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PROFESSIONI
19 Febbraio Feb 2012 1906 19 febbraio 2012

Gigolò, un duro lavoro

Non solo sesso, ma servizi personalizzati. Per 1.500 euro.

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Pochi professionisti, ma tanta richiesta. Il mondo degli accompagnatori maschili è un settore che sembra non conoscere crisi. Anche se poche lo ammettono, infatti, secondo un’indagine condotta dall’associazione Donne e qualità della vita, due donne su 10 si sono rivolte a uno gigolò almeno una volta nella vita e quattro hanno pensato di farlo.
Sono per lo più consulenti o libere professioniste di età compresa tra i 46 e 55 anni, spinte a provare l'esperienza a causa delle scarse attenzioni ricevute dal partner o per solitudine.
IL 24% CERCA UN UOMO SENSIBILE. Solo il 18%, però, cerca nel gigolò un grande amatore: il 24% ritiene fondamentale che sia un uomo sensibile e il 22% non bada a spese purché dall'altra parte ci sia una persona pronta a capirla.
Ma chi sono gli uomini che scelgono questa professione? Una ricerca sul mercato del sesso realizzata dall'Eurispes mette in rilievo come, a differenza della prostituzione femminile, in quella maschile prevalgano gli accompagnatori italiani, spesso di buona cultura e capaci di parlare più lingue.
Come Roy, che si ritiene un capostipite della categoria: «Quando ho cominciato con questo mestiere, i gigolò presenti in Rete si presentavano in maniera aggressiva e volgare. Io ho creato da subito uno stile personale e un modo diverso di comunicare con la mia clientela».
UN MESTIERE PER PROFESSIONISTI. Alto un metro e 85, fisico atletico, occhi azzurri e capelli castani, Roy si definisce un accompagnatore professionista: «Nel senso che mi occupo solo di questo nella vita, è il mio lavoro». Che ha raccontato anche nel suo libro, Un’immagine allo specchio (Marco Serra Tarantola).
Alexander è nel settore dal 2008: «Bisogna distinguere tra chi ci prova, e si capisce subito che è un improvvisato, e chi ha trasformato il mestiere in una professione. Ecco, in questa seconda categoria siamo pochissimi in Italia».
Per lui, la definizione di accompagnatore racchiude il vero senso di questo lavoro, cioè «essere al servizio di una donna per le più svariate esigenze, anche non strettamente legate alla sessualità». Igor non disdegna neppure la parola escort: «Letteramente significa 'scorta' e trasmette anche un senso di protezione, ancor di più gigolò».

Prestazioni differenziate: dalla prima volta al sexual training

Ma gigolò si nasce o si diventa? È un modo di essere o una professione come tante? Alexander racconta di aver iniziato su suggerimento di un'amica: «Continuava a ripetermi che ero la persona più adatta a svolgere questo mestiere, per la mia capacità innata di far star bene una donna».
La stessa predisposizione che sembra aver favorito Igor, che ha iniziato un po’ per gioco e un po’ per curiosità: «Non è stato difficile per me entrare in questo mondo d'intrighi, illusioni, storie particolari. Forse perché ho sempre avuto una buona predisposizione ad ascoltare e sono molto curioso». Secondo lui, le donne non hanno bisogno di sesso «ma di una persona che le ascolti e le faccia sognare per un'ora, una serata, un weekend».
OPERAZIONE GELOSIA. Ne è convinto anche Roy che, infatti, sul suo sito pubblicizza un ampio range di prestazioni: «Mi fingo un fidanzato o uno spasimante per fare ingelosire l’uomo che interessa alla mia cliente ma mi propongo anche come sexual trainer per chi a letto si sente insicura».
Ma c'è anche il servizio 'prima esperienza': «Spesso si rivolgono a me donne fra i 25 e 35 anni che hanno mancato l’appuntamento con la prima volta quando era il momento giusto e ora vivono la loro “condizione” con disagio».
Prestazioni offerte anche da Alexander («Ma non pongo limiti ai miei servizi») e Igor, che trae ispirazione dalle esigenze delle donne che lo contattano: «Mi danno idee nuove, mi aiutano a sondare il mercato e a capire quali sono i loro bisogni, così posso offrire loro ciò che più desiderano».

Le tariffe: dai 400 ai 1.500 euro per servizio

Non è semplice sapere con precisione quanto guadagna uno gigolò perché manca un tariffario. «Bisogna avere molta sensibilità per capire chi si ha di fronte e stabilire insieme “il regalo”», precisa Igor. Per Alexander «dipende molto dal contesto e dagli eventuali spostamenti: i miei servizi partono dai 400 euro e arrivano fino ai 1.500».
L'OPZIONE PER UOMINI. Se si considerano una media di tre incontri alla settimana, lo “stipendio” appare allettante. «Guadagno bene», ammette Roy, «e spesso le clienti mi scelgono proprio perché costo molto. Ma uno gigolò non può diventare ricco: sono ancora poche le donne che pagano e molti accompagnatori per andare avanti sono costretti a rivolgersi anche agli uomini».
Una scelta, quest’ultima, che nessuno dei tre dice di percorrere: solo inconri con donne o coppie. «Molte persone in Italia amano concedersi caldi momenti a tre», racconta Igor, «il mio compito è molto spesso quello di corteggiare la donna per poi andarci a letto sotto gli occhi del suo compagno».
UN DURO LAVORO. Un altro aspetto che accomuna Roy, Igor e Alexander è la 'professionalità' nei sentimenti: «Non permetto mai al mio cuore di prendere il sopravvento», chiarisce Roy. E se Alexander ammette di «affezionarsi» ad alcune clienti che vede periodicamente, Igor confessa di non conoscere nemmeno il significato dell'innamoramento.
D'altronde, «chi fa questo mestiere è un lupo solitario», conclude Roy, «e poi non avrei nemmeno tempo per coltivare troppe amicizie. Le mie giornate si dividono tra lavoro, palestra, clienti e promozione della mia immagine. Sono operaio e amministratore delegato di me stesso. Non c’è tempo per gli svaghi: il mio è un duro lavoro».

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