Siria, 2 mila scuole distrutte nelle violenze

Ma il 16 settembre gli studenti devono tornare tra i banchi.

  • ...

di Lorenzo Trombetta

Grembiuli, sussidiari e astucci per più di centinaia di migliaia di studenti siriani pronti a tornare, secondo i più rosei auspici del governo di Damasco, il prossimo 16 settembre sui banchi delle scuole. Che sono però trasformate in caserme, carceri, luoghi di tortura e, ultimamente sempre di più, anche in rifugi di fortuna per centinaia di migliaia di sfollati in fuga dalle violenze.
VIOLENZE DA ENTRAMBE LE PARTI. Proprio il 10 settembre da Ginevra l'Alto commissario Onu per i diritti umani Navi Pillay ha denunciato «la crescente brutalità da parte delle autorità e dei loro alleati shabihha (le milizie lealiste)». Ma ha pure denunciato l'aumento del numero di violazioni dei diritti umani compiute dalle forze dell'opposizione.
Per le strade di Damasco e Aleppo, dove in alcuni quartieri manca anche l'acqua potabile, non si contano solo file di corpi di civili giustiziati sommariamente dai governativi e di soldati lealisti ammazzati allo stesso modo dai ribelli.
CADAVERI OVUNQUE, MA LA SCUOLA RIPARTE. Ci sono accampamenti improvvisati nei parchi pubblici, nei depositi e persino sui marciapiedi: vi 'sopravvivono' siriani fuggiti da Homs, Daraa, Dayr az Zor, Hama e da altre località colpite dai bombardamenti governativi e devastate dagli scontri tra ribelli e lealisti. Come se tutto ciò non stesse avvenendo, il ministro dell'istruzione Hazwan al Wazz oggi ha però confermato che domenica 16 settembre (in Siria la settimana comincia il sabato dopo il venerdì festivo) torneranno a scuola centinaia di migliaia di studenti di ogni ordine e grado.
«È tutto pronto, saranno accolti senza problemi», ha detto il ministro citato dall'agenzia Sana.
INCOGNITA TRA I BANCHI. In realtà, gli stessi numeri riferiti dal ministro indicano che la situazione in Siria non è 'normale': l'autunno scorso, quando le operazioni militari dell'Esercito libero (i ribelli) erano appena iniziate e il regime non aveva ancora fatto ricorso massicciamente alla violenza, furono chiamati a scuola 5,3 milioni di siriani e 340 mila tra docenti e amministrativi.
Oggi il governo si dice pronto ad accogliere solo centinaia di migliaia di studenti. Anche di questi è però difficile dire chi veramente arriverà in aula tra pochi giorni.

Scuole trasformate in carceri, torture fra i banchi

Una bambina in Siria.

Il ministro dell'istruzione ha assicurato: «Stiamo lavorando da tempo con gli enti preposti per sgomberare le scuole dalle persone danneggiate dagli eventi recenti che vi hanno trovato rifugio. Il libro unificato è già pronto, e abbiamo già dato istruzione agli insegnanti».
Sempre un anno fa, il tema del rientro scolastico era stato segnato dalle denunce che molti istituti erano stati trasformati, nei primi mesi di repressione delle manifestazioni pacifiche, in carceri improvvisate. Numerosi video amatoriali avevano mostrato giovani attivisti torturati e picchiati fra i banchi da militari in divisa.
2 MILA SCUOLE INAGIBILI. «Nel frattempo molte scuole sono state distrutte dai bombardamenti. Si calcola che almeno 2 mila in tutto il Paese siano inagibili», afferma Janine, volontaria che dà assistenza agli sfollati in una scuola di Damasco nord.
400 MILA PROFUGHI. In tutta la Siria si contano circa 400 mila profughi, per lo più concentrati nella capitale e ad Aleppo. Inoltre Homs e altre località minori non hanno più le scuole perché sono state rase al suolo come il resto degli edifici.
MILITARI GIUSTIZIATI DAI RIBELLI. Inoltre si moltiplicano gli atti di barbara violazione dei diritti umani. Ad Aleppo sono stati uccisi dai ribelli una ventina di militari governativi: giustiziati sommariamente proprio come è avvenuto a 36 civili di Tadamon (Damasco), i cui corpi sono stati ritrovati bendati e con le mani legate dietro la schiena. Ammazzati - affermano i residenti - dai lealisti.
BRAHIMI AL CAIRO. In questo contesto la diplomazia tenta nuove strade: l'Alto rappresentante Onu-Lega Araba, Lakhdar Brahimi, ha cominciato al Cairo un suo tour regionale, ribadendo che la sua missione è estremamente difficile. Ha partecipato all'incontro preliminare tra i delegati di Egitto, Arabia Saudita, Turchia e Iran in vista della riunione dei ministri dei quattro Paesi che potrebbero svolgere un ruolo cruciale nella crisi.

(Ansa)

10 Settembre Set 2012 1548 10 settembre 2012
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso