No a Stuttgart 21
Polemiche
8 Ottobre Ott 2010 0815 08 ottobre 2010

Stoccarda, cantiere chiuso

Comitati di cittadini e ambientalisti protestano contro il progetto.

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Pierluigi Mennitti

Parte male il tentativo di mediazione offerto dal governo del Baden-Württemberg ai comitati di protesta dei cittadini, che contestano il progetto miliardario della nuova stazione ferroviaria di Stoccarda, passato alle cronache con la sigla “Stuttgart 21”.
L’uomo incaricato del dialogo con i manifestanti, che a decine di migliaia da settimane dimostrano per le vie della città e attorno ai cantieri dei lavori, è Heiner Geißler, 80 anni, un irregolare della politica, cristiano-democratico di lungo corso, ex segretario del partito, oppositore di Helmut Kohl, ex ministro, oggi vicino alle posizioni solidariste di Angela Merkel e, soprattutto, membro attivo dell’organizzazione antiglobal Attac.
Accettando il ruolo di mediatore, ha convocato una conferenza stampa e annunciato il blocco dei lavori per tutta la durata delle trattative: «È una condizione necessaria, una tregua, come in ogni battaglia quando ci si siede al tavolo per discutere». Non passano neppure due ore e il presidente del Land, Stefan Mappus, cristiano-democratico anche lui, rilascia cinque semplici parole che riportano tutto in altomare: «Non c’è alcun blocco dei lavori».

Un blocco che costa

«Così il caos è completo», ha commentato lo Spiegel riassumendo le ore convulse della giornata. «Nella conferenza stampa», ricostruisce il giornale, «tenuta proprio nell’androne della vecchia stazione che sarà demolita, Geißler ha annunciato di aver concordato la sospensione dei lavori con il presidente Mappus e con il capo della Deutsche Bahn, Rüdiger Grube, per dare ai cittadini il segnale tangibile della buona volontà della politica di affrontare nel merito le ragioni della protesta. «Mappus è un uomo ragionevole e intelligente», aveva detto l’anziano politico, sottolineando il giudizio positivo con un aggettivo in tipico dialetto svevo: Käpsele.
Un trucco da politico navigato, quello di utilizzare il gergo dialettale. La svevità, se così si può definire, è uno dei motivi che hanno spinto Mappus a scegliere Geißler, originario proprio di queste zone, con la speranza di ricucire con i cittadini un filo di dialogo dopo giorni di battaglie. Ma l’anziano mediatore è anche una personalità difficilmente gestibile e potrebbe aver forzato la mano.
Lo stop ai lavori ha colto tutti di sorpresa, racconta lo Spiegel, perché sia Mappus che Grube lo avevano sempre escluso: il primo ancora una volta nell'ultima seduta del Lantag, il secondo perché ogni giorno di sospensione costerebbe alle ferrovie ingenti perdite finanziarie.

La maggioranza del Land traballa

La notizia occupa le prime pagine di tutti i giornali tedeschi. L’empasse tra mediatore e governo regionale rischia di esacerbare ancor di più gli animi proprio quando sembrava che si fosse trovata una soluzione per costringere le due parti a tornare a parlarsi.
Tanto più che tra cinque mesi si vota proprio per il rinnovo di parlamento e governo del Baden-Württemberg e i sondaggi per i partiti di maggioranza (Cdu e liberali, stessa coalizione del governo federale) sono catastrofici.
Il progetto contestato, uno dei più impegnativi della recente storia tedesca, consiste nell’abbattimento della vecchia stazione centrale di Stoccarda e nella costruzione di un nuovo, avveniristico edificio sotterraneo lungo il quale dovrebbero transitare le linee dell’alta velocità. Un piano futuristico, che prevede anche l’abbattimento degli alberi della piazza antistante e la realizzazione di un’area completamente nuova.
Allo stesso tempo un piano oneroso, i cui costi - suddivisi fra Deutsche Bahn, governo federale, Land regionale, comune di Stoccarda e società aeroportuale - sono lievitati nel corso degli anni. Tanto che nessuno è in grado oggi di quantificarli con precisione: le stime variano dai 7,4 miliardi di euro della Deutsche Bahn agli 11 dell’agenzia federale dell’ambiente.

Nelle mani dello "scarafaggio eremita"

Per questo i cittadini protestano. Le manifestazioni si sono intensificate nell’ultimo mese sulla falsa riga delle Montagsdemonstrationen, i "cortei del lunedì" di Lipsia che nel 1989 diedero la spallata decisiva al regime della Ddr.
E sono culminate una settimana fa in violenti scontri fra dimostranti e polizia, proprio di fronte ai cantieri aperti, con decine di feriti e reciproche accuse. La protesta, partita su basi civiche, ha ormai assunto connotati politici da quando i verdi hanno preso apertamente le distanze dal progetto. Si stanno studiando anche contromisure che vanno al di là delle manifestazioni di piazza, come la possibilità di indire un referendum popolare o di avanzare ricorsi.
Uno di questi, presentato dagli ambientalisti all’agenzia federale delle ferrovie (Bda), potrebbe portare almeno al blocco dell’abbattimento degli alberi: come rivela il quotidiano popolare Bild sui loro tronchi vivono insetti rarissimi, tra cui lo scarafaggio eremita, in via d’estinzione, parente stretto dello scarabeo egiziano.
Sarà lui, si chiede ironicamente il quotidiano, a riuscire laddove stanno fallendo migliaia di cittadini? Un'ultima citazione per la Süddeutsche Zeitung che ricostruisce la lunga storia del progetto, dalle sue origini ormai più che ventennali fino alle proteste di questi giorni.

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