Casa Pound 111127004933
IL CASO
12 Gennaio Gen 2012 1632 12 gennaio 2012

Casa Pound brinda alla morte di Saviotti

I fascisti su Facebook: «Avanti il prossimo». Aperta un'inchiesta.

  • ...
Un militante di CasaPound.

La morte di Pietro Saviotti, il capo del pool antiterrorismo della procura di Roma scomparso mercoledì 11 gennaio, è stata festeggiata dal movimento di estrema destra Casa Pound. Gianluca Iannone, leader dei nuovi fascisti, ha condiviso la notizia con gli oltre 3 mila amici del suo profilo personale Facebook, con il nickname 'Gianluca da Tortuga'.
«Questo 2012 si prospetta come un anno interessante... evviva», ha scritto nel suo status, incassando apprezzamenti da oltre 30 persone, militanti e simpatizzanti di Casa Pound. Un utente ha ricordato anche la morte del giornalista Giorgio Bocca: «Bocca, Saviotti. Avanti il prossimo. La lista è lunga e c'è l'imbarazzo della scelta».
L'ARRESTO DI 'ZIPPO'. Il motivo? I fascisti non hanno perdonato l'arresto di Alberto Palladino (uno dei leader di Casa Pound nel IV municipio), detto 'Zippo', lo scorso mese di novembre.
Su richiesta di Saviotti, infatti, era stato disposto l'arresto di 'Zippo', perché temeva che questi avrebbe potuto commettere diversi reati violenti nei confronti dei Democratici. Poco prima di Natale, il gip di Roma aveva concesso i domiciliari a Palladino.
Per tutta risposta la procura di Roma ha aperto un fascicolo sul commento di Iannone. Il reato configurato dal pm Eugenio Albamonte è istigazione a delinquere. Gli accertamenti sono stati delegati alla polizia postale che ora dovrà identificare l'autore dello scritto
NESSUN DOLORE, ANZI. Per il vicepresidente di Casapound Italia, Andrea Antonini, «è francamente ipocrita aspettarsi contrizione da parte nostra dato che questo pubblico ministero ha avuto a che fare almeno due volte con noi, prima negli scontri studenteschi di Piazza Navona con 12 indagati a torto, come abbiamo sempre ribadito, e poi nel caso di Alberto Palladino, attualmente ai domiciliari in isolamento e prima per 28 giorni in carcere, accusato da Saviotti di lesioni aggravate nei confronti del capogruppo del Pd del IV Municipio Paolo Marchionne. In Italia non ricordo nessun caso di giovane incensurato che deve fare 28 giorni di carcere con l'accusa di rissa aggravata. Nessuno quindi si aspetti da noi dolore o ipocrita contrizione».
VIOLENZA COME METODO DI LOTTA POLITICA. «Partire dal presupposto che il reato sia reiterabile perché Cpi è un movimento che fa della violenza un metodo di lotta politica», aveva detto Iannone, «è un assurdo giuridico perché non solo non c'è una sentenza né un elemento di diritto che possa avallare questa convinzione, ma non esiste nemmeno un sia pur minimo elemento di fatto che possa giustificarla, se non il pregiudizio nei confronti di un movimento che sconta la presunta appartenenza a un mondo ontologicamente violento come l'estrema destra».
SCIOCCATO ALEMANNO. Anche il primo cittadino di Roma si è recato a rendere omaggio alla vittima alla camera ardente in corso nella sala Occorsio del tribunale di piazzale Clodio. Profondamente sconvolto il sindaco romano: «Una cosa scellerata, non ci posso credere. Saviotti aveva cuore oltre che cervello. Era una persona straordinaria, con lui stavo coltivando un' amicizia».
CALIPARI:«CHIUDERE CASA POUND». La vicepresidente dei deputati del Pd ha, infine, apertamente richiesto di fermare l'azione della «culla neofascista». Queste le parole dell'onorevole, in un commento su facebook: «Chiederei agli inquirenti di valutare se esistano gli estremi per bloccare l'associazione. La nostra Costituzione democratica e repubblicana ha cancellato i legami con un passato di cui ci siamo vergognati, ma non può proteggerci da questi nostalgici violenti. Vorrei esprimere la mia solidarietà ai familiari del procuratore aggiunto di Roma e cogliere l'occasione per ricordare un uomo che ha dedicato la sua vita al servizio dello Stato».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso