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9 Novembre Nov 2018 1957 09 novembre 2018

Assunzioni e tecnologia: il piano Asl per il rilancio

Dal ricambio generazionale dei medici al fondo per l'innovazione: il decalogo dellla Fiaso per far uscire il Ssn dalla «depressione».

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Un piano in dieci punti, che parte dal ricambio generazionale dei medici e da un fondo per l'innovazione per combattere il senso di 'depressione' che attanaglia il Servizio sanitario nazionale. A lanciare l'idea è stata la Fiaso, la Federazione delle aziende ospedaliere, a conclusione dei tre giorni di convention. Il decalogo è basato su dieci sfide, da quella delle malattie croniche a quella del 'capitale umano'. Si chiede ad esempio di garantire con nuove assunzioni una staffetta generazionale nel comparto sanità, dove l'età media dei professionisti supera oramai i 50 anni, ma anche un fondo straordinario per l'innovazione in sanità da 5 miliardi l'anno da finanziare extra Fondo sanitario con gli stanziamenti comunitari destinati a progetti innovativi.

FIASO: «PRIORITARIO INVESTIRE NEL CAPITALE UMANO»

È importante anche, sottolineano gli esperti Fiaso, una gestione centralizzata dei big data sanitari da valorizzare e proteggere perché patrimonio dei cittadini particolarmente ambito dalle grandi multinazionali. Il tema principale resta quello del personale, ha spiegato il presidente Francesco Ripa di Meana, che nel discorso finale dell'evento, che ha visto oltre 3 mila professionisti, ha lanciato anche un segnale di speranza. «È prioritario investire in quella che è una risorsa essenziale del nostro Ssn: il capitale umano - ha affermato -. E occorre farlo con assunzioni che siano da spinta alle nuove competenze, sempre più rilevanti per la gestione del paziente, le infrastrutture, la gestione dei processi, la valorizzazione delle tecnologie. Noi siamo abituati a rialzarci dopo i periodi bui, e possiamo farlo anche in questo caso, vincendo la depressione che vediamo in giro riguardo al Servizio Saitario Nazionale, che invece è vivo e vegeto».

STRUTTURE, MACCHINARI E PROCESSI ORGANIZZATIVI OBSOLESCENTI

Resta per il comparto un problema di risorse, è emerso dalle varie sessioni. «Siamo il Paese che spende meno in tutto il mondo occidentale in sanità», ha sottolineato Giovanni Monchiero, past president della Federazione, «ma nonostante ciò abbiamo buoni risultati, perché possiamo contare su capacità gestionale e ottimi professionisti. Nonostante le ristrettezze economiche degli ultimi anni il sistema ha retto, ma non si è innovato: abbiamo strutture, macchinari e anche processi organizzativi obsolescenti». Questo il tema fondamentale dei prossimi anni e a fronte del quale, però, «la manovra non garantisce neppure il minimo della sopravvivenza del sistema».

CARICO BUROCRATIO ECCESSIVO E STRESS DA LAVORO

Dalle sessioni sono emersi anche altri problemi che colpiscono le aziende sanitarie. Poco più di uno su due, tra i quadri e i dirigenti, pensa ad esempio che sia «molto pesante» il carico di incombenze burocratiche. Un dato simile è riscontrato tra chi pensa che gli accorpamenti aziendali che si sono succeduti negli anni abbiano provocato difficoltà gestionali. E tra le emergenze da affrontare c'è quello dello stress da lavoro correlato. «Le criticità principali sono proprio quelle nella connessione che deve diventare più stretta tra middle e top management - ha rilevato il vicepresidente Fiaso Valerio Fabio Alberti - ed è proprio in quest'area che stiamo lavorando». Proprio il middle management, ha spiegato Alberti, è al centro di un progetto con diverse università per mappare le competenze di queste figure, in modo da verificare eventuali gap di competenze.

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