Collapsible Gioco 120413173622
IL CENTENARIO
15 Aprile Apr 2012 1430 15 aprile 2012

Titanic, salvarsi per gioco

Con Collapsible D si può cambiare la storia.

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Tra le trovate commerciali - più o meno macabre - spuntate per celebrare il naufragio del Titanic, il colosso del mare affondato 100 anni fa, nella notte tra il 14 e il 15 aprile 1912, quella di Collapsible D sembra la più politically correct.
Perché il gioco da tavolo della Sir Chster Cobblepot, sul mercato in 999 copie numerate, non punta a commemorare una tragedia ma «a celebrare l'ipotesi di un salvataggio», come spiega l'ideatore Gianluca Santopietro.
RICOSTRUZIONE MINUZIOSA. Il nome, infatti, è ispirato all’ultimo canotto ripiegabile (in inglese collapsible) che lasciò la nave prima che questa affondasse nell’oceano. Colpisce molto il rigore della ricostruzione storica: nella creazione del gioco, Santopietro è stato affiancato dallo storico Claudio Bossi e da un team di sviluppo che si è documentato per arrivare a una fedele riproduzione dell'evento.
Il gioco prevede da tre a sei giocatori, anche se, spiega l’autore, «sul nostro sito sono disponibili anche le regole speciali per provarlo in due».
Ogni partecipante potrà gestire da tre a quattro personaggi che, come nel Titanic reale, rappresenteranno tutte le classi sociali, dalla prima alla terza classe.
SALVARE JACK DAWSON. Ognuno è dotato di una carta personale in cui è presente un ritratto in stile primi del ‘900, proprio come quelli che eseguiva Leonardo Di Capro nel film di James Cameron: «In effetti, lo stile dei disegni è ispirato a quelli di Jack Dawson, il personaggio interpretato dall'attore», sottolinea l’autore, «e chi vuole potrà anche assumere le vesti del protagonista e cercare di metterlo in salvo».
Oltre al ritratto, le carte dei singoli personaggi contengono informazioni vitali per lo sviluppo del gioco, come la classe del biglietto, che ne decreterà la posizione di partenza sul tabellone, e l’ora in cui è stato avvertito delle condizioni in cui si trovava la nave.
Allo scoccare dell’orario indicato, il personaggio dovrà muoversi per raggiungere l’obiettivo finale, cioè arrivare ai ponti più alti (dove c’erano le scialuppe di salvataggio).

L'obiettivo: abbandonare il Titanic prima del naufragio

Alla fine di ogni turno, dopo che tutti i giocatori avranno mosso i loro personaggi con il lancio dei dadi, si scopre una carta che indica l’avanzamento dell’acqua all’interno della nave.
«Il punto di forza del gioco è proprio la suspance», dice Santopietro. Per metà partita, infatti, si ha la sensazione che non accada quasi nulla, esattamente come nella realtà storica: il Titanic, infatti, colpì l’iceberg alle 23.40 per affondare alle 2.20, ma nella prima mezz’ora la gente non si rese conto di ciò che stava accadendo.
PARTENZA BLANDA E AZIONI VELOCI. «Nel gioco abbiamo cercato di replicare questa sensazione», aggiunge l’autore, «una partenza blanda che lascia però posto a un susseguirsi di azioni veloci dettate dall’aumentare dell’acqua a bordo e dal panico di non riuscire a raggiungere le scialuppe».
Ma arrivare alle imbarcazioni gonfiabili non darà automaticamente la salvezza: alcune di queste, infatti, potranno cercare di respingere alcuni personaggi appartenenti alle classi più basse. Ma anche i maschi, visto che l’ordine era di salvare prima le donne e i bambini.
E c'è anche un altro imprevisto: l'eventualità di salire sulla B, quella che si rovesciò al momento di essere sganciata. La partita si conclude quando l’ultima scialuppa gonfiabile, appunto la Collapsible D, viene sganciata: il personaggio che avrà ottenuto più punti sarà il vincitore e potrà abbandonare il Titanic prima del naufragio. Insomma, si salvi chi può.

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