Medio Oriente
2 Aprile Apr 2011 0826 02 aprile 2011

Siria, 10 morti nel venerdì dei martiri

I cittadini tornano in strada contro il presidente al Assad.

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Sono almeno dieci i morti in Siria durante le manifestazioni indette il 1 aprile per il 'venerdì dei martiri'. I cittadini erano scesi in strada in tutto il Paese per esprimere la propria delusione dopo l'atteso discorso del capo di Stato Bashar al Assad che, dopo i tumulti delle settimane scorse, aveva promesso «riforme importanti» ma si è invece limitato ad accusare infiltrati stranieri e facinorosi di «fomentare il caos».
A Damasco come a Daraa, epicentro delle proteste, i siriani si sono dati appuntamento dopo la rituale preghiera del venerdì e hanno scandito slogan contro al Assad, provocando la dura risposta della polizia.
Nel cortile della moschea di Duma, sobborgo nord-orientale della capitale, si erano trovate circa 2 mila persone, contro le quale agenti anti-sommossa hanno sparato gas lacrimogeni. Le forze dell'ordine hanno aperto il fuoco: i testimoni oculari hanno riferito di una decina di uomini uccisi. Decine di manifestanti sono stati arrestati e picchiati.
I cittadini sono tornati in strada anche a Daraa, nel Sud povero dove i tumulti erano scoppiati a metà di marzo, e nella città di Homs. Qui le forze dell'ordine hanno sparato sulla folla.
Sale così il bilancio delle vittime dall'inizio della rivolta. Il governo ha parlato finora di 70 vittime degli scontri, ma secondo le associazioni umanitarie e le fonti mediche locali sarebbero almeno 150.

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