Incendi effetto serra Berlino Germania
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24 Agosto Ago 2018 1627 24 agosto 2018

Incendi, l'effetto serra brucia Berlino

600 pompieri a domare il rogo più grande della Germania. 300 ettari in fumo per i cambiamenti climatici. E le bombe della Seconda guerra mondiale non aiutano.

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I boschi potrebbero bruciare per ore ma, mettono in guardia i vigili del fuoco, «anche per giorni». Un esercito di 600 pompieri è stato chiamato a domare circa 300 ettari di fiamme, che potrebbero espandersi ancora a vista d'occhio, nonostante gli sforzi, perché le foreste in questione custodiscono diverse munizioni inesplose della Seconda guerra mondiale. Non siamo nel Sud Italia e neanche nella Grecia, dove a luglio gli incendi hanno ucciso un centinaio di persone, devastando la regione dell'attica, bensì nella Germania che quest'estate soffre anche per i fiumi in secca. Torrenti quasi prosciugati e campi di grano bruciati dal sole hanno rovinato i raccolti. Anche a Berlino si è confermata l'afa delle ultime estati: ad agosto per la canicola sono state distribuite creme solari e bottiglie d'acqua di refrigerio per i senza tetto.

L'INCENDIO PIÙ GRANDE DELLA GERMANIA

Un caldo così non si era mai visto, niente pioggia e va sempre peggio, di anno in anno. Proprio l'incendio che ha messo in fuga quasi 500 abitanti sfollati dai villaggi di Frohnsdorf, Klausdorf e Tiefenbrunnen è divampato nell'hinterland della capitale tedesca, nelle grandi foreste tra la riserva naturale della Spreewald e Potsdam. Un incendio così grande in Germania non si ricorda a memoria d'uomo: non ci sono morti, né feriti, ma la circolazione di alcuni treni regionali è stata rallentata. I vigili del fuoco lottano contro un forte di vento per spegnere i focolai. I due aeroporti della capitale non hanno risentito delle raffiche che alimentano le fiamme, ma nei quartieri sud orientali di Berlino che distano una 50ina di chilometri si sono tenute il più possibile chiuse le finestre, per il fumo propagato.

L'effetto serra in Svezia.
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IL PERICOLO DEI RESIDUI BELLICI

L'incendio Ha colto alla sprovvista il Land del Brandeburgo, per l'enormità delle dimensioni. Ma non è il primo di questa estate eccezionale per i tedeschi, anzi. A Francoforte e nella Germania Est da un paio di settimana era scattata la massima allerta incendi per le temperature torride che hanno sfiorato i 38 gradi a Colonia, il massimo del 2018 nell'intera Germania. Alla fine di luglio, circa 200 vigili del fuoco erano corsi a placare le fiamme che si stavano propagando a sud ovest di Berlino, sempre nei boschi che circondano Potsdam. Due autostrade furono parzialmente chiuse per il fumo intenso e anche in quel caso si temette per l'esplosione di bombe della Seconda guerra mondiale, un problema comune a tutto il territorio tedesco. Nella Bassa Sassonia, si è registrato il record di chiamate per incendi, oltre 350, in aumento anche in altre regioni.

L'EFFETTO SERRA BRUCIA LA SVEZIA

Un «inferno di fuoco» causato dai cambiamenti climatici. La siccità è comparsa da qualche anno in Germania, fiumi con poca acqua anche in inverno rispetto al passato, che d'estate si seccavano, un fenomeno velocemente aggravato. La tendenza è comune a tutta l'Europa settentrionale che questi mesi risente di un clima bollente nell'emisfero nord. A luglio mentre il bilancio dei morti in Grecia si faceva sempre più drammatico, in Gran Bretagna due persone morivano per il gran caldo, che ha messo in crisi anche l'alta velocità nel tunnel della Manica. A Parigi si sono incendiate delle cabine elettriche, lasciando al buio 16 mila abitazioni. E la Svezia ha affrontato una vera e propria emergenza incendi: un'80ina di roghi ha lambito il Polo Nord, mentre al circolo polare artico la colonnina di mercurio segnava - 20° in più del normale - e i meteorologi scandivano due parole: «Effetto serra».

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