubblico, questo stabilisce il codice della navigazione, nonostante ci fossero problemi di accoglienza e ovviamente di sicurezza si valutò e io dissi che le condizioni dei nostri porti erano sufficientemente adeguate per poter permettere l'attracco. Poi abbiamo lavorato per evitare che queste cose si ripetessero, tanto è vero che gli sbarchi sono calati dell'85%».

GLI ACCORDI LA GUARDIA COSTIERA LIBICA. Secondo l'attuale capogruppo del Pd alla Camera non si può parlare di emergenza: «Assolutamente no, parliamo di 600 persone, 8mila chilometri di costa italiana. Ma a parte questo ricordo che abbiamo abbattuto già gli sbarchi con un'azione seria, congiunta con la guardia costiera libica, gli accordi internazionali: se si vuole evitare che sbarchino i migranti in Italia non bisogna lasciare in mare 700 persone, questo è contrario a tutti i codici umanitari e di diritto internazionale. Bisogna semplicemente lavorare con fatica e senza clamore facendo gli accordi, non isolandoci dall'Europa».

DELRIO: SBAGLIATO ALLEARSI CON ORBAN. Delrio ha poi criticato la posizione di Salvini e le sue alleanze internazionali: «Quelli che non hanno voluto i profughi arrivati sulle coste italiane sono i paesi dell'est, come l'Ungheria, con cui mi pare che il Ministro degli Interni voglia fare accordi. Mi pare che sia la strada sbagliata. Il Ministro Toninelli ha tutti gli strumenti per decidere, mi fa piacere che abbia detto che la guardia costiera svolge un ottimo lavoro, noi abbiamo difeso l'onore dell'Europa non solo dell'Italia con orgoglio, salvando vite umane. Spero che Toninelli continui su questa strada e non si faccia condizionare da questa confusione che sta cercando di creare Salvini per un po' di sua visibilità».

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