Cosa Vuol Dire Populismo Metodo Scientifico
RIFLESSIONI IN BICICLETTA
10 Settembre Set 2018 1020 10 settembre 2018

Se conoscessimo Darwin saremmo meno populisti

 Solo sbagliando si progredisce. E quindi anche i competenti possono farlo. L'indignazione contro di loro nasce dal mancato riconoscimento del ruolo dell'errore.

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Il rifiuto della scienza e in generale della competenza è in una fase molto elevata di popolarità. La crescita di consenso dei movimenti "populisti" la si deve anche alla ridotta sensibilità alle obiezioni "competenti". D'altra parte, si sente dire, all’inizio del XX secolo fu brevettato il cemento-amianto, un materiale chiamato Eternit (con riferimento al latino aeternitas per rimarcarne l'elevata resistenza), i competenti hanno fatto costruire capannoni e tettoie con questo prodigioso materiale per poi "scoprire" che l'eternit è cancerogeno e va smantellato ovunque si trovi. Negli stessi anni in cui si iniziava a smantellare l'eternit dai più diversi manufatti edili, in televisione veniva trasmessa la pubblicità che enumerava le qualità dello zucchero (lo spot suonava «lo sai che il cervello ha bisogno di zucchero?» e «lo zucchero è vita»), oggi suonano ricorrenti i moniti sull'uso dello zucchero: è «il killer silenzioso che causa malattie cardiache». Non è nemmeno la prima volta che in tavola si portano cose che qualche anno dopo paiono follia, come la famosa «acqua radioattiva» pubblicizzata con orgoglio dalla Lurisia, nello stesso periodo in cui si consigliava di lavarsi con sapone radioattivo e di usare occhiali con lenti al radio, che «preservano, aumentano e rinforzano la vista».

Alcuni sono convinti che il governo tecnico abbia originato la crisi, anziché ricordare che è stato nominato per gestirla, un po' come chi vedendo il chirurgo con le mani sporche di sangue lo accusa di aggressione

La lista potrebbe proseguire molto a lungo, in uno slalom tra l’alternanza di consigli sull'allattamento («meglio il latte naturale», «no meglio in polvere»), di trattamenti medici (come la tonsillectomia a tappeto degli Anni 80) o sugli effetti del fumo. Questa lunga sequenza di errori clamorosi autorizza un certo scetticismo verso i consigli dei “competenti”, a qualunque categoria essi appartengano. In un momento storico come quello in cui viviamo, con un elevato carico di rabbia sociale, taluni alimentano persino il dubbio che certi errori non siano affatto casuali, ma perpetrati solo per scopo di lucro. Questi richiami a istinti sopiti stanno trasformando un ragionevole scetticismo verso le posizioni dogmatiche, in una sorta di dogmatismo all’incontrario: se un argomento viene esposto da un "competente" allora è certamente una sciocchezza detta probabilmente in malafede, meglio affidarsi agli incompetenti: sbaglio per sbaglio, meglio quelli che sbagliano in buona fede. Una deduzione ancora più forte se applicata all'economia, vuoi perché non è una scienza esatta, vuoi perché si riverbera sui risparmi e sui redditi, concedendo maggior sponda a chi sospetta malafede. Ad aggravare la situazione contribuiscono la fragilità della memoria e la difficoltà di certi argomenti: alcuni sono convinti che il governo tecnico abbia originato la crisi, anziché ricordare che è stato nominato per gestirla, un po' come chi vedendo il chirurgo con le mani sporche di sangue lo accusa di aggressione (se non di peggio). In altri casi si arriva perfino a dileggiare la competenza come fosse una sorta di snobismo insensato, in scia alla smania di tramutare ogni colto in un volgare saccente. In questo ragionamento che appare lineare c'è però un salto logico: l'errore ha una sua funzione essenziale, come ben enunciato dallo schema di funzionamento del metodo scientifico illustrato nell'immagine qui sotto.

L'incompetente incappa nell'errore ma non può sfruttarlo, di certo non al meglio. Non persegue un metodo, si ritrova nelle situazioni. Sebbene la paternità ufficiale del metodo scientifico, nella forma rigorosa sopra definita, sia attribuita storicamente a Galileo Galilei, si trovano tracce di radici filosofiche sull’argomento anche nell'antichità, nel Medioevo e nel Rinascimento. In effetti l'intera teoria dell’evoluzione di Darwin si basa sulla ripetizione ininterrotta del principio del trial & error. Le competenze non sono dunque da disprezzare, bisogna certamente non pretendere che competenza significhi infallibilità. Di certo se si desidera fuggire dalla fallibilità correre fra le braccia degli incompetenti non appare come la strategia migliore, a meno di voler credere che Galileo e Darwin abbiano preso abbagli clamorosi (ancorché tutte le scoperte scientifiche siano discese dal metodo galileiano). Allo stesso tempo i competenti devono ugualmente ricordarsi di non essere infallibili: se lo fossero l’evoluzione non avrebbe possibilità di procedere. L’errore è un elemento essenziale al progresso, che si raggiunge attraverso il confronto di idee. Accettare di dibattere anche con chi sta su posizioni antitetiche è molto più produttivo di zittire l'interlocutore dandogli dell'ignorante, mettendosi sul piedistallo della competenza, l'unico effetto che si ottiene è di radicalizzare ulteriormente un soggetto che, se davvero il competente ha ragione, è su posizioni errate perché confuso. Vedremo quindi se la recente svolta europeista e moderata assunta dal governo verrà recepita dall’opinione pubblica come un tradimento o un avanzamento, quel che è certo è che avere un progresso dobbiamo tutti avere maggiore indulgenza verso l’errore, ricordandoci che nessuno è perfetto, prima di tutto i competenti.

*Questa è l'anteprima della rubrica che l'Alieno gentile, nom de plume dietro cui si nasconde un manager finanziario, terrà ogni mercoledì su Lettera43.it dal titolo: Riflessioni in bicicletta ...perché chi non fa pedalare il cervello, cade.

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