SIRIA
2 Maggio Mag 2011 1821 02 maggio 2011

Damasco, 180 arresti tra gli anti-regime

È scomparsa una giornalista di Al Jazeera: Dorothy Parvaz, 39 anni.

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Le forze di sicurezza siriane hanno effettuato circa 180 arresti il 2 maggio nella periferia nord di Damasco, centro di massicce manifestazioni che si sono intensificate con il passare dalle settimane. Le stesse forze di sicurezza hanno dato 15 giorni di tempo per consegnarsi agli autori delle 'infrazioni', mentre è stato lanciato un appello per nuove manifestazioni in segno di solidarietà con la città assediata di Daraa, nel sud del Paese e teatro della protesta anti-regime senza precedenti esplosa a partire da metà marzo scorso.

Sparita una giornalista di Al Jazeera

Nelle stesse ore l'emittente tivù satellitare Al Jazeera ha perso i contatti con una sua giornalista in Siria e, esprimendo «preoccupazione», chiede tramite il suo sito web la «cooperazione» delle autorità siriane per avere informazioni su di lei. Dorothy Parvaz, 39 anni, «cittadina americana, canadese e iraniana», è partita da Doha per la Siria venerdì scorso e Al Jazeera non è riuscita contattarla sin «da quando è scesa da una aereo della Qatar Airways a Damasco», afferma l'emittente. «Siamo preoccupati per la sicurezza e la salute di Dorothy. Chiediamo piena cooperazione alle autorità siriane per sapere come sia stata accolta all'aeroproto e dove si trovi attualmente. Vogliamo che torni da noi immediatamente» ha affermato un portavoce di Al Jazeera.

Il monito della Francia: «Il regime cadrà»

Intanto il capo della diplomazia francese, Alain Juppé, ha affermato nelle prime ore del 2 maggio che il regime del presidente siriano, Bachar al Assad, «cadrà» se insisterà nella repressione violenta delle manifestazioni. «Oggi c'è una grande aspirazione alla libertà e alla democrazia. Bisogna tenerne conto: reprimerla tramite gli spari sulla folla è inaccettabile, quale che sia il paese che si abbandona a questo comportamento» ha continuato continua il capo del Quai d'Orsay. «La posizione della Francia è di un'estrema chiarezza. Abbiamo condannato tutti gli autori di crimini del genere e con la massima fermezza. Con i parnter europei stiamo lavorando a definire alcune sanzioni a livello europeo per sottolineare non soltanto la nostra condanna ma la nostra azione contro questo tipo di comportamenti».

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