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16 Ottobre Ott 2018 1242 16 ottobre 2018

Cosa sappiamo sull'abolizione del numero chiuso a Medicina

Per il governo è un «obiettivo politico» a medio termine. Un «buon auspicio» per Bussetti.  Ma l'addio al test di ammissione non convince l'Istituto superiore di Sanità. 

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Tra le norme del disegno di legge relativo al Bilancio di previsione dello Stato per il 2019 c'è anche l'abolizione del numero chiuso per Medicina. Il testo è chiaro: «Si abolisce il numero chiuso nelle facoltà di Medicina, permettendo così a tutti di poter accedere agli studi». Quindi addio test di ammissione (leggi anche test di Medicina, proteste e polemiche). Un punto inserito fatto all'insaputa del ministro dell'Istruzione Marco Bussetti. Poco dopo è arrivata la precisazione di Palazzo Chigi: «Si tratta di un obiettivo politico di medio periodo per il quale si avvierà un confronto tecnico con i ministeri competenti e la Conferenza dei Rettori delle università italiane, che potrà prevedere un percorso graduale di aumento dei posti disponibili, fino al superamento del numero chiuso» (leggi il parere del sindacato dei medici sul numero chiuso). A dispetto della nota ufficiale di Palazzo Chigi, il leader della Lega e vicepremier Matteo Salvini si è dichiarato «contrario al numero chiuso nelle facoltà scientifiche». Il ministro degli Interni ha affermato perentorio: «c'è bisogno di ingegneri e medici». Ecco cosa sappiamo finora.

IL MINISTRO VUOLE ALLARGARE LA PLATEA DEGLI ISCRITTI

Le parole scritte dal governo non lasciavano spazio a interpretazioni: «Si abolisce il numero chiuso nelle facoltà di Medicina, permettendo così a tutti di poter accedere agli studi». Successivamente, però, il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti ha smentito le informazioni contenute nel disegno di legge, definendo l'abolizione del test d'ingresso comunque un «buon auspicio». Il ministro ha quindi ribadito l’impegno del governo ad allargare il numero degli iscritti alla facoltà di Medicina. Il test d’accesso ora è estremamente selettivo: dei quasi 70 mila studenti che provano ogni anno, solo 10 mila possono entrare.

PALAZZO CHIGI: «VIA IL NUMERO CHIUSO, MA NON SUBITO»

Palazzo Chigi ha confermato che la presidenza del Consiglio sta sì lavorando al superamento del numero chiuso a Medicina, ma nel medio periodo. «Occorre avviare un serio dialogo con i ministeri competenti e con i Rettori dell’università italiane per un aumento graduale dei posti disponibili fino al superamento del numero chiuso», si legge in una nota. Lo ha confermato anche la ministra della Salute Giulia Grillo. «I tempi non saranno brevissimi, bisogna fare il tavolo con il Miur, confrontarci con le università. Sarebbe una rivoluzione. Quindi bisogna approcciare il tema con grande responsabilità», ha spiegato. Aggiungendo: «C'è l'idea di superare il metodo attuale: se toglierlo definitivamente adesso oppure andare progressivamente verso una eliminazione, questo ancora non lo possiamo dire. Ci dobbiamo confrontare con il Miur. Dobbiamo avere da loro l'ok».

GRILLO: «IL CRITERIO PER ACCEDERE NON È MERITOCRATICO»

La ministra pentastellata ha sottolineato che oggi «il criterio per accedere a Medicina non è assolutamente meritocratico e quindi dobbiamo incidere su questo. Non è un criterio che seleziona i migliori ma semplicemente chi ha più memoria». «Lo dico», ha puntualizzato, «perché ci sono passata in prima persona e so in cosa consiste l'esame. Dobbiamo adattarci ai tempi che cambiano e al fatto che il numero di medici formati e specializzati è probabile non sia sufficiente, specie se poi avremo la quota per i pensionamenti. Metteremo il massimo impegno per arrivare brevemente a un testo condiviso».

L'ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ: «DECISIONE FOLLE»

La notizia di una possibile abolizione del numero chiuso ha scatenato le polemiche. Secondo Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, si tratta di «una decisione folle»: non ci sarebbero le coperture economiche e le borse di specializzazione dei laureati non potrebbero essere finanziate.

GLI STUDENTI: «IL GOVERNO PARLA PER SLOGAN»

Per l’Unione degli Universitari (Udu) l’eliminazione del numero chiuso a Medicina non è una strada praticabile. «Il governo continua a parlare per slogan vuoti e a fare campagna elettorale», ha dichiarato il coordinatore Udu Enrico Gulluni. «L’attuale sistema va superato, ma senza coperture economiche si rischia soltanto di mandare in tilt l’università. Occorre un serio confronto e dialogo con gli studenti da parte del governo», ha affermato infine.

L'ORDINE DEI MEDICI: «SI FACCIA UN PASSO INDIETRO», MA SALVINI NON CI STA

A seguito delle numerose ritrattazioni del governo, anche il mondo medico ha avanzato delle perplessità. Il presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anello ha esplicitamente chiesto che «venga fatto un passo indietro». «Ci sono quindicimila medici laureati privi della possibilità di specializzarsi nella Medicina Generale in maniera da poter poi entrare nel Servizio Sanitario Nazionale, e che chiedono risposte precise alla loro condizione di precarietà», ha ammonito il rappresentante dell’Ordine. Anello si è domandato a che cosa possa servire «sfornare migliaia di medici laureati senza le competenze necessarie per entrare nel nostro Servizio Sanitario Nazionale». E ha concluso: «è pericoloso lasciare i giovani intrappolati in un limbo dal quale è sempre più difficile affrancarsi, a meno di non fuggire all'estero per specializzarsi e poi lavorare». Il vicepremier e capo della Lega Matteo Salvini ha invece espresso un parere opposto alle rimostranze di Anello, dichiarando: «sono da sempre contro il numero chiuso per le facoltà scientifiche: in Italia servono più medici e ingegneri».

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