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29 Agosto Ago 2018 1530 29 agosto 2018

Vanessa Redgrave: «Bestemmierei per ciò che non si fa sui migranti»

L'attrice, a Venezia per ricevere il Leone d'oro alla carriera, indignata sul tema dei profughi: «Il mio governo non capisce niente, è contro la legge, fa cose che mi fanno vergognare»

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Un ruggito dei suoi direttamente dal red carpet del Lido nel giorno dell'inaugurazione della 75esima mostra del cinema di Venezia. Vanessa Redgrave, 81 anni, decine di premi tra cui un Oscar (per Giulia di Zinnemann nel 1978), attrice britannica figlia d'arte, è da sempre un'attivista dei diritti politici e sociali. E non ha perso la voglia di combattere, come dimostra una sua dichiarazione sul drammatico tema dei migranti e sul perché l'Europa non sia nei fatti accogliente. «Peso le parole ma mi verrebbe di bestemmiare su quanto non si fa sui rifugiati. I nostri governi hanno perso il senso della realtà e l'umanità», ha commentato l'attrice, che nella serata dell'inaugurazione è in programma che venga premiata con il Leone alla carriera.

«IL MIO GOVERNO FA COSE CHE MI FANNO VERGOGNARE»

«Il mio governo non capisce niente, è contro la legge, fa cose che mi fanno vergognare», ha aggiunto l'attrice che nel 2017 a 80 anni ha debuttato come regista con Sea Sorrow - Il dolore del mare, un documentario proprio sul tema dei rifugiati girato tra i campi profughi della Grecia e della 'giungla' di Calais. «Non ho deciso di fare la regista ma tengo così a cuore questa situazione terribile come solo chi conosce i fatti può capire, che è stata praticamente una necessità». «Fatti», ha proseguito accalorandosi in italiano, «che ho vissuto sulla mia pelle durante la seconda guerra mondiale quando come centinaia di migliaia di bambini londinesi siamo stati mandati via nelle campagne per il pericolo nazista e siamo diventati degli 'evacuati', dei 'rifugiati' nel nostro paese. Allora i piccoli paesi ci accolsero e mi chiedo perchè i governi di oggi non si impegnino a proteggere i rifugiati, è un preciso dovere delle nazioni».

«HO UNA GRANDE RABBIA DENTRO PER L'INSENSIBILITÀ CHE VEDO INTORNO»

Quando venne al mondo la sua nascita fu annunciata sul palcoscenico da sir Laurence Olivier, «è nata una stella» disse agli spettatori - è lei stessa a ricordarlo su sollecitazione di un giornalista - mentre il padre, Michael Redgrave, altro grande attore, lasciava il teatro per correre a vedere la neonata. «Io una stella? No! Sono nata in un periodo terribile, bambini consapevoli di essere in guerra, mi mettevo elmetto di latta e bastone di legno come fucile, pronta alla resistenza contro gli invasori, ad aiutare il mio paese». «Mi sento una grande rabbia dentro per l'insensibilità che vedo intorno. Come possiamo non accogliere madri che rischiano il mare mettendo in pericolo i loro bambini? I piccoli paesi sono la soluzione, anche qui in Italia. Avrebbero lavoro ad esempio nella ricostruzione dei terremoti».

RIFIUTÒ UN'ONOREFICIENZA DA BLAIR

Le convinzioni politiche della Redgrave, accompagnata dal marito Franco Nero, la portarono a rifiutare nel '99 un'onorificenza di commendatrice dell'impero britannico: «Mai avrei accettato un premio da Blair che ha portato il mio Paese in guerra basandosi su una menzogna», distinguendo invece l'operato della Corona inglese, «ho molto rispetto per le azioni di Carlo e William».

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