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13 Ottobre Ott 2012 0800 13 ottobre 2012

Cina, prostitute di plastica

Sesso è tabù: a ruba sexy doll da 1.300 euro

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Da Shangai

Visitatori al Festival della cultura del sesso, a Guangzhou.

Dāi ha gli occhi celesti, un orsacchiotto con il papillon, mutande a fiori e calzini a righe. È una bimba vivace ed energica, le piace cantare e ballare. È alta 132 cm, pesa 17 chili e costa 10.800 yuan, 1300 euro. Soprattutto, non umana. Dāi è una bambola, una sex doll modello bambina. Scheletro in metallico zincato, pelle in gel di silice (un silicone atossico), strutture interne riempite di poliuretano. Come orgogliosamente dichiara l'azienda: «Una persona reale».
Acquistandola si possono scegliere il colore della pelle (ma nera non esiste), degli occhi e dei capelli; i vestiti che indossa e la misura del seno. Lo sguardo imbronciato, come quello di una bimba che ha appena pianto, è invece prerogativa di tutte le Dāi, esposte insieme con centinaia di altri prodotti al Festival della cultura del sesso, a Guangzhou, l’antica Canton.
A OTTOBRE 3 MILIONI DI VISITATORI. Circa 3 milioni di visitatori, sempre più giovani e sempre più ammogliati, sono arrivati in questo salone del sesso nella prima settimana di ottobre per guardare la sex doll e magari portarsela a casa. Il biglietto di ingresso del salone costa 30 yuan, poco più di 3,50 euro, con tanto di condom in omaggio. Tra le teste canute piegate sui banchetti, si intravedono preservativi d'ogni forma e colore, vibratori ergonomici a 140 yuan (17 euro), manette di pelo e confezioni di Viagra - rigorosamente di imitazione - a 30 yuan.
SOLO IL 12% DELLE DONNE CONOSCE LA CONTRACCEZIONE. Sono i paradossi della Cina, dove parlare di sesso è ancora tabù ma la prostituzione e le perversioni proliferano.
Una ricerca condotta dalla Commissione nazionale della famiglia, pubblicata lo scorso settembre, ha analizzato che solo il 12% delle donne intervistate conosce la contraccezione, il 68% considera metodi contraccettivi la pillola del giorno dopo e il coito interrotto, il 75% si informa attraverso siti porno e pornografia, mentre il 50% delle donne che subisce un aborto dichiara di averne già avuto uno in passato.
Nelle farmacie cinesi una confezione di pillola anticoncezionale costa sui 22 yuan, mentre la pillola del giorno dopo 25 yuan, e viene venduta senza alcuna prescrizione medica.
OPERA DI SENSIBILIZZAZIONE. «Non basta certo questo salone a cambiare gli atteggiamenti tradizionali riguardo al sesso», dice a Lettera43.it Zhu Jiaming, il direttore del Festival nato nel 2003, che all’interno della kermesse ha voluto anche reading sulle malattie veneree, l’Aids e l’amore. «Ma sensibilizzerà maggiormente il pubblico a proposito di educazione sessuale e salute».

In Cina 300 mila lavoratrici nell'industria del sesso

Le costose sexy doll possono essere personalizzate con numerosi tipi di fattezze e includono anche i modelli bambina.

Le inclinazioni sessuali della Repubblica popolare variano d’altronde a seconda della latitudine geografica. Un sondaggio sui costumi sessuali condotto dalla Durex ha rivelato per esempio che Il 48% della popolazione di Tianjin, nel nord, ha 8 rapporti in un mese; nel Guangdong, a sud, la percentuale quasi raddoppia arrivando all'84%. E non è un caso: in questa regione, sfiorata dal Tropico del Cancro, non c'è solo Guangzhou ma anche la famosa Dongguan, una delle capitali mondiali del sesso a pagamento.
PROSTITUZIONE ILLEGALE. La prostituzione, illegale in Cina da quando Mao Zedong chiuse i bordelli nel '49, qui conta 300 mila lavoratrici. L'esercito delle concubine si arruola nei karaoke, nei centri estetici, nelle saune, perfino dal barbiere o dal lustrascarpe. Lo shampoo con happy ending, raccontano i clienti, costa circa 40 yuan (sui 5 euro). Nei centri estetici le ragazze arrivano in gruppo con un numerino sulla divisa: per 400 yuan (50 euro) si possono avere due ore di sesso come più piace, sodomia esclusa.
Il mercato fattura numeri da capogiro. Secondo l’economista Zhing Wei ogni ragazza guadagna circa 25 mila yuan all’anno; il settore vale in totale 500 miliardi di yuan annui. Esclusi gadget e collaterali.
AUTORITÀ COMPIACENTI. I controlli della polizia esistono, ma non cambiano la situazione. «I poliziotti sanno tutto, fanno solo finta di non vedere», racconta una madre con un bambino in braccio che si aggira tra le vetrine. «A mio figlio, se dovesse chiedermi chi sono quelle donne, spiegherei che fanno un cattivo lavoro. Tutto qui». Ma in Cina un antico proverbio recita: Disprezza la povertà, non la prostituzione.
Per molte ragazze vendersi non costituisce soltanto una via di fuga dalla miseria, ma anche un'opportunità di promozione sociale. Molte sognano il principe azzurro che si innamori di loro e le porti via, sperano in un affezionato cliente (meglio se occidentale) per una bella vita, una bella casa, una bella automobile.
Nella terra di mezzo non tutti possono permettersi una concubina una volta alla settimana. Per i cuori solitari o per chi ha i mezzi ci sono le bambole di gomma, Dāi, Helen o Hanna: durano anni (con garanzia), non parlano, hanno carne sintetica, nuovi attributi e un microchip emozionale.

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