Cristiano Ronaldo Stupro Prove
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6 Ottobre Ott 2018 2014 06 ottobre 2018

Le prove sul presunto stupro di Cristiano Ronaldo

Le rivelazioni del legale dell'accusatrice del campione portoghese a Der Spiegel: le dichiarazioni della donna, il vestito e biancheria intima depositate nel 2009 sarebbero state smartite della polizia.

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Un gol alla Dacia Arena e uno in Nevada: un sabato trionfale per Cristiano Ronaldo. Mentre il campione portoghese stava trasciando la 'sua' Juventus alla vittoria sulla squadra friulana è arrivata una notizia che potrebbe pesare in maniera determinante sulla vicenda della denuncia di stupro nei suoi confronti. Secondo quanto ha fatto sapere a Der Spiegel Leslie Mark Stovall, il legale dell'accusatrice di CR7, le prove a carico dello juventino non ci sono: sono andate perse le dichiarazioni fatte nel 2009 alla polizia dalla accusatrice, Kathryn Mayorga. E per sovraccarico non esistono più il vestito e la biancheria intima che la donna avrebbe indossato la sera del presunto assalto e che aveva consegnato alla polizia di Las Vegas, nel Nevada, come prova inconfutabile.

RONALDO PROTAGONISTA ANCHE A UDINE CON LA JUVE

Proprio mentre la notizia faceva il giro del mondo, Ronaldo è stato protagonista assoluto protagonista sul campo: prima ha firmato un autografo su una figurina Panini a un bambino che era riuscito a eludere i controlli della security, interrompendo il proprio riscaldamento, poi ha segnato la rete del raddoppio contro l'Udinese, suggellando il successo dei bianconeri piemontesi su quelli friulani.

L'APPOGGIO DI MAMMA DOLORES E DI... YAMAMAY

Il buon viatico all'attaccante lo aveva dato la madre Maria Dolores Alveiro, incoraggiandolo su Instagram: «Buona fortuna figlio, anche alla tua squadra, perché insieme siamo più forti. Forza Juventus». Un post che ha raccolto centinaia di commenti. Nella mattinata di sabato 6 ottobre Cristiano aveva incassato l'appoggio della Yamamay che ha confermato piena fiducia nel giocatore, testimonial dell'azienda: «Vicenda inverosimile». E se gli sponsor statunitensi hanno preferito prendere le distanze dal portoghese, il marchio di biancheria intima del quale CR7 è icona da qualche settimana (le sue foto in boxer sono il leit motiv della campagna), non ci pensa proprio ad abbandonarlo. Una giornata trionfale per il Pallone d'Oro.

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