Saviano Diffamazione Gomorra
10 Agosto Ago 2018 1940 10 agosto 2018

Saviano condannato per diffamazione in Gomorra

Mancata rettifica a un passaggio del best seller l'autore e Mondadori devono risarcire di nuovo un imprenditore incensurato citato nel libro come affiliato a un clan. 

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Per non aver rettificato il passaggio del libro Gomorra in cui si legge che Vincenzo Boccolato, in realtà imprenditore incensurato che vive all'estero, fa parte di un clan camorristico con un ruolo non marginale in un traffico di cocaina, Roberto Saviano e la Mondadori Libri sono stati condannati a versare in solido 15 mila euro allo stesso imprenditore diffamato e già risarcito con 30 mila euro quattro anni fa per via di una sentenza diventata definitiva. A renderlo noto sono stati gli avvocati Alessandro Santoro, Sandra Salvigni e Daniela Mirabile, legali di Boccolato, precisando che il provvedimento, depositato il 7 agosto, è stato firmato dal giudice della prima sezione civile di Milano Angelo Claudio Ricciardi.

RIEDIZIONI NON CORRETTE SONO UN «NUOVO ILLECITO»

In sostanza Saviano e la casa editrice di Segrate, che dovranno anche pagare le spese processuali, come si evince dall'ordinanza, nonostante la precedente condanna hanno ritenuto di continuare a ristampare la stessa edizione, dal 28 novembre 2013, data della sentenza di primo grado, al gennaio 2016, senza depurarla delle espressioni diffamatorie. Per il giudice le riedizioni del best seller, con il passaggio incriminato, sono da ritenere un «nuovo illecito diffamatorio» con «caratteristiche del tutto analoghe a quelle già accertate in sede civile» non essendo stato «tempestivamente provveduto all'adozione delle necessarie precauzioni a tutela della reputazione del Boccolato». Precauzioni che sono o eliminare le affermazioni ritenute «dannose» sotto il profilo patrimoniale e non patrimoniale per l'imprenditore o aggiungere una postilla per informare i lettori della sentenza di condanna di qualche anno fa.

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