Carabinieri 120711220652

Catanzaro, arrestato latitante cosca Pesce

Il boss calabrese Domenico Arena era ricercato dal 2011.

  • ...

(di Alessandro Sgherri)

Agenti dei carabinieri.

Lo cercavano da un anno, ma era sempre riuscito a sfuggire alla cattura. Fino alla serata del 22 luglio quando è stato bloccato all'interno di un lussuoso appartamento nel quartiere Lido di Catanzaro, lontano dal suo territorio d'influenza, Rosarno (Reggio Calabria).
Per Domenico Arena, di 58 anni, indicato come uno dei capi della potente cosca dei Pesce, la latitanza si è conclusa davanti all'azzurro del mare Ionio, tra una folla festante che ha tributato un'applauso scrosciante ai Carabinieri che lo portavano via in manette.
LA FOLLA PLAUDE AI MILITARI. Una reazione che ha colpito positivamente gli stessi Carabinieri, rimasti piacevolmente sorpresi dall'atteggiamento della gente che batteva loro le mani mentre conducevano via in manette il latitante. Arena era ricercato dal 20 settembre 2011, quando fu condannato, in abbreviato, a 10 anni di reclusione per associazione mafiosa. Per lui, che allora era libero, il sostituto procuratore della Dda di Reggio Calabria chiese subito l'emissione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, ma Arena fece perdere le sue tracce prima che potesse essere eseguita.
PROTETTO DALL'AVVOCATO STEFANIA RANIA. Da allora il Pubblico ministero (pm), insieme al procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Michele Prestipino, ha continuato a coordinare le indagini che hanno portato i Carabinieri del Ros di Reggio Calabria e Catanzaro, del Comando provinciale di Reggio e dello squadrone eliportato cacciatori all'interno di una palazzina sul lungomare di Catanzaro Lido.
Già da qualche giorno i militari tenevano d'occhio l'edificio ed oggi, avuta la certezza che Arena era all'interno, sono intervenuti. Il latitante è stato bloccato in un appartamento attiguo allo studio del suo legale, l'avvocato Stefania Rania. Domenico Arena è considerato dagli inquirenti reggini un elemento di spicco della cosca. Cognato di Vincenzo Pesce, detto u pacciu, aveva ricevuto proprio da quest'ultimo l'incarico di gestire il settore dell'autotrasporto in mano ai Pesce.
GLI SVILUPPI DELL'INCHIESTA ALL INSIDE. Prima di riuscirci, però, secondo quanto emerso dall'inchiesta All Inside che ha portato alla sbarra capi e gregari della cosca, Vincenzo ha avuto un violento litigio con il nipote Francesco. Solo dopo l'intervento dal carcere di Antonino Testuni Pesce, ritenuto il capo indiscusso della cosca, fratello di Vincenzo e padre di Francesco, fu raggiunto l'accordo.

(ANSA)

22 Luglio Lug 2012 2130 22 luglio 2012
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso