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REGIONE SARDEGNA
17 Ottobre Ott 2012 0745 17 ottobre 2012

Fenosu, spreco da 22 mln

In liquidazione l'aeroporto di Oristano.

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Aerei sulla pista dell'aeroporto di Oristano-Fenosu.

Dopo averci gettato dentro inutilmente decine di milioni di euro, ora la Provincia sarda di Oristano vuole sbarazzarsi dell’aeroporto di Oristano-Fenosu, uno scalo senza aerei, dove nessuna compagnia aerea vuole atterrare, ma che pure continua a macinare quattrini pubblici: la società di gestione di questa cattedrale nel deserto (la Sogeaor) è in liquidazione, con 5 milioni di debiti e 21 lavoratori in cassa integrazione. E, per coprire il buco, la Provincia (che detiene il 75% delle azioni) ha forse trovato il compratore: all’acquisto è interessata, con una proposta formalizzata di recente, la società di gestione dell’aeroporto di Cagliari, la Sogeaor, controllata dalla Camera di commercio del capoluogo sardo.
Il peso di questo scalo vuoto, dunque, passerebbe da un ente pubblico, la Provincia di Oristano, a un’altra istituzione pubblica: Fenosu continua così la sua carriera di macchina mangiasoldi, iniziata nel 1997 per soddisfare appetiti di politici, amministratori, sindacalisti e imprese locali ma senza dare mai alcun servizio ai cittadini.
AEROPORTO GIÀ COSTATO 22 MILIONI DI EURO. L'aeroporto è già costato ai contribuenti 22 milioni di euro (da Provincia e Regione) negli ultimi anni, con circa 3,3 milioni di euro versati dalla Provincia di Oristano tra la fine 2011 e il 2012 per coprire parte delle passività create dalla Sogeaor, al capitale della quale partecipano anche, con quote di minoranza, Comune, Camera di commercio e Consorzio industriale di Oristano, insieme con la finanziaria della Regione Sarda, la Sfirs, e alla stessa Regione.
Un’orgia di spese senza nessuna prospettiva, visto che l’aeroporto di Cagliari (uno dei maggiori d’Italia, con il traffico in continua crescita) dista appena 40 minuti di macchina, mentre l’intera provincia di Oristano nel suo insieme conta appena 160 mila abitanti. Uno spreco bipartisan, visto che l’opera è stata fortemente voluta dal centrodestra come dal centrosinistra.

Nel 1997 il progetto di trasformare la piccola pista in aeroporto

La pista dell'aeroporto di Oristano-Fenosu.

La società di gestione è stata costituita nel 1997 per trasformare una piccola pista da turismo in un vero aeroporto. Ma per avere l’agibilità dello scalo dall’Enac ci sono voluti 13 anni. Il via libera è arrivato solo nel 2010 e la società si è affannata a cercare compagnie aeree, ma nessuna era interessata. Finché è spuntata una piccola società olandese, la Denim Air, che ha accettato di collegare Oristano con Roma e Pisa, però a pagamento: la Sogeaor ha versato contributi alla compagnia purché atterrasse a Fenosu.
A GENNAIO 2011 LA ROTTURA CON DENIM. Il sogno è durato pochi mesi. Poco più di 2 mila biglietti staccati, voli spesso cancellati e ritardati finché, a gennaio 2011, Denim ha detto basta, accusando la Sogeaor di non aver onorato gli impegni e di dovere alla compagnia olandese alcune centinaia di migliaia di euro.
Nel frattempo, negli stessi giorni, la giunta regionale ha stabilito che Fenosu «non è strategico» per i trasporti della Sardegna e ha tagliato ogni investimento futuro.
Resta il buco, che ora Sogeaor cerca di coprire scaricando il peso dello scalo inutile sui conti dell’aeroporto di Cagliari, e una società in liquidazione che continua a costare tanto. Ma che lo scalo fosse inutile era chiaro a tutti, tranne che ai politici, sin dal primo giorno: il 4 giugno 2010, al volo inaugurale di fronte alle autorità, si presentarono appena nove passeggeri a fronte del 50 posti disponibili sul piccolo Fokker di Denim Air.

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