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Fermo per la guardia che ha ucciso banditi

L'accusa è di duplice omicidio volontario. Ha esploso 15 colpi.

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È dovuto alla gravità indiziaria e a un possibile pericolo di fuga il provvedimento di fermo della Procura di Brescia nei confronti della guardia giurata di 34 anni di origine campana che il 4 aprile ha ucciso due rapinatori (leggi l'articolo).
Tra gli elementi presi in considerazione dalla Procura ci sono il numero di proiettili esplosi, tutti e quindici quelli contenuti nel caricatore, ma anche il fatto che la guardia giurata mentre sparava stesse avanzando nella direzione dei rapinatori che cercavano di fuggire. I proiettili, diretti verso l'auto, inoltre, sono stati esplosi prevalentemente ad altezza d'uomo. Elementi, questi, che sembrerebbero deporre più per la decisione di colpire con una precisa volontà, che per una situazione verificatasi per le conseguenze di un dolo eventuale.
Sempre secondo la Procura, non ci sarebbero elementi in questa fase della ricostruzione della vicenda, tali da alleggerire la posizione della guardia giurata.
LE PAROLE DEL PROCURATORE. «Gli elementi fin qui acquisiti impongono la qualificazione giuridica del duplice omicidio volontario con l'esclusione degli esimenti della legittima difesa e dell'uso legittimo delle armi'. Così il procuratore di Brescia, Nicola Maria Pace, ha spiegato le ragioni del fermo con l'accusa di duplice omicidio volontario della guardia giurata che ha ucciso due rapinatori. Secondo la Procura, non ricorrono né l'esimente della legittima difesa né quella del legittimo uso delle armi in quanto, stando agli elementi acquisiti, la guardia giurata si sarebbe diretta verso l'auto dei rapinatori che stavano fuggendo (da qui l'esclusione della legittima difesa) mentre, non essendo pubblico ufficiale, era legittimato a utilizzare l'arma da fuoco solamente all'interno dell'istituto di credito in cui, in quel momento, si trovava per servizio.
LA DINAMICA DEI FATTI. Sono stati tre i colpi sparati dalla guardia giurata che hanno ucciso Otello Astolfi, 62 anni, e Ivan Alpiniano, 38, i due rapinatori morti nella rapina di ieri a Quinzano d'Oglio, nel bresciano.
La vettura sulla quale stavano fuggendo è stata raggiunta da numerosi proiettili ma Astolfi è stato colpito due volte alla schiena mentre il più giovane è stato raggiunto all'inguine da una pallottola che gli ha reciso l'arteria femorale.
Sia i due rapinatori uccisi, sia quello che è stato catturato in seguito, Dario Delle Grottaglie, avevano un curriculum criminale di tutto rispetto. Delle Grottaglie, in particolare, era stato condannato per una serie di rapine ma anche per associazione a delinquere di stampo mafioso.
I carabinieri di Brescia e di Verolanuova stanno ancora lavorando per accertare l'eventuale presenza di una quarta persona che, però, nessuno avrebbe visto sul posto. La procura della Repubblica di Brescia sta lavorando alla richiesta della convalida dell'arresto per duplice omicidio volontario a carico della guardia giurata.

5 Aprile Apr 2011 1445 05 aprile 2011
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